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Ddl Zan, la protesta delle comunità lgbtqi+: da Milano a Roma, ecco gli appuntamenti nelle città d’Italia

Le associazioni locali stanno organizzando diverse manifestazioni contro il naufragio della legge. E il calendario si infittisce in vista del weekend

È difficile che in Italia, entro la fine di questa legislatura, venga approvata una legge contro i crimini omolesbobitransfobici: manca poco più di un anno, ma i tempi per l’azione politica si abbreviano se si considerano l’elezione del presidente della Repubblica e la campagna elettorale per le politiche del 2023. Il centrosinistra, dopo le vittorie diffuse alle elezioni comunali, subisce un primo ridimensionamento. Il centrodestra, nei giochi di palazzo, si dimostra ancora una volta più scaltro. O forse, è il centrosinistra che, nelle sue divisioni tra partiti, partitini e correnti, riscopre una verità: il consenso delle piazze e dei social per una legge non può essere capitalizzato tra gli scranni del parlamento senza una vera comunione di intenti tra socialisti, progressisti, liberali e persino populisti che animano il campo largo del centrosinistra. La condivisione del ddl Zan diventa, nella segretezza del voto, divisione utile a minare la leadership delle segreterie di partito. Ma dove va a finire quel consenso delle piazze reali e virtuali sul tema dei diritti lgbtqi+?


Le manifestazioni di Roma e Milano

Dopo la lettura dell’esito del voto sulla «tagliola», i cittadini hanno iniziato a organizzare manifestazioni di dissenso per la scelta dei propri rappresentanti a Palazzo Madama di non discutere gli articoli del ddl Zan e bloccare, per almeno sei mesi, il lavoro delle commissioni sul tema. La prima città a insorgere è stata quella di Napoli: nel pomeriggio di ieri – 27 ottobre – in piazza Dante si è riunito un manipolo di persone. «La peggior destra in Europa è nel nostro parlamento – ha urlato Antonello Sannino, segretario del Comitato Arcigay Napoli Antinoo – dove si è esultato come allo stadio per non aver fatto approvare una legge contro i crimini d’odio». È stato solo un preludio, quasi estemporaneo, delle proteste previste nella giornata di oggi. Le città più grandi che scenderanno in piazza sono quelle di Roma e Milano. Nella Capitale, in via San Giovanni in Laterano, è stato dato appuntamento alle ore 18 per un sit-in di protesta. Vi parteciperà anche la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, politica che ha dato i natali alla prima legge italiana sulle unioni civili tra coppie dello stesso sesso.


Un’ora più tardi, sarà Milano a manifestare per lo stop imposto al ddl Zan: «Alle 19, in Arco della Pace, invitiamo tutta la città a scendere in piazza con noi per dire vergogna a chi ha giocato sulla nostra pelle usando il pretesto della paura», hanno annunciato Arcigay Milano e i Sentinelli. «Vergogna!» è lo slogan scelto per il presidio. Anche centri più piccoli hanno organizzato proteste contro la decisione di Palazzo Madama. Sempre alle 19, in piazza Monte Grappa, a Varese, le associazioni per i diritti lgbtqi+ del territorio e alcune sigle sindacali hanno rivolto un appello a manifestare «contro l’affossamento del ddl Zan». A Cuneo, invece, si manifesterà alle 18.30: «Dopo l’umiliazione inflitta tra gli applausi del Senato a una intera comunità, Arcigay Cuneo Grandaqueer scende in piazza del Municipio – si legge in una nota -. A tutto c’è un limite! Ci rimangono le piazze, il mondo civile, il nostro punto di partenza: così lontano dal Senato. Anni di lavoro, ci si è esposti adun inutile gioco al ribasso. Queste sono le persone che dovrebbero garantirci piena rappresentanza».

Le prime proteste nel weekend

Tornando in Lombardia, la comunità lgbtqi+ di Monza e Brianza ha dato appuntamento in piazza Roma, a Monza, alle 18.30 di sabato 30 ottobre. «Nessuno ci affossa» è il motto scelto per la manifestazione. «Scendiamo in piazza insieme a tutte quelle persone che si sentono indignate per l’affossamento della legge Zan – ha dichiarato Oscar Alfonso Innaurato, vicepresidente di Boa, Brianza Oltre l’Arcobaleno -. Un affossamento avvenuto tra gli applausi e le risate dei parlamentari che hanno manifestato la loro soddisfazione per la bocciatura di una legge che ci avrebbe fatto diventare un Paese più civile». Due, invece, le manifestazioni previste a Taranto. Alcune associazioni della città pugliese – Artivistə Hermes Academy, Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto e Coordinamento Taranto Pride – hanno dato appuntamento dalle ore 17.30 alle ore 19.30 di sabato 30, e dalle ore 17.30 alle ore 21.30 di domenica 31 ottobre, in piazza Maria Immacolata. Per l’occasione, il Villaggio delle Differenze, sarà rinominato in «Taranto in Piazza contro lo stop del Ddl Zan». Un calendario fitto di proteste, a meno di 24 ore dall’approvazione della «tagliola». E la sensazione è che le manifestazioni aumenteranno.

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