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Scuola, l’ipotesi di rinvio della riapertura per una settimana e l’idea del Green pass per gli studenti

La proposta è sul tavolo del ministero. Ma per ora il governo dice no. Anche se c’è l’incognita del personale contagiato dopo le feste. Intanto si pensa al Green pass per gli studenti

L’ipotesi di rinviare il ritorno a scuola, in programma tra il 7 e il 10 gennaio, è sul tavolo del governo. La proposta viene dalle Regioni, che chiedono di riprendere la Didattica a Distanza per i primi giorni per consentire uno screening post natalizio. Ma la possibilità di ritardare di una settimana il rientro negli istituti per recuperarla a giugno è stata ventilata anche dal coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Franco Locatelli ieri. Intanto la proposta della Dad per i non vaccinati, portata avanti dagli enti locali e non disprezzata dai presidi, è stata bocciata dall’esecutivo. Ma il pericolo, avverte oggi il Messaggero, è che al primo o al secondo giorno di frequenza arrivino migliaia di certificati di positività.


Il governo: «Tutti in presenza»

Per questo per adesso al ministero dell’Istruzione non prendono posizione. Sulla questione della Dad per i non vaccinati Patrizio Bianchi non si è espresso, anche perché nel frattempo Lega e M5s l’hanno già bocciata. Repubblica ricorda oggi che l’idea di quarantene solo per i non vaccinati con due positivi in classe era già prevista dal protocollo del 6 novembre. Che era però rimasto senza applicazione perché prevedeva un tampone subito — che si è rivelato impossibile da fare per le Asl all’aumento esponenziale dei contagi — e uno dopo 5 giorni. Ovvero proprio quella sorveglianza con testing che ora le Regioni vogliono togliere lasciando un solo tampone entro 10 giorni. Il quotidiano spiega che quello che prima era solo una misura rimasta sulla carta ora diventerebbe realistico. Per questo scatena reazioni allargate.


Il timore è di una difficile gestione delle classi. Ma quale genitore manderebbe a scuola il figlio anche se vaccinato sapendo che un compagno è positivo? Intanto il membro del Cts Donato Greco oggi in un’intervista a La Stampa tiene il punto: «Rimandare la riapertura della scuola per il Comitato non ha senso. La scuola non rappresenta un rischio significativo e anzi vanno attenuate alcune decisioni come quella di chiudere una classe con un solo positivo. Né serve lo screening con i tamponi, perché è una misura precauzionale che non ferma l’epidemia. L’unica risposta vera è la vaccinazione. Poi certo il positivo e i suoi contatti devono fare i test e se ci sono almeno due casi si può chiudere la classe». Ma c’è anche un altro problema sul tavolo. Quello del personale scolastico. I contagi nella scuola erano inferiori all’1% prima delle vacanze natalizie.

Le mascherine in classe

Una quota che non ha provocato grandi disservizi. Adesso però la crescita dei contagi potrebbe aver colpito anche quel settore. In più entro il 4 gennaio i presidi dovranno far sapere al ministero quante mascherine Ffp2 servono per i docenti in base al nuovo obbligo deciso con l’ultimo decreto Covid. Intanto la campagna di vaccinazione per la classe 5-11 anni ha visto finora la somministrazione di 313.902 prime dosi all’8,59% della popolazione totale, che arriva a 3.656.069 soggetti vaccinabili. Ieri il sindaco di Pesaro e coordinatore dei primi cittadini del Partito Democratico Matteo Ricci è tornato a proporre il Green pass per gli studenti: «Se vogliamo una scuola sicura ed evitare la dad, non c’è alternativa. Come sindaci lo diciamo da settimane. Vaccino o tampone periodico gratuito per la minoranza non vaccinata. Governo ascolti i sindaci».

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