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I numeri in chiaro, Pregliasco: «Mi preoccupano gli over 50 non vaccinati: sono quelli che rischiano di più» – Il video

«Gli ultracinquantenni sono i primi a dover fare i conti con le problematiche del Covid, è è incredibile che rimangano dubbi sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini», osserva il virologo della Statale di Milano

«In quest’ultima settimana, come rilevato anche dall’Iss, abbiamo osservato finalmente una riduzione dell’incidenza del numero dei casi di Coronavirus, dopo una stagione di incrementi dati dalle riaperture. È una situazione che è rimasta stabile nel tempo, e solo ora si vede un dato di oggettiva riduzione del numero di nuovi casi, anche se purtroppo ovviamente i dati relativi alla mortalità sono ancora piuttosto alti». Così il professore di virologia dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, commentando i dati epidemiologici dell’ultima settimana. Guardando al prossimo futuro, però, il professor Pregliasco ribadisce che è necessario mantenere la massima cautela, perché «con la riapertura delle scuole, con le condizioni metereologiche che faciliteranno la diffusione di questo virus respiratorio, ma anche la fine di una quota di smart working», che comportano la possibile «creazione di situazioni facilitanti la diffusione del virus, ci potrà essere un ulteriore colpo di coda». Il virologo della Statale di Milano prosegue: Mi immagino questa pandemia come le onde formate da un sasso gettato nello stagno, in cui le prime onde sono pesanti e poi via via tendono a ridursi: ma ora noi siamo ancora al guado».


I 3,5 milioni sopra i 50 anni senza una dose

Preoccupano fortemente però i circa 3,5 milioni di over50 che ancora non si sono vaccinati perché «sono i primi a dover fare i conti con le problematiche della malattia: questo è quello che si è visto sin dall’inizio della pandemia e vale per tutte le malattie respiratorie e il Covid lo ha dimostrato in modo pesante». Ed è per questo motivo che «è incredibile che rimangano questi dubbi e pause in una quota di persone» che non si sono ancora vaccinate. Perché – prosegue il virologo – al di là di una parte di No vax duri e puri e ideologici, rimane una parte di persone che in questa infodemia ne hanno ricavato poi un aspetto negativo circa l’efficacia del vaccino».


Più vaccinazioni eviteranno il lockdown

Guardando alle prossime settimane, resta dunque prioritaria «l’esigenza di considerare un’accelerazione nelle vaccinazioni nel minor tempo possibile e in termini quantitativi come elemento per evitare ulteriori restrizioni possibili». «Questo perché – prosegue Pregliasco – dovendo immaginare uno scenario non piacevole per l’inverno, dobbiamo immaginare interventi auspicabilmente più chirurgici, più sartoriali, ma comunque qualcosa che potrebbe riportarci a una situazione di restrizioni». I dati sui vaccini sono oggettivi: da un lato quello dell’efficacia nel prevenire forme gravi e mortali di Covid, dall’altro quelli relativi alla loro sicurezza. E questi due elementi, a detta del virologo, dovrebbero «portare a un’adesione più ampia possibile» e a una maggiore copertura vaccinale. «È chiaro che il futuro è incerto, e il virus spesso ci ha spiazzato – aggiunge ancora Pregliasco – però non è il momento di abbassare la guardia. È importante ricordare che è necessaria una velocità di esecuzione delle vaccinazioni proprio in questa rincorsa a ridurre, per quanto possibile, la circolazione del virus e quindi la probabilità di avere nuove varianti».

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