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Quirinale, Berlusconi a un passo dalla rinuncia? L’ex premier: «Non ho ancora deciso, ma sono ottimista»

Berlusconi avrebbe ripreso le telefonate per raccogliere i consensi. Secondo Sgarbi, l’ex premier starebbe invece valutando: «una via d’uscita onorevole» dalla corsa al Quirinale

La caccia ai voti dei Grandi elettori per l’elezione al Quirinale di Silvio Berlusconi si è «fermata oggettivamente» secondo Vittorio Sgarbi. Ma lui, ufficialmente, non molla ancora: ai parlamentari di Forza Italia che per tutto il giorno gli hanno telefonato per sapere se ci fossero novità, Berlusconi avrebbe risposto: «Non ho deciso, ma sono molto ottimista. Non deluderò chi mi ha dato fiducia». Diversi esponenti azzurri hanno raccontato alle agenzie di stampa che l’ex premier ha ripreso a fare una serie di telefonate ai parlamentari per capire la loro disponibilità di fronte ad una sua candidatura. Tra gli ascoltati ci sarebbero anche i governatori di Forza Italia.


Quella ormai nota come operazione scoiattolo rischia di essere a un passo dalla fine prematura, soprattutto dopo l’ultimatum di Matteo Salvini lanciato ieri, 17 gennaio. Il leader della Lega aveva dato tempo al Cav fino domenica perché chiudesse la sempre più faticosa conta dei voti. Dopo di che, il leghista aveva detto chiaramente che ci sarebbe stata una proposta alternativa. Tra i due ci sarebbe stata anche una telefonata poco dopo, l’esito evidentemente non è stato dei più incoraggianti per Berlusconi, descritto da Sgarbi come: «abbastanza triste».


E oggi l’umore di Berlusconi non deve essere migliorato, come spiega lo stesso parlamentare a Un giorno da pecora: «Ci devono essere delle inquietudini di natura psicologica, non degli elettori, ma nel candidato, perché è rimasto a Milano». Secondo Sgarbi, Berlusconi sarebbe a un passo dal ripensamento, consapevole ormai che, dei tanti retroscena che oggi riempiono le pagine dei giornali, ci sia più di un fondo di verità sul piano B di Salvini che non comprende più lui come candidato del centrodestra: «Credo che questa, come dire, pausa dipenda dal fatto che starà pensando se c’è una via d’uscita onorevole, con un nome che sia gradito a lui, forse Mattarella».

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