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Comunali, il Pd stravince nelle grandi città e non solo: la mappa del nuovo consenso democratico

Non solo Roma e Torino (dopo il trionfo di Milano e Napoli), il partito democratico vince anche in comuni considerati feudi del centrodestra. Ma la partita nazionale non è per nulla scontata

È una vittoria diffusa e capillare quella del centrosinistra al secondo turno di queste elezioni comunali. L’area politica dem conquista più della metà delle venti città – fra capoluoghi di regione e di provincia – andate al voto per eleggere i sindaci che al primo turno non sono riusciti ad ottenere il 50 per cento di consensi. Il dato dell’affluenza ai minimi storici ha dunque favorito il centrosinistra. La scelta coinvolgeva circa cinque milioni di elettori: è andato alle urne il 43,94 per cento, meno di un elettore su due. Fatta eccezione per Trieste che resta in mano al centrodestra con la riconferma di Roberto Dipiazza, sindaco per la quarta volta con il 51,29 per cento, le altre grandi città per le quali più alta era l’attesa tornano al centrosinistra.


Vanno citati per primi i casi di Roma e Torino, entrambi uscenti da cinque anni di amministrazione M5s. Il Movimento, lo si è visto chiaramente al primo turno, ha avuto un’emorragia di consensi un po’ ovunque se non a braccetto con il Pd (a Varese, Napoli e Bologna). E proprio il futuro dell’alleanza con i Cinque Stelle in cerca di una nuova identità è uno dei temi più caldi che il Pd dovrà affrontare in vista della partita nazionale.


Nella Capitale è costretta a lasciare il Campidoglio Virginia Raggi che, come da galateo, fa i complimenti a Roberto Gualtieri, eletto con il 60,08 per cento di voti. A Torino, esce Chiara Appendino ed entra il dem Stefano Lo Russo con il 59,2 per cento. Il centrosinistra festeggia la vittoria in 13 capoluoghi. Se al primo turno, 15 giorni fa, si portò a casa con percentuali sorprendenti Bologna e Milano (con Matteo Lepore e Giuseppe Sala), ai ballottaggi riesce ad avere la meglio anche a Varese (con Davide Galimberti sindaco con il 53,20 per cento, ma presentatosi insieme al M5s) e a Savona (con Marco Russo sindaco con il 62,25 per cento dei voti), vittorie in città su cui la Lega ci aveva quasi fatto la bocca. Vanno menzionati poi i risultati di Latina (Damiano Coletta sindaco, che ha vinto con il 54,9 per cento), Caserta (con Carlo Marino che ha preso il 53,65 per cento di consensi), Cosenza (con Francesco Caruso, eletto con il 57,59 per cento) e Isernia (con Piero Castrataro, sindaco con il 59,4 per cento). A queste città vanno aggiunte le vittorie al primo turno di Ravenna e Rimini. Il leader del Pd Enrico Letta si intesta la vittoria e dice di essere tornato proprio per fermare Meloni e Salvini. «Gli elettori sono più avanti di noi. Quelli del centrosinistra e della coalizione larga che ho voluto costruire si sono saldati e fusi. Con una vittoria trionfale».

Nell’immagine in evidenza: Roberto Gualtieri ed Enrico Letta a Roma, durante i festeggiamenti a piazza Santi Apostoli / Ansa, Alessandro Di Meo

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