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Super Green pass da dicembre, stretta per i No vax. Resta il nodo dei trasporti pubblici: «Controlli impossibili»

Il decreto per il super Green pass è in arrivo questa settimana con divieti per i No vax nelle zone gialle, arancioni e rosse. Sui trasporti i sindacati frenano: «Mancano personale e strumenti»

Il Super Green pass sarà in vigore da dicembre. Il tampone sarà valido soltanto per il lavoro. E mentre si valuta l’obbligo vaccinale per i dipendenti pubblici, sul tavolo c’è anche l’ipotesi di estendere il Certificato Verde Covid-19 ai trasporti pubblici: treni, bus e metropolitane. Con il Natale alle porte, le restrizioni delle zone gialle, arancioni e rosse varranno quindi solo per i non vaccinati. I divieti scatteranno per le attività sociali, ricreative e sportive: bar, ristoranti, palestre, cinema, musei e stadi. Il test del tampone, forse soltanto molecolare, sarà valido soltanto per andare al lavoro. E il decreto con le nuove norme potrebbe arrivare già mercoledì sera. Mentre l’incontro con le Regioni è in programma per l’inizio della settimana.


La novità più importante di queste ore è la possibile estensione dell’obbligo di Green pass ai trasporti pubblici. Se ne era già parlato all’inizio di settembre, adesso si discute intorno alla possibilità di varare la nuova norma insieme all’obbligo vaccinale per i dipendenti della pubblica amministrazione a contatto con il pubblico, chiesta a gran voce dal ministro Brunetta. L’idea è quella di far salire su autobus, tram, metropolitane e treni a breve percorrenza soltanto chi ha il certificato. E questo per evitare il contagio durante gli assembramenti che si creano sui mezzi pubblici. Da parte del Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili però sembra al momento non arrivare alcuna proposta concreta.


I sindacati scettici sui trasporti pubblici: «Non ci sono le condizioni»

«Al momento senza personale ad hoc non ci sono le condizioni per l’introduzione del Green pass su bus e metro», dicono dal sindacato trasporti. Il segretario Filt Cgil Roma e Lazio, Eugenio Stanziale, appare piuttosto scettico: «Pur considerando il pass sanitario uno strumento utile a tutti i cittadini, ad oggi non ci sono le condizioni né tecniche né organizzative per monitorare i mezzi pubblici». Anche oggi dunque, come a settembre, quello dei controlli rimane un nodo difficile da sciogliere. Il sindacato sottolinea come con le risorse attuali «i tempi del servizio pubblico verrebbero ampliati in modo enorme», senza contare «la totale assenza di strumenti e dispositivi adatti». La proposta in alternativa è quella di puntare almeno nell’immediato su distanziamento e mascherine: «All’inizio del lockdown avevamo proposto di introdurre dei facilitatori sui mezzi pubblici, personale ad hoc per controllare distanziamento e mascherine, ma la nostra idea è caduta nel vuoto», continua Stanziale, «se si pensa di incaricare gli autisti di controllare i Green pass si è completamente fuori strada. Servirebbe assumere personale addetto».

Il nodo della durata invece sembra ormai sciolto. La validità del Green pass verrà ridotta a nove mesi, in modo che il calo della copertura vaccinale – calcolato dopo i sei mesi anche dall’Istituto Superiore di Sanità – venga cancellato dal booster che verrà a breve esteso a tutta la popolazione. Alcuni governatori hanno proposto al governo Draghi un modello simile a quello tedesco, che prevede la certificazione solo per vaccinati e guariti (il cosiddetto 2G). In questo modello il Green pass verrebbe rilasciato soltanto a queste due categorie, che potrebbero così avere accesso alle attività sociali mentre quello a 3G varrebbe per lavorare e basta. Sui treni ad Alta Velocità invece si continuerà a salire anche con il test del tampone. Intanto il ministero della Sanità si appresta ad autorizzare la terza dose a cinque mesi dalla seconda, non appena arriverà l’ok dell’Aifa.

Zone gialle e arancioni a dicembre

In più entro la fine di questa settimana dovrebbe arrivare l’ok dell’Ema ai vaccini per i bambini. Da lì si cercherà di convincere i genitori a colpi di campagne informative, anche se i sondaggi dicono che l’immunizzazione per i piccoli vede i genitori italiani meno entusiasti rispetto al lockdown per chi non è vaccinato. In ogni caso non si pensa di estendere il lasciapassare ai bambini. Come dovrebbe funzionare il Super Green pass lo ha spiegato ieri proprio Brunetta: «Chi non ha il vaccino ma solo il Green Pass con il tampone subirà i vincoli del cromatismo». Ovvero, aggiunge oggi Repubblica: nelle zone gialle le tavolate saranno possibili per i vaccinati mentre i No vax si dovranno accontentare di tavolini da 4 persone al massimo.

E ancora: nella zona arancione i ristoranti saranno aperti per i Sì Vax, mentre per chi non si vaccina sarà possibile solo l’asporto. Il quotidiano aggiunge che il decreto dovrebbe arrivare in un anticipo del consiglio dei ministri giustificato dalla presenza a Roma tra giovedì e venerdì del presidente francese Emmanuel Macron per la firma del Trattato del Quirinale. Intanto ieri il Friuli-Venezia Giulia ha superato i parametri per la zona gialla. La regione, insieme alla provincia autonoma di Bolzano, a Trento e alle Marche è tra le candidate a cambiare colore dalla prossima settimana. E se i numeri torneranno a peggiorare rischia di trovarsi in arancione a metà dicembre.

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