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Iss: «Gli anziani non vaccinati sono 85 volte più a rischio di finire in terapia intensiva. Il booster funziona»

I numeri dell’Istituto Superiore di Sanità: la terza dose assicura maggiore protezione, la fascia 6-11 anni più a rischio contagio

Un 80enne non vaccinato rischia 85 volte di più di finire in terapia intensiva rispetto a un soggetto della stessa età ma immunizzato da Covid-19 con terza dose. Un 60enne fino ai 79 anni non protetto con il vaccino rischia 12,8 volte di più di essere ricoverato in rianimazione rispetto a soggetti della stessa fascia che hanno scelto le due dosi più il booster. Un adulto di 40 anni, fino ai 59 anni, senza nemmeno una dose rischia di occupare un posto letto in area critica 6,1 volte di più rispetto a persone della stessa età con ciclo vaccinale completo più richiamo. Ancora una volta l’Istituto superiore di sanità fa parlare i numeri e al monitoraggio settimanale diffuso pochi giorni fa aggiunge nel suo bollettino di sorveglianza integrata alcuni dati sull’effetto della vaccinazione in termini di contagi e ricoveri.


L’efficacia del richiamo

«Negli ultimi 30 giorni in Italia si è osservata una maggiore incidenza di casi nella popolazione non vaccinata», spiega il report, «dopo 150 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia, sia nella forma sintomatica che asintomatica, scende dal 71,5% a 30,1%, mentre rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, con un’efficacia a meno di 150 giorni pari al 92,7% e all’82,2% a più di 150 giorni». Sulle percentuali garantire dalla dose booster l’Iss spiega: «L’efficacia nel prevenire la diagnosi e i casi di malattia severa sale rispettivamente al 71,0% e al 94,0% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva».


Tasso di mortalità 56 volte maggiore nei non protetti

Analizzando il tasso di decesso nel periodo 29/10/2021 – 28/11/2021 e nella fascia degli over 80, il monitoraggio segnala poi come nei non vaccinati (179 per 100.000) «è circa 9 volte più alto il rischio di decesso rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro i 150 giorni (19,5 per 100.000) e 56 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (3 per 100.000)».

26% di casi nella fascia under 20

Nell’ultima settimana si evidenzia quello che era emerso anche nel monitoraggio precedente e cioè la crescita costante dei contagi in età scolare. Il report Iss registra il 26% dei casi totali diagnosticati nella fascia under 20. «Il 48% dei casi individuati in età scolare coinvolge i soggetti dai 6 agli 11 anni, il 36% dai 12 ai 19 anni, il 5% tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni», spiega il monitoraggio, confermando ancora una volta l’allerta sulle conseguenze della variante Delta, attualmente dominante nel Paese, anche sui più piccoli.

Lo stato dell’arte

Al 21 dicembre in Italia la copertura vaccinale completa (due dosi o una dose di vaccino monodose) nella popolazione di età uguale o superiore ai 5 anni è pari all’ 80%, mentre la copertura vaccinale relativa alla dose aggiuntiva/booster è pari al 27,5%. Il report registra che nelle fasce di età 70-79 e 80+ la percentuale di persone che hanno completato il ciclo vaccinale è rispettivamente 93,3% e 95,7%, mentre la percentuale di vaccinati con la dose aggiuntiva/booster si attesta rispettivamente al 51,1% e al 68,4%. Nelle fasce di età più giovani, 20-29, 30-39; 40-49, 50-59 e 60-69 la percentuale di persone che hanno ricevuto due dosi risulta superiore all’80%, mentre nella fascia 12-19 la percentuale di soggetti completamente vaccinati è pari al 72%. I giovanissimi dai 5 agli 11 anni sono finora protetti con prima dose per il 2,9% del totale.

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