Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Trieste, il presidente del porto D’Agostino: «I lavoratori hanno scelto la linea soft. Si può ricominciare a lavorare come prima» – L’intervista

Zeno D’Agostino, il presidente dell’Autorità portuale del Mare Adriatico Orientale, fa un bilancio (positivo) della giornata di proteste dei portuali

Trieste – Il primo giorno di presidio è finito. Delle migliaia di persone arrivate da mezza Italia per sostenere i lavoratori del porto di Trieste ne sono rimaste qualche centinaia. Il clima è leggero. Si balla, ogni tanto si accende un fumogeno e i cori contro il Green pass o contro Mario Draghi cominciano a sparire. Davanti al Molo 7 e tra gli uffici del porto si pensa a domani. Oggi le attività sono state ridotte, alcune navi sono state dirottate e tra i lavoratori entrati nella struttura qualcuno è dovuto tornare a casa perché non c’era abbastanza lavoro. Il porto può permettersi un giorno di pausa ma non una settimana. Lo spiega a Open Zeno D’Agostino, il presidente dell’Autorità portuale del Mare Adriatico Orientale.


Oggi finisce il primo giorno di sciopero. Cosa avete capito di questa protesta?


«Guardi, ora abbiamo la consapevolezza che possiamo lavorare. Ci sono i numeri. Si può aprire anche il terminal container, rimasto chiuso oggi. Sono circa 150 i portuali rimasti fuori dai cancelli. Altri dicono 800 ma non so da dove abbiano preso i numeri».

Era stato annunciato un blocco totale, poi trasformato in presidio. Come vi siete preparati?

«Di cosa stiamo parlando? Doveva essere un blocco a oltranza, invece hanno lasciato sguarnito un varco da cui comunque è passato di tutto. I camion e le auto passavano dal Varco 1. Quando i lavoratori si sono resi conto che nel porto si poteva entrare e uscire, hanno iniziato a muoversi. L’unica cosa ferma oggi è stato il terminal container che riparte a mezzanotte. La verità è che i manifestanti sono fortunatamente passati a una linea soft».

Ieri si diceva che il problema sarebbero stati gli attivisti No Green pass. Si aspettavano 50 mila persone.

«Le stime erano su quella cifra. Nei giorni scorsi a Trieste c’è stata una manifestazione contro il Green pass: sono arrivati in 20 mila. Visti tutti i titoli di giornale fatti su questo tema si pensava che il numero degli attivisti presenti al porto sarebbe stato almeno il doppio. Invece nulla. Ho letto che al massimo saranno stati in 8 mila. Trieste non ha partecipato alla manifestazioni, molti arrivavano da fuori»

Cosa succederà domani?

«Vediamo. Il porto può ricominciare a lavorare. I portuali mi sembra abbiano fatto una scelta precisa».

Aveva detto che se il porto si fosse bloccato lei si sarebbe dimesso.

«Lo deciderò tra sabato e domenica».

A quanto ammonta il danno del porto per il mancato lavoro di oggi?

«Alcuni treni non sono partiti, alcune navi sono state rimandate. Sono blocchi normali per l’economia di un porto. Se domani torneremo operativi quasi a pieno, già ce la siamo cavata bene. L’importante è che tutto questo finisca nei prossimi giorni perché altrimenti gli investitori potrebbero cominciare a farsi qualche domanda».

Leggi anche: