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La corsa dei Comuni per frenare la quarta ondata: stretta su mercatini di Natale e cortei. Nel Catanese torna il coprifuoco

Aumentano le ordinanze dei sindaci con il ritorno delle restrizioni anti Covid. In provincia di Catania un comune torna in zona arancione

Il fronte della lotta al Coronavirus si sta spostando sui Comuni con l’inizio della quarta ondata che sta colpendo l’Italia a macchia di leopardo. Le prime restrizioni in vista del Natale stanno arrivando dai sindaci, in particolare nel Nord Est, dove l’aumento dei contagi registra quote superiori ai 150 casi ogni 100 mila abitanti negli ultimi sette giorni. È il caso dei mercatini natalizi tra Bolzano, Trento e Rovereto, dove ogni visitatore non solo deve esibire il Green pass, ma deve anche mettersi un bracciale al polso, che cambia colore ogni giorno. A Bolzano, in particolare, il sindaco Renzo Caramaschi ha ridotto del 30 per cento gli stand. Ed è poi intervenuto per limitare la ressa nelle immediate vicinanze della centrale piazza Walther, con il divieto per chioschi di cibo e bevande fuori dalle aree sotto controllo.


C’è poi chi, come il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha reintrodotto l’obbligo delle mascherine all’aperto, almeno nelle zone più centrali della città. A Trieste l’ordinanza del sindaco Dipiazza ha già vietato le manifestazioni fino alla fine del mese nelle aree più frequentate dai triestini, come il porto e piazza Unità d’Italia, dopo le proteste dei No Green pass e il successivo aumento dei contagi. Ai cortei autorizzati, fuori dal centro storico come già indicato dalla direttiva del Viminale, l’ordinanza di Trieste impone ai partecipanti di indossare la mascherina, mentre per gli organizzatori è obbligatorio organizzare un servizio di sicurezza che garantisca il distanziamento e il rispetto delle regole anti Covid. Una linea seguita anche dal sindaco di Gorizia.


Sotto osservazione il caso di Aprilia, dove sono in corso indagini delle autorità sanitarie sui pazienti di tre medici di base trovati senza Green pass. Sono oltre 400 i casi positivi trovati nella cittadina laziale, con la situazione definita dalla Asl locale di «pre-allerta»: non è escluso che nei prossimi giorni possano tornare obbligatorie le mascherine anche all’aperto. Nel catanese intanto, dallo scorso sabato 13 novembre, il comune di Nicolosi è in zona arancione dopo l’ordinanza firmata dal governatore Nello Musumeci. Fino al 24 novembre, nel Comune etneo resteranno consentite le attività di ristorazione con il limite di quattro persone per tavolo, a eccezione dei conviventi. Torna anche un coprifuoco light, con gli spostamenti non necessari tra le 22 e le 5 del giorno successivo vietati per chi non è in possesso del Green pass.

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