Beatrice morta a Bordighera, l’interrogatorio della madre: «Non l’ho mai picchiata e non ho mai visto violenze su di lei». Il compagno non risponde al gip

«Non ho mai mai messo le mani addosso alle sue figlie e non ho mai assistito a episodi di violenza nei confronti delle figlie». A dirlo nell’interrogatorio davanti al Gip è Emenuela Aiello, la madre di Beatrice morta per maltrattamenti nella sua casa di Bordighera, secondo quanto riferito dall’avvocato Bruno di Giovanni che con Laura Corbetta la difende. «Abbiamo preso atto che è stato modificato il capo di imputazione – ha aggiunto il legale -. Purtroppo gli atti non ci sono stati ancora forniti. Aiello ha risposto a tutte le domande del gip e del pm, si è commossa e ha pianto al ricordo di Beatrice».
Emanuel Iannuzzi non risponde al gip
Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere Emanuel Iannuzzi, compagno della madre della 2enne. L’uomo di 42 anni non ha risposto alle domande nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Imperia. Entrambi devono rispondere dell’accusa di maltrattamenti, aggravati dalla morte. «Non abbiamo ancora gli atti – ha dichiarato l’avvocato difensore di Iannuzzi – di conseguenza la scelta più logica è farlo avvalere. È sconvolto e sotto shock ma continua a dichiararsi innocente. Il non rispondere è dipeso dalla scelta difensiva».
«Continua a dichiararsi innocente»
Iannuzzi, così come Aiello, è in stato di detenzione. Mentre il padre biologico di Beatrice, Maurizio Rao, dice di augurarsi che la Procura «possa contestare quantomeno allo Iannuzzi l’omicidio volontario della bambina», il compagno della madre «continua a dichiararsi innocente», hanno aggiunto gli avvocati Maria Gioffrè e Cristian Urbini. Sui video e sul materiale che sarebbe stato estratto dai telefoni cellulari, i difensori precisano che a oggi «non abbiamo ancora avuto quei video. Tutti ne parlano, ma la difesa non li ha visti e non ne è materialmente in possesso. Non possiamo quindi tenere una linea difensiva né esprimere un’opinione su elementi che sono stati indicati come prove schiaccianti ma che allo stato non ci sono ancora stati consegnati. Nel pomeriggio dovrebbero arrivare quantomeno gli atti documentali, mentre i video arriveranno prossimamente».
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Il tritolo trovato in casa
Sul tritolo trovato nella disponibilità di Franco Iannuzzi, padre di Emanuel, i difensori precisano soltanto che il possesso risalirebbe «a molto tempo prima» e che l’uomo ha reso dichiarazioni sul punto, ammettendo il possesso, ora al vaglio degli inquirenti. «Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari – concludono i due avvocati – e non vogliamo fornire elementi che possano interferire con il segreto istruttorio».

