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Tampone ai vaccinati con 2 dosi, mascherine Ffp2 e Green pass sul lavoro: cosa c’è nel nuovo decreto Covid

Oggi la Cabina di Regia, poi il Cdm che varerà il nuovo decreto Covid. La soluzione sul test: obbligatorio solo per chi non fa la terza dose. Intanto la variante Omicron arriva al 25-30%

Chi è vaccinato con due dosi dovrà fare un test del tampone per accedere agli eventi e alle discoteche. Ne sarà esentato chi avrà ricevuto la terza dose. E validità del Green pass ridotta a sei o a cinque mesi. Questa è la posizione che il presidente del Consiglio Mario Draghi porterà oggi alla Cabina di Regia che precederà il varo del nuovo decreto Covid. Il consiglio dei ministri che dovrà dare l’ok al nuovo provvedimento è previsto subito dopo la riunione dei ministri competenti e degli esperti. Mentre sul tavolo del premier ci sono anche altre ipotesi: come quella di rendere obbligatorie le mascherine Ffp2 in tutti i luoghi chiusi. Quindi sui posti di lavoro, al cinema, a teatro, al ristorante e sul trasporto pubblico. Per il lavoro si ragiona anche attorno alla possibilità di rendere obbligatorio il Super Green pass.


Variante Omicron al 25-30%

La maggioranza però non è entusiasta della stretta. E chiede almeno la possibilità di effettuare test gratuiti (antigenici o molecolari). Ma la flash survey del ministero della Salute sulla variante Omicron contribuirà forse a compattare i partiti sulla posizione del premier. Che già ieri in conferenza stampa ha spiegato che la nuova variazione impone massima cautela nelle scelte e nelle decisioni. E oggi spiegherà che mentre la prima rilevazione sulla presenza della nuova variante Covid era tra lo 0,2 e lo 0,3%, in due settimane ha raggiunto punte intorno al 25-30%. «Notiamo una differenza tra la zona Nord-Ovest della Regione, dove Omicron circola di più e ci sono importanti cluster, e quella Sud-Est, dove è meno presente. Comunque, siamo sopra al 30%», dice a Repubblica il professor Fausto Baldanti, che dirige il laboratorio di virologia e microbiologia del San Matteo di Pavia. «Il dato italiano — aggiunge — è legato anche al fatto che stiamo facendo tantissimi tamponi in tutto il Paese. C’è quindi una maggiore capillarità di identificazione».


Per questo il governo è pronto alla stretta. Che vede anche alcune ipotesi sul tavolo. Oltre alla somministrazione della terza dose entro quattro mesi e il test del tampone per gli eventi di massa, si fa strada l’ipotesi di allargare l’obbligo vaccinale a tutti i lavoratori della pubblica amministrazione e a quelli a contatto con il pubblico. Altrimenti si andrà con la richiesta di Super Green pass. E c’è anche l’idea del ritorno massiccio allo smart working in caso di boom dei contagi. Che ieri hanno sfondato quota 36 mila, ma con una buona notizia: nonostante l’aumento dei positivi è scesa l’occupazione delle terapie intensive. La durata della Certificazione Verde Covid-19 verrà in ogni caso ridotta. Ma non per i minorenni: per loro rimarrà a 9 mesi. Perché non è ancora stato autorizzato il booster.

Obbligo di mascherine Ffp2

Le mascherine all’aperto obbligatorie torneranno in tutta Italia, seguendo le ordinanze di questi giorni delle Regioni. Ma c’è anche altro. Si ragiona attorno all’ipotesi di introdurre l’obbligo di Ffp2 (o la raccomandazione) sui luoghi di lavoro, nei grandi assembramenti e su tutto il trasporto pubblico, compreso quello locale. In questo caso le associazioni dei consumatori chiedono che i prezzi di questi dispositivi di protezione individuale vengano calmierati. Mentre nella maggioranza c’è chi chiede di renderle obbligatorie anche per cinema, teatri, bar e ristoranti. Per evitare il problema di coloro che rimarrebbero senza Green pass (si parla di tre milioni di italiani) la riduzione a 6 o 5 mesi della validità del certificato potrebbe partire intorno a metà gennaio o alla fine del mese.

Non ci saranno invece imposizioni per il Cenone di Natale, anche perché il nuovo decreto Covid entrerà in vigore il 27 dicembre. Il governo non rinuncerà comunque alle raccomandazioni e a richiamare i cittadini al rispetto delle regole sul distanziamento sociale e sul divieto di assembramento, che resta comunque valido anche nelle case private anche se lì è difficile, se non impossibile controllare. La cabina di regia però, spiega il Corriere della Sera, potrebbe suggerire un numero massimo di commensali, sia nelle zone a colori che nella zona bianca. Non è invece sul tavolo del governo la possibilità di prolungare le vacanze di Natale per gli studenti. La linea rimane quella della Dad e dell’incremento delle vaccinazioni.

Il tampone per le feste di Capodanno

E mentre si registrano code alle farmacie per gli italiani che prenotano un test del tampone prima del Cenone di Natale, lo stesso Draghi nella conferenza stampa di ieri ha confermato che il governo vuole intervenire anche sui tamponi. «Nel green pass c’è un periodo in cui la protezione delle prime due dosi decresce rapidamente e la terza non è ancora stata fatta. In quel periodo può essere utile fare un tampone», ha detto il premier. E quindi chi vorrà partecipare ai veglioni di Capodanno o andare in discoteca dovrà fare il tampone se non ha fatto il booster. Non è escluso, neanche da Draghi, che potrà farli gratuitamente per non penalizzare chi ha seguito le indicazioni del governo. Ma sul tavolo del Cdm potrebbe arrivare anche un’altra opzione. Ovvero l’esclusione dei tamponi antigenici per ottenere il Green pass. Un provvedimento che andrebbe a impattare sul mondo del lavoro. Anche economicamente, visto il diverso costo dei due test.

Le regioni in zona gialla

Infine, le prossime ore saranno decisive anche per i cambi di colore. I dati sulle ospedalizzazioni dicono che a Capodanno altre regioni potrebbero aggiungersi alle 5 e alle due province autonome già in giallo. Il Piemonte ha già tutti i parametri per il cambio di fascia, come ha spiegato ieri il presidente Alberto Cirio. Ma rischiano pure Lazio, Lombardia e Sicilia. Mentre la crescita dei contagi potrebbe portare Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria e Calabria a gennaio in zona arancione.

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