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Guerra in Ucraina, continua la stretta sull’informazione in Russia. Il Papa ringrazia i giornalisti «che rischiano la vita»

Nel paese vengono chiuse testate indipendenti e bandite app straniere. Mentre i media internazionali continuano a lasciare Mosca a causa della nuova legge

Non sono casuali le parole del Papa che, durante l’Angelus di oggi, domenica 6 marzo, ringrazia i giornalisti che raccontano la guerra in Ucraina rischiando la vita. Parole che arrivano a poco più di 24 ore dall’approvazione della legge in Russia che porta a 15 anni la pena di carcere per chi dia “fake news” sull’intervento militare russo in Ucraina. E per “fake news” si intende prima di tutto il definire guerra e invasione quella che il presidente russo Vladimir Putin chiama operazione speciale in Ucraina, con i civili, assicurano, al sicuro. E mentre i russi, per accedere a social come Facebook e Twitter, ora si devono dotare di una Vpn perché l’accesso alle principali piattaforme è stato proibito proprio per controllare le informazioni che circolano nel paese, le testate internazionali e quelle indipendenti continuano a chiudere in Russia. Hanno deciso di ritirare i loro giornalisti dal paese la Bbc, la Cnn, ma anche l’Ansa e la Rai. Il Washington Post ha deciso per il momento di restare ma i giornalisti dalla Russia non firmeranno i loro pezzi: così li si prova a tutelare.


«Il governo russo sta bloccano i media e limitando i social media per oscurare la verità su quello che sta accadendo in Ucraina», attacca il segretario di Stato americano, Antony Blinken. «I russi meritano di sapere la verità sulla morte e la distruzione che sta avvenendo nel loro nome». Oggi, per esempio, anche la tv pubblica slovena Rtv sospende l’attività dei propri corrispondenti da Mosca, in coincidenza con l’entrata in vigore in Russia della nuova normativa contro la “disinformazione”. Farà lo stesso anche Radio Europa Libera, dicono i i media serbi. Il cosiddetto Roskomnadzor, ovvero il Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa, organo della Federazione Russa che controlla le comunicazioni e relativo oscuramento, la privacy e le frequenze radio, ha bloccato tra l’altro anche MediaZona, media indipendente russo fondato da Maria Alyokhina e Nadezhda Tolokonnikova che si occupa principalmente di giudiziaria. La redazione ha fatto sapere che il lavoro andrà comunque avanti. Il regolatore dei media russo ha annunciato anche che entro 24 ore bloccherà nel paese Zello, un’applicazione sviluppata da una startup americana del Texas che trasforma il telefono in un walkie-talkie modificando le specifiche di comunicazione del cellulare e portandole se bande meno sofisticate e per questo più resistenti.


In copertina EPA/YURI KOCHETKOV | Un poliziotto russo a Mosca mentre è in corso una protesta non autorizzata contro l’aggressione russa all’Ucraina, 6 marzo 2022.

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