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Ddl Zan e legge sulla cittadinanza, Letta si arrende: «Difficile approvarli in questa legislatura»

Il segretario dem rinvia la partita dei diritti civili alla prossima campagna elettorale: fino al 2023 in questo Parlamento il Pd non avrebbe i numeri necessari per far passare le proprie proposte

Anche Enrico Letta si arrende sul ddl Zan. Almeno finché durerà l’attuale legislatura. A dirlo è lo stesso segretario del Partito democratico, il quale, durante la direzione del Pd in corso nel pomeriggio di oggi, 21 febbraio, ha detto: «Non demordiamo, noi tenteremo. Ma in questa legislatura non sarà semplice, perché non siamo maggioranza». Letta ha però dichiarato di voler mettere il tema dell’omotransfobia e della cittadinanza al centro della prossima campagna elettorale: «Nella prossima legislatura e alle elezioni – ha detto – parleremo dei temi che hanno a che fare con due grandi priorità, il ddl Zan e la Legge di cittadinanza, che per noi è fondamentale». Sui diritti civili il segretario dem era intervenuto già stamattina, quando, su Repubblica, aveva usato parole dure contro il Parlamento commentato la discussione in corso in sul fine vita («Una politica fuori dal tempo, un Parlamento lontano dalla società»).


«I partiti – aveva detto – hanno la responsabilità di agire al più presto». A proposito di elezioni, nel pomeriggio Letta ha detto di voler fare in modo di non consegnare l’Italia ai sovranisti: «Serve una vittoria dell’arco di forze progressiste, ecologiste, democratiche, che vogliono battere quel sovranismo che non vince da nessuna parte e che sarebbe assurdo che vincesse in Italia». E non basterà un buon risultato del Pd: «Se perderemo le elezioni, allora nessuno si ricorderà della nostra buona percentuale. E ci troveremo Meloni e Salvini al governo, consegnando l’Italia ai sovranisti».


Immagine di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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