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Crisi Ucraina, approvato lo stato di emergenza. Il Cremlino: «Il Donbass chiede supporto militare contro l’aggressione di Kiev»

Kiev chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Joe Biden ha annunciato sanzioni contro il gasdotto Nord Stream 2: «Ora è solo un pezzo di ferro in fondo al mare». Zelensky non fa passi indietro: «Vogliamo aderire all’Ue e alla Nato»

Le forze ucraine «stanno tentando di sfondare le linee difensive della Repubblica di Lugansk». Queste le informazioni che arrivano dai media vicini ai separatisti filorussi del Donbass che parlano di «violenti combattimenti». Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha fatto sapere che in serata i leader delle repubbliche separatiste dell’Ucraina orientale hanno chiesto a Vladimir Putin un’assistenza militare, un sostegno contro l’aggressione di Kiev. Dal canto suo l’Ucraina ha richiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Lo ha fatto sapere il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba, sottolineando che la richiesta a Mosca rappresenta una «ulteriore escalation della situazione di sicurezza». La Cnn ha anche appreso che la Russia ha allestito un ospedale da campo vicino al confine con l’Ucraina. Dalla Casa Bianca fanno intanto sapere di essere pronti a inasprire ulteriormente le sanzioni vista la rapida escalation. «Tutte le opzioni restano sul tavolo», ha ribadito la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, «Vladimir Putin non si aspettava la reazione unita dell’Occidente».


Kiev approva lo stato di emergenza

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Questa sera il Parlamento ucraino ha approvato l’introduzione dello stato d’emergenza in tutto il Paese di fronte alla minaccia di un’invasione russa. Proposto dal presidente Volodymyr Zelensky e sostenuto dal Consiglio di sicurezza nazionale, entrerà in vigore nelle prossime ore. Nel sud della Russia ci sarebbero circa 300 mezzi militari delle forze speciali Spetznaz che procedono verso la zona di confine di Marinowka. Questo quanto riferisce di aver scoperto la testata tedesca Bild che definisce i blindati come «l’esercito segreto» dell’invasione di Vladimir Putin verso l’Ucraina, evidenziando che sia i mezzi militari che i soldati non hanno segni distintivi. Anche testimoni citati dall’agenzia Reuters riferiscono che due convogli militari di mezzi senza insegne, che annoverano anche 9 carri armati, un blindato d’assalto, autocisterne e camion avanzano su due differenti direttive dal confine russo verso Donetsk. Pare che i mezzi militari russi senza insegne siano gli stessi che nel 2014 presero il controllo della Crimea.


La difesa Usa: «L’80% di forze russe al confine sono pronte ad agire»

«L’80% delle forze russe schierate al confine con l’Ucraina è pronto ad agire»: lo ha detto ai giornalisti un alto ufficiale della Difesa Usa in un briefing al Pentagono, lontano dai microfoni. Le forze russe «intorno all’Ucraina e alla Bielorussia sono al massimo della prontezza operativa» per l’invasione, ha aggiunto la fonte citata dalla Cnn. La scorsa settimana il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin aveva detto che le truppe russe si stavano «dispiegando». «Oggi si sono dispiegate», ha detto l’ufficiale, aggiungendo che alcune unità sono «a 5 chilometri dal confine ucraino». Intanto, la Casa Bianca ha reso noto che Joe Biden ha annunciato di aver imposto sanzioni contro il gasdotto Nord Stream 2 e i dirigenti della sua società nell’ambito della crisi ucraina. «Ora Nord Stream 2 è solo un pezzo di ferro nel fondo del mare», ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price.

Le sanzioni Usa e il vertice del Consiglio europeo

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato sanzioni contro la Russia: «Andremo molto oltre i passi intrapresi nel 2014», anno della prima crisi in Ucraina, con l’invasione russa della Crimea. In risposta alle decisioni di Usa e Ue, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che «la risposta della Russia sarà forte e dolorosa», dopo che ieri Vladimir Putin era intervenuto a sorpresa sostenendo di volere una «soluzione diplomatica» per la crisi. Giovedì, 24 febbraio, ci sarà un vertice straordinario del Consiglio europeo, dove i leader dei Paesi membri si confronteranno sulle prossime mosse. Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che non farà passi indietro: l’Ucraina conferma le sue ambizioni di aderire all’Ue e alla Nato, nonostante l’ultimatum lanciato ieri da Putin all’Ucraina. Il Consiglio di sicurezza ucraino ha poi chiesto lo stato di emergenza nel Paese per far fronte alla crisi in corso.

Biden ripristinerà le sanzioni contro la società dietro al Nord Stream 2

L’amministrazione Biden dovrebbe ripristinare le sanzioni contro la società incaricata della costruzione del gasdotto russo Nord Stream 2, nell’ambito del pacchetto di misure varate contro Mosca. Le sanzioni erano state sospese dopo l’accordo dello scorso anno, e ora, a seguito dello stop annunciato da Berlino, le riapplicherà. A darne notizia è la Cnn.

Von der Leyen: «Sul gas non vogliamo più dipendere dalla Russia»

«Siamo davvero determinati a non essere più dipendenti dal gas russo». La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha parlato al termine del vertice bilaterale con il premier norvegese Jonas Gahr Store. «La pressione esercitata da Mosca sul gas non è stata solo sull’Ucraina ma anche sull’Ue», ha sottolineato, spiegando che l’Europa «ogni volta ha potuto contare» sul fatto che la Norvegia «possa fornire il gas necessario».

Il ministro della difesa britannico: «Putin è fuori di testa»

Il presidente russo Vladimir Putin è «completamente fuori di testa» e sull’Ucraina è rimasto «senza alleati». A dirlo è il ministro della Difesa britannico Ben Wallace, che si è espresso in questo modo mentre parlava con alcuni militari durante una riunione nell’edificio delle Horse Guards. Wallace, memore degli anni nell’esercito, si è lasciato andare a frasi molto dure in una sala con diversi fotografi e operatori. L’ex ufficiale delle Scots Guards ha detto anche che il suo reggimento aveva «già preso a calci nel sedere lo zar Nicola I nel 1853 in Crimea» e «può sempre farlo di nuovo».

Johnson: «Più aiuti all’Ucraina»

Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato oggi alla Camera dei Comuni un rafforzamento del sostegno militare britannico all’Ucraina alla luce della crescente minaccia della Russia. Saranno aiuti anche militari. BoJo ha poi ribadito che «ulteriori sanzioni» contro Mosca sono «in arrivo» dopo quelle annunciate ieri se lo scenario non cambierà.

Il decreto di Zelensky

L’Ucraina ha iniziato a richiamare in servizio i riservisti dell’esercito di età compresa tra 18 e 60 anni. Un decreto firmato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky indica che Kiev si sta preparando a difendersi da un’invasione russa. I riservisti dovranno prestare servizio per un massimo di un anno, si legge nel decreto. Zelensky vuole così aumentare di circa duecentomila soldati il suo esercito. Il presidente ha richiamato i riservisti «per un periodo speciale» a partire da oggi, 23 febbraio. La convocazione ha la durata di un anno. Ma lo stesso presidente è stato cauto sulla mobilitazione generale: «Dobbiamo aumentare la preparazione dell’esercito ucraino a tutti i possibili cambiamenti nell’ambiente operativo», ha spiegato in un video messaggio. «Si tratta esclusivamente di cittadini assegnati alla riserva operativa», ha precisato esortando comunque i cittadini alla calma e sostenendo di non ritenere che Mosca schiererà un’offensiva in grande stile. Il governo ucraino ha intanto raccomandato ai suoi cittadini di lasciare la Russia.

Di Maio: «Il margine di dialogo si riduce sempre di più»

Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha dichiarato nell’informativa tenuta in Senato che quella della diplomazia è una soluzione ritenuta ancora possibile, «anche se con margini che si riducono di giorno in giorno». Di Maio ha ricordato che al confine russo-ucraino ci sono già 170 -190 mila soldati e che, alla luce degli ultimi sviluppo nel Donbass, questi elementi «rischiano di aprire la strada a un’operazione militare su larga scala della Russia in Ucraina».

Cingolani: «Già riunito il comitato di emergenza gas»

In un’informativa parallela alla Camera, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha fatto sapere che con l’evoluzione della crisi in Ucraina «la situazione è di monitoraggio costante in coordinamento con le istituzioni europee. A livello nazionale – ha aggiunti – si è già riunito diverse volte il comitato di emergenza gas». «Come sapete – ha continuato – le possibili misure del piano di emergenza includono una maggiore flessibilità dei consumi di gas».

Londra: Mosca punta su Kiev

Il governo britannico ritiene che sia “altamente probabile” che Putin, voglia tentare di prendere Kiev. Lo ha detto il capo della diplomazia, Liz Truss. Truss, parlando con la Bbc, ha spiegato che un assalto alla capitale ucraina da parte della Russia è una «possibilità molto reale», dicendosi «molto molto preoccupata per un’imminente invasione dell’Ucraina. La Russia ha circondato l’Ucraina, quindi potremmo assistere ad un attacco da una varietà di direzioni». In caso di invasione, ha poi sottolineato, il Regno Unito intensificherà le sanzioni contro Mosca: «Nulla sarebbe fuori discussione in caso di un’invasione totale». Intanto il ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini ha chiesto a Putin un passo indietro.

Putin: «Soluzione diplomatica»

Il presidente della Russia Vladimir Putin è pronto a trovare «soluzioni diplomatiche» alla crisi ucraina. Lo ha detto durante un intervento televisivo nella Giornata del difensore della patria. E ha aggiunto che le soluzioni diplomatiche «non hanno un carattere “negoziabile” degli interessi e della sicurezza del paese»: «Il nostro Paese è sempre aperto al dialogo diretto e onesto per trovare soluzioni diplomatiche ai problemi più complessi. Tuttavia, gli interessi e la sicurezza dei nostri cittadini non sono negoziabili per noi». Intanto nella notte la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha fatto sapere che non è in programma un incontro tra Biden e Putin: gli Usa non «chiuderanno mai completamente la porta alla diplomazia», ma che è necessario un cambiamento di atteggiamento da parte della Russia. I dettagli di un eventuale incontro tra i due presidenti, ha detto Psaki, avrebbero dovuto essere discussi tra i capi delle due diplomazie, il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che avrebbero dovuto incontrarsi giovedì. Ma il loro colloquio è stato cancellato.

Gli Usa mandano gli F35

Il “dispiegamento aggiuntivo” di truppe Usa nei paesi Baltici membri della Nato autorizzato da Joe Biden consisterà nel trasferimento di 800 militari americani dall’Italia. Si tratta di un battaglione di fanteria. Il Pentagono ha approvato anche il trasferimento sino a otto F35 e 20 elicotteri da attacco Apache dalla Germania verso il fianco orientale della Nato. Altri 12 elicotteri dello stesso tipo saranno spostati dalla Grecia in Polonia. I movimenti avverranno in settimana.

Le foto satellitari dei militari russi in Bielorussia

Foto: Maxar Technologies via Reuters

Alcune immagini satellitari di Maxar Technologies pubblicate da Reuters mostrano un nuovo dispiegamento di oltre 100 veicoli militari e dozzine di tende per soldati nel sud della Bielorussia, a 40 km dalla frontiera con l’Ucraina. Le foto sono state fornite dalla società privata americana che da settimane rileva gli spostamenti di forze russe nella regione, e rilanciate da media e corrispondenti occidentali sul campo. Altre foto mostrano un nuovo ospedale da campo allestito nella Russia occidentale vicino Belgorod, a una ventina di km dal confine ucraino, dove il giorno precedente era stato individuato l’arrivo di truppe in zona agricole e industriali dell’area. Maxar ha documentato nei giorni scorsi anche spostamenti di mezzi pesanti al confine con l’Ucraina orientale.

Trump: «Putin? Un genio»

Donald Trump ha definito “genio” Putin per la sua gestione della crisi con l’Ucraina. «Conosco molto bene Vladimir Putin e durante l’amministrazione Trump non avrebbe mai fatto quello che sta facendo ora, assolutamente no», ha detto l’ex presidente Usa. Che poi ha criticato Biden: le tattiche del leader russo sono state “intelligenti” e la crisi si sarebbe potuta evitare se fosse stata “gestita in maniera appropriata” dall’attuale presidente Usa, Joe Biden.

800 militari dall’Italia

800 uomini di stanza in Italia verso i Paesi baltici per rafforzare il fianco orientale della Nato alla luce della crisi ucraina. Lo ha deciso il Pentagono, che ha fatto sapere che insieme ai militari verranno inviati fino a otto F-35 dalla Germania «in diverse località lungo il fianco orientale della Nato». A questi si aggiunge lo spostamento di venti elicotteri d’attacco AH-64 dalla Germania all’area baltica e altri 12 dalla Grecia alla Polonia.

Trudeau: truppe canadesi nell’Europa dell’Est

Il premier del Canada Justin Trudeau ha annunciato anche l’invio di più truppe nell’Europa orientale. Trudeau ha spiegato che sino a 460 militari saranno mandati in Lettonia e nella regione per rafforzare il fianco orientale della Nato. L’annuncio segue quello sulle sanzioni economiche nei confronti della Russia.

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