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Record di procedure di infrazione in Italia. Amendola: «A fine anno ne chiuderemo 38»

Sono 97 le procedure d’infrazione che pendono sul governo Draghi. Tra il 2012 e il 2020 lo Stato ha dovuto pagare multe per oltre 750 milioni di euro

L’Italia ha superato il record di procedure d’infrazione europee quest’anno. Ben 97, riporta l’ultimo aggiornamento, risalente a fine settembre, secondo quanto si legge sul sito del Dipartimento per le politiche europee. È la cifra più alta dal 2016. Nel corso degli ultimi anni si è verificato, infatti, un sensibile incremento rispetto all’eredità lasciata dal governo Conte II, che si era fermato a 81 procedure, mantenendo stabile la cifra nel corso della durata dell’esecutivo. Non tutte le procedure si tramutano poi in sanzioni pecuniarie, ma questa possibilità c’è e fa paura per il salasso che potrebbe abbattersi sull’Italia in caso di condanna dell’Ue, soprattutto in un periodo di particolare fragilità economica dovuto alla crisi pandemica. Finora, le procedure finite in sanzioni, nel periodo 2012-2020, hanno avuto un costo di oltre 750 milioni di euro.


Le «infrazioni storiche»

Tra le «infrazioni storiche», una delle più difficili da smaltire ha riguardato la questione delle discariche abusive, per cui lo Stato ha dovuto versare 232 milioni di euro, dal 2015 al 2020. A questo si è aggiunta l’emergenza rifiuti in Campania, che è costata ai contribuenti 217 milioni di euro. Come se non bastasse, poi, di recente sono arrivati altri nove richiami da parte della Commissione europea, tra i quali il mancato recepimento della direttiva sulla «promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada» e quella sul «riutilizzo dell’informazione del settore pubblico». Non è sufficiente, dunque, avere Mario Draghi alla presidenza del Consiglio come garante della vocazione europeista dell’Italia. L’impegno però c’è, e l’obiettivo del premier è quello di abbattere entro il 31 dicembre il numero delle procedure. «L’ottimo lavoro svolto dalla delegazione europea permetterà di chiudere entro fine anno ben 38 procedure d’infrazione», ha fatto sapere il sottosegretario agli Affari europei Vincenzo Amendola.


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