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Bollette sempre più care: +61% gas, +52% luce. Ecco la stangata per famiglie e imprese

Le stime aggiornate dagli economisti di Nomisma Energia parlano di un’ulteriore crescita dei costi. In questo modo aumenteranno sempre di più le famiglie in povertà energetica: nel 2020 erano 2,1 milioni

Al peggio non c’è mai fine. I rincari delle bollette potrebbero essere ancora più alti di quelli ipotizzati fino ad ora. Secondo le stime aggiornate dagli economisti di Nomisma Energia, come scrive Il Sole24Ore, si parlerebbe del 52 per cento in più per l’elettricità e il 61 per cento in più per il gas. Questa la previsione approssimativa e provvisoria del possibile rincaro delle bollette. Una brutta notizia per famiglie e imprese al quale il governo Draghi sta lavorando ormai da tempo provando a “mitigare” il caro bollette con interventi mirati: dati alla mano, si rischiano 800 euro in più a famiglia. Insufficienti le risorse finora stanziate dall’esecutivo secondo Conte e Salvini in pressing con Draghi. In realtà il motivo del rincaro «non è nelle mani dell’Italia né dell’Europa»: «I profitti vanno ai produttori stranieri di gas naturale», spiega Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, associazione confindustriale delle aziende elettriche. La soluzione, non immediata, resta quella di sbloccare dai veti le fonti rinnovabili di energia. «Se fossimo già oggi nella situazione di centrali prevista al 2030, con più sole e più vento, la bolletta energetica italiana costerebbe 30 miliardi in meno. Invece realizziamo meno di mille megawatt l’anno e i progetti sono in gran parte bloccati. Dobbiamo costruire impianti solari ed eolici per 8 mila megawatt l’anno», continua Re Rebaudengo. Secondo l’Osservatorio di Anie Rinnovabili, nei primi nove mesi del 2021 sono stati realizzati solo 809 megawatt. 


La proposta del ministro Cingolani

Intanto c’è chi parla di blackout imminenti o razionamenti che iniziano a far paura a tutti. Da qui la proposta del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, di rafforzare l’estrazione dai giacimenti nazionali per evitare i rischi, ormai non remoti, di approvvigionamento. Al 31 ottobre, scrive ancora Il Sole24Ore, l’Italia aveva estratto dai suoi giacimenti 2,77 miliardi di metri cubi, numeri che potrebbero essere moltiplicati per cinque. Infine, secondo l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica, nel 2020 le famiglie in povertà energetica sono state 2,1 milioni, ovvero l’8 per cento, in lieve miglioramento rispetto al 2019. Stando così le cose, però, i numeri potrebbero aumentare vertiginosamente: «è ipotizzabile, infatti, un significativo aumento della povertà energetica».


Foto in copertina di repertorio

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