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Scuola, sì dei presidi alla Dad per non vaccinati: «Nessuna discriminazione»

A spiegarlo è Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi secondo cui, però, l’obiettivo resta quello di convincere i genitori (molti ancora scettici) a vaccinare i propri figli

La proposta delle Regioni di mettere i non vaccinati in Dad – con due casi positivi al Covid in classe – piace anche ai presidi. A confermarlo a Repubblica è Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi, secondo cui fare quarantene differenziate non è affatto sbagliato. Tra l’altro «è intervenuto il nuovo decreto del governo che ha voluto premiare i vaccinati nelle quarantene. In questo modo la scuola si allineerebbe». Insomma, non si creerebbero discriminazioni tra alunni vaccinati e non vaccinati? «La quarantena differenziata non discrimina, inopportuno invece sarebbe differenziare tra vaccinati e non sulla frequenza», ha precisato. L’obiettivo comunque resta quello di «convincere i genitori a vaccinare i bambini» (genitori che, come documentato da Open, in alcuni casi sono ancora molto scettici).


«La Dad? Sia l’ultima ed estrema misura»

Intanto i casi aumentano e il rientro in classe potrebbe essere rischioso anche se, per Giannelli, si deve andare in Dad «solo se non si può fare altro, deve essere l’ultima ed estrema misura. Noi abbiamo anche proposto di far usare la mascherina Ffp2». Le stesse che adesso sono diventate obbligatorie, ad esempio sui mezzi pubblici, perché più efficaci di una semplice mascherina chirurgica. Un no secco, invece, arriva sulla proposta di posticipare le vacanze «a meno che non ci sia l’obiettivo della vaccinazione agli studenti». Problemi con i prof non vaccinati a gennaio? «Qualche problema ci sarà nel reperire i supplenti, soprattutto al Nord e nelle discipline scientifiche-tecnologiche ma stiamo parlando di numeri abbastanza ridotti».


Foto in copertina di repertorio: ANSA/G.News

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