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Il Nobel per la Pace 2021 ai due giornalisti Maria Ressa e Dmitry Muratov

329 le candidature. In lizza c’erano anche l’attivista Greta Thunberg, l’oppositore russo Navalny e la cancelliera tedesca Angela Merkel

Il Nobel per la Pace va a Maria Ressa e Dmitry Muratov per aver «rappresentato i giornalisti nel mondo» e, dunque, «per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una condizione preliminare per la democrazia e una pace duratura». Lo ha annunciato poco fa l’Accademia reale svedese. Tra le 329 candidature c’erano anche il leader dell’opposizione russa Alexei Navalny – già vittima di un tentativo di avvelenamento e ancora in carcere – e medici e infermieri italiani per il loro impegno nel corso della pandemia del Coronavirus. Diversi i potenziali vincitori del Nobel: si andava dall’attivista Greta Thunberg, che di recente è stata in Italia, a Milano, alle organizzazioni che si battono per la libertà di stampa come “Giornalisti senza frontiere”. C’era anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha detto addio all’incarico dopo ben 15 anni al potere.


Chi sono Maria Ressa e Dmitry Muratov

Maria Ressa ha denunciato nelle Filippine «abusi di potere e regimi dittatoriali» mentre Dmitry Muratov ha documentato «le condizioni difficili in Russia difendendo la libertà d’espressione». Nello specifico, Ressa ha fondato Rappler, una società di media digitali per il giornalismo investigativo. Come giornalista, ha difeso la libertà d’espressione concentrando la sua attenzione sulla campagna anti-droga del regime di Rodrigo Duterte (presidente della Repubblica delle Filippine). Ha anche documentato come i social media vengano spesso utilizzati per diffondere fake news, manipolare l’opinione pubblica e attaccare gli oppositori. Su di lei è stato anche realizzato un documentario, A Thousand Cuts.


Dmitry Andreyevich Muratov, invece, è uno dei fondatori del quotidiano indipendente Novaya Gazeta. Da 24 anni, dunque, lavora nel giornale più indipendente della Russia, con un atteggiamento da sempre molto critico nei confronti del potere. Ha affrontato temi piuttosto scomodi al governo: dalla corruzione alla violenza della polizia, dagli arresti illegali alla frode elettorale. Gli oppositori del quotidiano hanno risposto con vessazioni, minacce, violenze e omicidi. Sei dei suoi giornalisti sono stati uccisi tra cui Anna Politkovskaja che ha scritto articoli di denuncia sulla guerra in Cecenia. Nonostante tutto, Muratov si è sempre rifiutato di abbandonare la politica indipendente del suo giornale.

Perché sono stati premiati due giornalisti

«Il giornalismo libero, indipendente e basato sui fatti serve a proteggere dall’abuso di potere, dalle bugie e dalla propaganda – si legge sul sito del Nobel – Il Comitato norvegese per il Nobel è convinto che la libertà di espressione e la libertà di informazione aiutino a garantire un pubblico informato. Questi diritti sono prerequisiti cruciali per la democrazia e la protezione contro guerre e conflitti. L’assegnazione del Premio Nobel per la pace a Maria Ressa e Dmitry Muratov intende sottolineare l’importanza di tutelare e difendere questi diritti fondamentali». E infine: «Senza la libertà di espressione e la libertà di stampa, sarà difficile promuovere con successo la fratellanza tra le nazioni, il disarmo e un ordine mondiale migliore».

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