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Anche l’Italia nell’intesa per uscire da gas e petrolio, ma solo come osservatore: cosa è successo oggi alla Cop26

Il penultimo giorno di lavori alla Conferenza di Glasgow era dedicato alle città sostenibili, ma le notizie importanti arrivano da altri fronti: il racconto del summit punto per punto

Sono ore forsennate a Glasgow, dove le delegazioni di 200 paesi sono al lavoro per chiudere i negoziati. Manca solo un giorno alla fine della Cop26, la conferenza Onu sul clima più importante degli ultimi anni. Nei corridoi dello Scottish Event Campus c’è ancora l’eco della bella notizia arrivata ieri, 10 novembre, quando Cina e Stati Uniti hanno annunciato un accordo inaspettato per collaborare alla riduzione delle emissioni. Cina e Usa sono i due più grandi produttori di CO2 al mondo, e sono soprattutto tra le economia più potenti in assoluto. Un loro impegno concreto – anche in termini di fondi – accelererebbe notevolmente la transizione ecologica. Un’intesa bilaterale tra i due era già stata stilata nel 2014, aprendo la strada agli storici accordi di Parigi. La cooperazione era stata interrotta qualche anno dopo, quando l’amministrazione Trump si era tirata fuori da entrambi gli accordi.


Cosa è successo oggi

L’agenda di giornata aveva al primo posto città e regioni, per discutere su come gli ambienti edificati possano cambiare per fronteggiare l’emergenza climatica. Le vere notizie, però, vengono da altri fronti. E sono essenzialmente due:


  • Il lancio della Beyond Oil and Gas Alliance (Boga): Danimarca e Costa Rica hanno presentato oggi alla Cop26 di Glasgow una iniziativa fra gli Stati per uscire dalla produzione di petrolio e gas. Aderiscono pienamente la Francia (che ieri ha annunciato l’avvio di nuovi reattori nucleari), Groenlandia, Irlanda, stato canadese del Quebec, Svezia e Galles. California e Nuova Zelanda aderiscono come membri «amici», l’Italia solo come membro «osservatore». Il che ha provocato non pochi malcontenti tra chi si aspettava un impegno maggiore del nostro Paese nell’uscita dal fossile.
  • Ventidue paesi – tra cui Cina e India – hanno chiesto di rimuovere dai negoziati l’intero capitolo della bozza sulla mitigazione: un segno che, a un giorno dalla chiusura dei lavori, esistano ancora enormi gap tra paesi ricchi e paesi più poveri. Come riporta la Cnn, il capodelegazione Diego Pacheco, che rappresenta il Like-Minded Developing Countries (Lmdc) – l’alleanza dei paesi in via di sviluppo – ha accusato i paesi più sviluppati di «star scaricando le loro responsabilità» sui quelli economicamente vulnerabili.

Il tweet del giorno

Il Ministero della Transizione ecologica annuncia l’ingresso dell’Italia nel Boga. Roberto Cingolani dice: «L’Italia vuole contribuire a questa sfida e imparare dagli altri» (fonte: @destinazionecop).

Il video del giorno

La giovane attivista ugandese Vanessa Nakate ha parlato allo Scottish Event Campus di Glasgow, chiedendo alle banche e ai negoziatori di fare di più per i paesi più colpiti dalla crisi. «Non ci fidiamo di voi – ha detto tra gli applausi – ma provateci che ci sbagliamo».

Cosa si è deciso finora

  • Con la pubblicazione della bozza dei negoziati, molti degli annunci fatti nella prima settimana di Conferenza si sono rivelati (ancora) solo proclami. Nakate ha detto nel suo intervento che «stiamo annegando nelle promesse». Al momento, le parti ribadiscono l’importanza di rimanere sotto i +2C°, di ridurre i livelli di gas serra del 45% entro il 2030 e di accelerare l’uscita dal carbone e dalle altre materie fossili.
  • L’alleanza Boga;
  • Patto di cooperazione tra Usa-Cina per la riduzione delle emissioni.

Immagine di copertina: EPA/ROBERT PERRY

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