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Galli: «Natale meno complicato grazie alle terze dosi. A dicembre una nuova ondata, ma sarà piccola»

Sui No vax «tolleranza zero», dice il primario del reparto di malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano. Il Molnupiravir? «Promettente»

Il Natale? Potrebbe salvarsi. Con la terza dose di vaccini contro il Coronavirus ancora di più. È quello che ipotizza Massimo Galli, primario del reparto di malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano e ordinario all’Università Statale. «Avere un’ulteriore estensione delle vaccinazioni, ad esempio con le terze dosi, ci potrà consentire di avere un Natale meno complicato», spiega stamane ad Agorà su Rai Tre. «La famosa ondata l’attendiamo per dicembre ma non sarà un cavallone da surfista, sarà un’onda piccola». No, non siamo usciti dalla pandemia, prosegue ancora, e «la situazione presenta ampi margini di incertezza. Ma la situazione non è paragonabile con quella dello scorso anno». Su quanto siano necessarie terze, quarte e successive dosi di vaccino «solo un indovino ora può rispondere», dice Galli. «Abbiamo a che fare con una malattia nuova, che deriva da un virus che non avevamo mai affrontato e non ha eguali. Quindi dobbiamo mettere in atto tutte le misure necessarie». Per questo dal suo punto di vista «è importante avere un farmaco che serve ad evitare lo sviluppo di una malattia grave nelle persone più a rischio». Galli pensa alla pillola antivirale Molnupiravir, attualmente al vaglio dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) con procedura accelerata: è «promettente, perché il nostro armamentario terapeutico contro la malattia conclamata è lontano dall’essere soddisfacente».


Galli: «Tolleranza zero contro i No vax»

Per Galli è necessario proseguire culla via dell’utilizzo del Green pass. «Le code per vaccinarsi che stiamo vedendo in Austria le abbiamo già viste in Italia al momento dell’introduzione del Green pass, perché loro da questo punto di vista erano più indietro», spiega l’esperto. «Quindi queste code non sono indicative di un successo. Sono dell’idea di continuare con la persuasione», dice riferendosi all’ipotesi di intraprendere altre strade per aumentare le persone vaccinate, come per esempio la scelta dell’Austria di applicare il lockdown a chi non ha fatto il vaccino. Sui No vax «serve tolleranza zero», avverte Galli, ma è necessario non confonderli con chi ha «reali problemi sanitari». «Quello dei guariti è un problema importante: sto raccogliendo, perché vengono da me a chiedere un parere, diversi casi di persone guarite che hanno ancora sintomi del long Covid e hanno perplessità a vaccinarsi». Tra loro ci sono anche «operatori sanitari sospesi pur essendosi infettati sul lavoro. Passano per No vax persone che non lo sono», dice Galli. «È una vergogna sospendere ad esempio un operatore sanitario, che si è infettato e ha ancora i sintomi del long Covid e ha dubbi sul vaccinarsi. Questi non sono No vax. Lo zoccolo duro di chi non vuol vaccinarsi è un’altra storia: sono persone che non hanno anticorpi contro il Sars-Cov-2, che possono infettarsi e trasmettere. In questo caso è giusta la tolleranza zero».


In copertina ANSA/Mourad Balti Touati | Vax Day, il virologo Massimo Galli alla presentazione del piano di vaccinazione covid-19 davanti all’ospedale Niguarda a Milano, 27 dicembre 2020.

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