Beatrice morta a Bordighera, i messaggi alle sorelle: «Che faccia da c., lanciala dalla finestra»

«Madonna che bella foto, che faccia da c. che c’ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?». «Oh ma perché non ti trovi il fidanzato così non rompi più i c. la mattina e la sera». «Sta pezza di m., speriamo che si sveglia tra sei mesi». Questi sono alcuni dei messaggi che Manuel Iannuzzi ed Emanuela Aiello mandavano alle figlie di lei prima della morte di Beatrice lo scorso 9 febbraio a Bordighera. Negli atti dell’inchiesta che ipotizza il reato di morte in conseguenza di maltrattamenti (e che prevede da 12 a 24 anni di carcere, più dell’omicidio preterintenzionale inizialmente contestato) ci sono i messaggi che i due mandavano alla sorella più grande della vittima.
I messaggi alle sorelle di Beatrice
La pm Veronica Meglio descrive una situazione in cui la più grande «preparava da mangiare per le sorelle, cambiava Beatrice, tranquillizzando la madre su ciò che accadeva e rassicurandola persino sul fatto di averle somministrato i medicinali quando era malata». I due alle chiamate e ai messaggi della figlia grande rispondevano con insulti, bestemmie, minacce. Per la procura di Imperia, scrive il Corriere della Sera, «la gestione delle sorelle era affidata alla maturità della maggiore che in rare occasioni si rivolgeva alla madre per chiederle aiuto che, però, la mortificava, inducendo la minore a scusarsi per aver disturbato».
«Forse se ti chiudo il telefono non hai capito che la mamma sta guidando, ok? Cosa deve guardare? Quanto sei bella? È normale chiamare 30 volte? Non ti mangia nessuno a casa, eh? Tanto non è che sei così bella che la mamma si emoziona». Oppure: «Ma scusa amore da quando sono arrivata a casa però non hai vomitato neanche una volta! Adesso vado via, e vomiti? Ma stiamo giocando qua? Mi volete veramente che vada fuori di testa!».
Ti potrebbe interessare
- Beatrice morta a Bordighera, l’interrogatorio della madre: «Non l’ho mai picchiata e non ho mai visto violenze su di lei». Il compagno non risponde al gip
- «Se picchi una bambina così, sai di ucciderla», la rabbia del padre biologico di Beatrice: perché secondo lui le accuse devono cambiare
- Bambine «adultizzate», bestemmie e botte per aver dato un bacio: la relazione shock dei servizi sociali sulle sorelle di Beatrice, morta a 2 anni
Le fotografie
Nella richiesta di custodia cautelare compaiono le foto del volto tumefatto di Beatrice. Che «per più di un mese ha sempre avuto il volto deturpato da vistose ed estese ecchimosi. Ciononostante, né la madre, né gli altri familiari, e in particolare i nonni materni, facevano nulla per sottoporla ai dovuti e necessari interventi». Intanto davanti al Gip Iannuzzi è rimasto in silenzio, «ma siamo stati noi a consigliargli di non parlare, perché non abbiamo ancora letto né visto gli atti (che sono stati effettivamente depositati soltanto dopo l’interrogatorio, ndr)», dice l’avvocata Maria Gioffré, che difende l’uomo con Cristian Urbini.
Le parole di Aiello
Aiello invece ha parlato. Ha pianto quando ha visto le foto. La donna, con i suoi legali Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, ha detto di «non aver mai toccato le mie bambine». Non solo, di non aver neanche «mai visto picchiarle da qualcuno». Ha parlato, però, della sua relazione con Iannuzzi, iniziata bene, proseguita malissimo, segnata da alcol e droga ma «senza abusi». Tra le foto c’è la culla con copertina rossa in cui Beatrice era stata avvolta dopo la morte.
Iannuzzi
In un vocale Iannuzzi commenta le foto della bambina con il volto tumefatto: « Sì, è proprio bella quella foto… Minchia, mi sono spaventato nel vederla, mamma mia. Che faccia da c… ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?». Poi una risposta a Beatrice: «Vai a nanna, scassa cugliuni! Ora me la porto via la mamma e non torna più».

