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Ucraina, stop di Biden a gas e petrolio russo. Mosca annuncia una nuova tregua domani. Accordo Usa-Polonia sui Mig da trasferire in Germania: l’ipotesi dei jet per Kiev

L’Europa si prepara a rinunciare al gas di Mosca gradualmente, mentre gli Stati Uniti hanno deciso di interrompere l’import dalla Russia da subito. Entro la fine dell’anno lo farà anche il Regno Unito

Kiev si prepara al peggio. La capitale dell’Ucraina aspetta l’arrivo dell’esercito, che è accampato a 25 chilometri da piazza Maidan e attende di scatenare prima il bombardamento e poi l’assalto alla città. La Russia ha continuato a rinnovare l’offerta di corridoi umanitari, ma la tregua per evacuare i civili per la terza volta non sembra essere rispettata: Kiev accusa Mosca di bombardare i corridoi umanitari a Mariupol. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha aperto a un «compromesso» con Mosca su Donbass e Crimea. Durante la notte intanto si sono sentite esplosioni a Odessa, mentre Leopoli osserva l’arrivo degli sfollati.


23.15 – La funzionaria Usa: «Nord Stream 2 è morto»

Se ancora ci fossero dubbi sul futuro del gasdotto Nord Stream 2, è la sottosegretaria del Dipartimenti di Stato americano, Victoria Nuland, a fare chiarezza. In un’audizione al Senato, Nuland ha chiarito: «Penso che il Nord Stream 2 sia ormai morto… è un grosso pezzo di metallo in fondo al mare, e non credo che possa essere resuscitato». Il progetto del gasdotto che avrebbe dovuto portare gas dalla Russia in Germania e quindi in Europa era stato sospeso subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio scorso. A stretto giro Mosca si era augurata che la sospensione fosse solo una decisione temporanea, finché non sono arrivate le sanzioni decise dai Paesi occidentali che sembrano aver definitivamente accantonato il piano per realizzare il collegamento.


22.30 – Petizione internazionale per escludere Russia e Bielorussia da ogni evento sportivo

Una petizione firmata da 37 Paesi, tra cui l’Italia e gli Stati Uniti, chiede a tutte le organizzazioni sportive mondiali di escludere la Russia e la Bielorussia da ogni tipo di evento sportivo. Come risposta alla guerra: «non provocata e ingiustificata» portata avanti da Mosca con il sostegno di Minsk contro l’Ucraina, il documento chiede il divieto di: «ospitare, candidarsi o ricevere premi per qualsiasi evento sportivo internazionale». Il testo diffuso dal Dipartimento di Stato americano spiega poi che i Paesi firmatari chiedono l’esclusione anche di tutti gli atleti russi e bielorussi da tutte le gare internazionali.

21.53 – Coca-Cola, McDonald’s e Starbucks se ne vanno dalla Russia

Anche i grandi colossi commerciali si oppongono alle azioni guerrafondaie di Vladimir Putin: dopo le numerose pressioni subìte sui social e alle minacce di boicottaggio, McDonald’s ha ufficialmente deciso di lasciare Mosca. L’annuncio è stato quello della chiusura di tutti gli 850 punti vendita nel Paese. «Continueremo a monitorare la situazione e valutare se ulteriori misure saranno necessarie. In questo momento è impossibile prevedere quando potremo riaprire», ha spiegato l’amministratore delegato Chris Kempczinki, precisando come l’azienda continuerà a retribuire i suoi 62mila dipendenti russi. «I nostri valori ci impongono a non ignorare la sofferenza umana inutile», ha continuato. La stessa notizia è arrivata poco dopo anche da Starbucks: «Sospendiamo tutte le attività in Russia, incluse le forniture di prodotti». Nella lista di chi lascia Mosca anche Coca-Cola. Nella nota diffusa dalla società, il colosso americano annuncia la sospensione dell’attività, «continuando a monitorare la situazione».

21.11 – Accordo per jet polacchi verso base Usa in Germania

Le prime indiscrezioni sono arrivate da Politico: l’annuncio era stato quello di un accordo che Usa e Polonia avrebbero siglato per il trasferimento di tutti i Mig-29 di fabbricazione russa polacchi «immediatamente e senza costi» ad una base americana in Germania. Poi la conferma è arrivata anche da Varsavia: «Dopo consultazioni tra il presidente polacco e il governo, la Polonia è pronta a schierare immediatamente e gratuitamente tutti i suoi caccia MIG-29 presso la base aerea di Ramstein e di metterli a disposizione degli Stati Uniti d’America». Una mossa potrebbe anticipare l’ulteriore consegna dei jet su territorio ucraino. A dare conferma della notizia è stato il ministro degli Affari esteri polacco in una dichiarazione pubblicata sull’account Twitter del dicastero. «Nello stesso tempo la Polonia chiede agli Usa di fornirci velivoli usati con corrispondenti capacità operative».

20.53 – Il Viminale ai prefetti: «Subito posti di accoglienza per ucraini»

«Nell’ipotesi di massicci afflussi di particolari criticità, non solo effettivamente verificatesi, ma anche solamente previsti sull’arrivo di ucraini in Italia, i prefetti dovranno avviare il reperimento sul territorio, con la necessaria tempestività, degli ulteriori posti in accoglienza». Queste la parole diffuse nella circolare inviata dal capo di Gabinetto del Viminale a tutti i prefetti. L’invito è quello di «un massimo coinvolgimento degli enti locali, acquisendo dai sindaci la disponibilità di strutture alloggiative idonee».

20.13 – Mosca: «Nuova tregua temporanea da domattina»

La Russia dichiara una nuova tregua temporanea a partire dalle 10 (ora locale) di domattina per consentire i corridoi umanitari. A farlo sapere è il ministro della Difesa russo riportato dall’agenzia di stampa Tass. Lo stesso ministero ha fatto riferimento anche a corridoi umanitari da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol. Pochi giorni fa l’ambasciatore dell’Ucraina presso le Nazioni Unite aveva accusato la Russia di bloccare i tentativi di evacuazione dei civili. «Le truppe russe hanno aperto il fuoco sugli sfollati e questo è spaventoso vista la decisione di entrambe i Paesi di assegnare alcune strade da utilizzare come corridoi per i civili», aveva detto.

19.56 – Zelensky e Macron a colloquio sui corridoi umanitari

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il premier francese Emmanuel Macron hanno avuto un colloquio telefonico per analizzare la situazione dell’evacuazione dei civili dalle zone di combattimento dell’Ucraina. A farlo sapere è stato lo stesso Zelensky su Twitter: «Mantengo un dialogo costante con Emmanuel Macron, abbiamo discusso l’applicazione degli accordi sui corridoi umanitari per l’evacuazione della popolazione e la consegna dei beni necessari».

19.33 – Putin firma divieto import-export verso alcuni Paesi

Secondo l’agenzia di stampa russa Tass il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che dà ufficialmente mandato al governo di stilare entro due settimane una lista di Paesi per i quali saranno vietati i movimenti di export e import. La decisione è stata presa «per salvaguardare la sicurezza della Russia», riferisce Tass. «Il divieto riguarderà prodotti finiti e materie prime», aggiunge l’agenzia Interfax.

19.10 – Il Governo italiano alle Regioni: «Dall’Ucraina esodo imponente, prepariamoci»

«Non abbiamo di fronte un’emergenza di breve periodo, questo esodo avrà dimensioni imponenti». Cosi il governo alle Regioni, riunite in Conferenza Unificata per discutere dell’emergenza profughi dall’Ucraina. All’incontro hanno partecipato diversi ministri tra cui quella per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini e quella dell’Interno, Luciana Lamorgese. Presente anche il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

18.30 – Zelensky a Westminster: «Non ci arrenderemo»

«Non ci arrenderemo così come voi avete fatto con l’invasione nazista» Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a parlare rivolgendosi ai deputati britannici. Il discorso video è stato trasmesso in diretta a Westminster in una Camera dei Comuni britannica strapiena: i deputati lo hanno accolto con una lunga standing ovation. «La Nato non si è comportata come doveva nella sua risposta dopo l’attacco russo alla centrale di Zaporizhzhya», ha continuato Zelensky, «e nel non imporre una no fly-zone sui cieli dell’Ucraina».

17.20 – Biden e Johnson confermano: «Stop all’import del petrolio russo»

In diretta dalla Casa Bianca il presidente Usa Joe Biden ha confermato quanto era trapelato nelle ultime ore: «Bloccheremo l’importazione di petrolio russo e gas russi. Non finanzieremo la guerra di Putin». La decisione si aggiunge al pacchetto di sanzioni che l’occidente continua a rivolgere nei confronti di Mosca. «Lo stop è stato scelto in stretta consultazione con gli alleati», ha continuato Biden, sottolineando come molti Paesi europei non potranno prendere una decisione simile perché molto più dipendenti dal gas russo. A confermare la stessa scelta in parallelo anche il Regno Unito: «Ci impegneremo a a ridurre a zero le forniture di gas e petrolio dalla Russia già entro la fine del 2022».

17.09 – Pentagono: «Fino a 4mila soldati russi morti in guerra»

Il direttore dell’agenzia generale dell’intelligence militare della difesa Usa, Scott Berrier, ha riferito a una commissione del Congresso la stima dei militari russi morti in guerra dall’inizio dell’invasione di Mosca su territorio ucraino. «In sole quasi due settimane di invasione sono morti tra i 2mila e i 4mila soldati russi».

16.30 – 130 jet Nato messi in allerta nell’Est Europa

«Abbiamo 130 jet in allerta, 200 navi nell’Alto Mediterraneo e migliaia di truppe aggiuntive nella regione». Con queste parole la Nato conferma la sua decisione di rafforzare le sue difese al confine orientale dell’Europa. «La Nato ha la responsabilità di garantire che il conflitto non si intensifichi e non si espanda oltre l’Ucraina» ha commentato il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg nel corso di una conferenza stampa in Lettonia.

16.10 – Gli Usa attaccano anche l’oro della Russia

Tra le sanzioni che gli Usa avrebbero in serbo per la Russia non c’è solo il divieto sull’importazione di petrolio. Il tentativo ulteriore è quello di impedire a Mosca di vendere le sue riserve auree per resistere alle sanzioni e alle restrizioni valutarie. Un disegno di legge bipartisan, firmato da democratici e repubblicani, chiede di impedire qualunque transazione in oro con la Banca centrale russa. Si parla di una riserva di circa 132 miliardi di dollari.

15.30 – Anche Londra verso divieto dell’import di petrolio russo

Il governo britannico sta pianificando l’uscita da tutte le importazioni di petrolio russo. La decisione arriva nell’ambito delle sanzioni contro la Russia dopo l’invasione sul territorio ucraino. A riportare la notizia è l’agenzia di stampa Bloomberg, che fa sapere: «La misura verrà implementata nel corso dei prossimi mesi in coordinamento con gli Usa ma non coinvolgerà il gas russo». Il governo britannico ha cercato modi per esercitare ulteriore pressione sul regime di Putin dopo aver sanzionato le sue banche e un certo numero di magnati. Il governo di Boris Johnson è stato criticato per alcuni parti della sua risposta alla guerra in Ucraina, come la velocità di elaborazione dei visti per i rifugiati ucraini e il numero di ricchi cittadini russi sanzionati rispetto agli Stati Uniti e all’Unione Europea. È probabile che il divieto del petrolio russo eserciterà ulteriori pressioni al rialzo sui prezzi dell’energia nel Regno Unito, dove i britannici stanno già affrontando una crisi del costo della vita a causa dell’inflazione impennata e di un carico fiscale che sarà il più alto dagli anni ’50. Non è stato subito chiaro se il divieto si applicherà solo al petrolio greggio, o esteso anche ai prodotti raffinati. Tra il 2019 e il 2020, la Russia ha rappresentato dal 12% al 13% delle importazioni del Regno Unito di petrolio greggio e prodotti raffinati.

14.30 – Zelensky: «Ho parlato con Bennett, grazie a Israele per i suoi sforzi»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto su Twitter di avere avuto un colloquio con il premier israeliano Naftali Bennett: «L’ho ringraziato per gli sforzi di Israele nella mediazione. Abbiamo parlato di come porre fine alla guerra e alle violenze».

14.25 – Interrotte le evacuazioni a Sumy

Interrotta l’evacuazione dei civili a Sumy. Lo stop è stato causato «dai bombardamenti dei carri armati nemici», riferisce l’agenzia ucraina Unian citando un suo corrispondente nella zona. Secondo quanto riportato, le auto in uscita sono state rimandate indietro. Lo stesso trattamento è stato riservato alle persone che tentavano di lasciare la città a piedi.

14.20 – Bloomberg: «Usa verso il divieto dell’import di petrolio russo»

Gli Usa sono pronti a vietare le importazioni di petrolio russo senza la partecipazione degli alleati europei. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. Secondo le fonti citate, il divieto include anche il gas naturale liquefatto e il carbone. L’annuncio è atteso oggi.

13.58 – Blinken: «L’Ue si liberi dalla dipendenza energetica dalla Russia»

Il segretario di Stato americano Antony Blinken dice che è «»imperativo» che i Paesi europei smettano di fare affidamento sull’energia russa. In conferenza stampa a Tallinn con la premier estone Kaja Kallas, Blinken sottolinea che «in questo momento c’è un’opportunità, non solo significativa ma imperativa, per molti paesi in Europa, di liberarsi dalla dipendenza dall’energia russa». La Russia, insiste, «usa l’energia come un’arma».

13.51 – Il sindaco di Kharkiv: «Siamo vittime del genocidio di Mosca»

«Siamo vittime di un genocidio da parte di Mosca. I russi bombardano case, scuole, ospedali», dice in un’intervista alla Cnn il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov. Chiede aiuto per la popolazione che ha bisogno «di cibo e medicine». «In questa città non c’è nessun corridoio umanitario, abbiamo bisogno di tutto», spiega.

13.20 – Appello di Kiev alla comunità economica

«L’Ucraina chiede alle imprese globali eticamente e socialmente responsabili di interrompere o sospendere le operazioni con o in Russia, rifiutandosi quindi di finanziarne violenze, omicidi e crimini contro l’umanità», scrive su twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba allegando il suo appello alla comunità economica internazionale.

13.17 – Dombrovskis: I prossimi nel mirino di Putin sono i paesi Baltici

Se Vladimir Putin «non sarà fermato in Ucraina, i prossimi nel suo mirino saranno i Paesi Baltici, dice il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis in un’intervista a Politico Europe. «Se non sosteniamo l’Ucraina», Putin «non si fermerà in Ucraina» perché «è in una specie di stato d’animo aggressivo di guerra e sfortunatamente è probabile che questa aggressione continuerà in altri Paesi», dice l’ex primo ministro lettone cresciuto nell’Unione sovietica. Che è preoccupato per Lettonia, Estonia e Lituania per la «crescente retorica anti-baltica» portata avanti da Mosca, evidenziando che Putin «continuerà le sue guerre aggressive», fondate sulla strategia del “ricatto” e, per questo, «la pacificazione dell’aggressore non funziona e l’aggressore deve essere fermato con tutti i mezzi». E parla di nuove sanzioni contro la Russia anche in campo energetico. «Nulla dovrebbe essere lasciato fuori dalla discussione», spiega, esortando a «fare di più, perché questa aggressione purtroppo non si ferma, quindi dovremmo trovare un modo, in un certo senso, per fermare la capacità di Putin di finanziare questa guerra».

13.15 – Stoltenberg: «Conflitto fuori controllo se va oltre l’Ucraina»

«Abbiamo la responsabilità di garantire che il conflitto non si intensifichi e non si diffonda oltre l’Ucraina, che sarebbe ancora più pericoloso distruttivo e ancora più mortale. La situazione porterebbe a una spirale fuori controllo», dice il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in una conferenza stampa nel corso della visita in Lettonia. «Per assicurarsi che non ci sia spazio per errori di calcolo a Mosca, la Nato ha rafforzato in modo significativo la presenza nella parte orientale della nostra alleanza», ha anche segnalato Stoltenberg. Abbiamo 130 jet in allerta alta, oltre a 200 imbarcazioni nell’estremo nord» e «migliaia di soldati nella regione, incluso il gruppo di battaglia multinazionale della Nato», spiega. «Proteggeremo ogni centimetro della Lettonia e proteggeremo ogni centimetro di tutto il territorio alleato». «Colpire i civili è un crimine di guerra ed è del tutto inaccettabile», aggiunge. «Due milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina – ha sottolineato. Questa è la crisi dei rifugiati in più rapida crescita in Europa dalla seconda guerra mondiale. Ci sono rapporti molto credibili di civili che vengono colpiti mentre cercano di fuggire». La Russia «è stata colpita con sanzioni severe e senza precedenti» ed è in «totale isolamento sulla scena mondiale. Gli alleati stanno aiutando l’Ucraina a sostenere il suo diritto fondamentale all’autodifesa intensificando con miliardi di euro di sostegno e aprendo le loro frontiere e fornendo aiuto ai rifugiati».

13.06 – Secondo un think tank Usa Kiev verrà assaltata in 24-96 ore

Le forze russe attaccheranno Kiev «nelle prossime 24-96 ore», dice il think tank statunitense Institute for the Study of War (ISW) secondo quanto scrive il Guardian. «Le forze russe si stanno concentrando nella periferia orientale, nord-occidentale e occidentale di Kiev per un assalto alla capitale». Le truppe di Mosca sono afflitte da problemi logistici, ma stanno «portando rifornimenti e rinforzi, oltre a condurre attacchi di artiglieria, aerei e missili per indebolire le difese e intimidire i difensori prima dell’assalto» alla capitale. E potrebbe essere l’inizio di un momento critico della guerra, proseguono gli esperti dell’ISW.

13.05 – Unicef: un milione di bambini fuggiti dall’Ucraina

«Un milione di bambini sono scappati dall’Ucraina, in meno di due settimane», scrive su Twitter James Elder, portavoce di Unicef. “Una buia prima volta nella storia». Elder, in un’intervista alla Cnn, dice che si tratta di una cosa senza precedenti: «Non avevamo mai affrontato una crisi di rifugiati di questa velocità e di questa portata».

12.50 – L’Ue: «Eliminiamo dipendenza da petrolio, gas e carbone importati dalla Russia

«Concordiamo nell’obiettivo dell’eliminazione della dipendenza da petrolio, gas e carbone importati dalla Russia» attraverso «la diversificazione delle forniture; l’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili; il miglioramento delle reti europee di gas e elettricità; il rafforzamento del piano d’emergenza energetico». E’ il contenuto della bozza, soggetta a possibili ulteriori negoziati, della dichiarazione di Versailles che chiuderà il vertice dei leader Ue di giovedì e venerdì. Tra i temi sul tavolo, a quanto si apprende, anche l’uso di eurobond per le spese energetiche, sul quale la presidenza francese è in prima linea.

12.25 – L’Oms: «Stanno finendo le forniture mediche»

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità gli attacchi agli ospedali e alle ambulanze sono aumenti “rapidamente” negli ultimi giorni e le forniture mediche vitali stanno finendo. Lo scrive il Guardian citando una dichiarazione della responsabile emergenze dell’Oms per l’Europa, Catherine Smallwood, secondo cui almeno 9 persone sono morte in 16 attacchi a strutture sanitarie dall’inizio dell’invasione.

12.22 – La Cina: «Sanzioni dannose per tutti»

La Cina chiede di «lavorare insieme» per ridurre le conseguenze della crisi in Ucraina, bocciando le sanzioni «che avranno un impatto negativo sulla stabilità della finanza globale, dell’energia, dei trasporti e delle catene di approvvigionamento», trascinando al ribasso «l’economia mondiale, che è sotto il pesante impatto della pandemia» del Covid-19 e «saranno dannose per tutte le parti», dice il presidente Xi Jinping nel vertice via video avuto con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, nel resoconto della Cctv. La situazione in Ucraina è «preoccupante” e la Cina «deplora profondamente» la guerra in Europa, dice il presidente cinese Xi Jinping con termini più netti sull’ invasione russa dell’Ucraina, parlando di ‘zhanhuo’, traducibile come «fiamme di guerra». Pechino sostiene il rispetto di «sovranità e integrità di tutti i Paesi», ma anche le «legittime preoccupazioni in materia di sicurezza. Tutti gli sforzi per la soluzione pacifica dovrebbero essere supportati».

12.19 – Kiev: «I russi bombardano il corridoio umanitario a Mariupol»

«Cessate il fuoco violato! Le forze armate russe stanno ora bombardando il corridoio umanitario da Zaporizhzhia a Mariupol. 8 camion + 30 autobus pronti per portare aiuti umanitari a Mariupol e per evacuare i civili a Zaporizhzhia», scrive il portavoce del ministero degli esteri ucraino Oleg Nikolenko su Twitter.

12.16 – Zelensky: «Niente ultimatum, Putin deve cominciare a dialogare»

«Noi non siamo pronti a accettare ultimatum. Bisogna che il presidente russo Vladimir Putin cominci a parlare, inizi il dialogo, invece di vivere nella sua bolla informativa priva di ossigeno. Penso che sia lì, in questa bolla», dice il presidente ucraino Volodymir Zelensky nel corso di un’intervista esclusiva alla ABC.

12.06 – Shell non acquisterà più petrolio dalla Russia. Mosca: Embargo su Nord Strem 1

«Abbiamo tutto il diritto di prendere una decisione corrispondente e imporre un embargo sul pompaggio di gas attraverso il gasdotto Nord Stream 1», dice oggi il vicepremier russo Aleksandr Novak, secondo quanto riporta la Bbc, commentando l’ipotesi di un embargo al petrolio russo e la decisione tedesca di congelare l’autorizzazione del Nord Stream 2, il gasdotto gemello al primo che collega La Russia con la Germania. Poco prima la Shell ha annunciato con una nota che non acquisterà più barili di petrolio dalla Russia. Il Gruppo si ritirerà da tutte le attività nel settore degli idrocarburi nel Paese, includendo il petrolio, il gas e il gas naturale liquefatto in «modo graduale» e «in linea con le nuove linee guida del Governo» di Londra. Verranno anche chiuse tutte le stazioni di servizio e delle operazioni relative al rifornimento di aerei nel Paese che ha invaso l’Ucraina.

11.42 – Kiev, i russi non rispettano il corridoio umanitario a Mariupol

Il ministero della Difesa ucraino accusa i russi di non rispettare il corridoio umanitario di Mariupol. «La Russia tiene in ostaggio 300mila civili a Mariupol, impedisce l’evacuazione umanitaria nonostante gli accordi con la mediazione del Comitato internazionale della Croce Rossa. Un bambino è morto di disidratazione ieri! I crimini di guerra fanno parte della strategia deliberata della Russia. Esorto tutti gli Stati a chiedere pubblicamente: RUSSIA, LASCIA ANDARE LA GENTE!», scrive oggi il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un tweet.

11.34 – Unhcr: «Più di 2 milioni di rifugiati»

Sono oltre 2 milioni le persone fuggite dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa secondo quanto rende noto oggi l’agenzia Onu per i rifugiati.

11.10 – Bus in partenza da Zaporozhzhia per evacuazione da Mariupol

L’evacuazione da Mariupol comincerà alle 12 ora locale, per un corridoio umanitario che – come progettato invano anche nei giorni scorsi – dovrebe arrivare fino a Zaporozhzhia attraverso varie città. Gli autobus sono in partenza.

11.05 – Zelensky: «Possibile compromesso su Donbass e Crimea»

«Possiamo discutere e trovare un compromesso su come questi territori continueranno a vivere», dice alla ABC il presidente ucraino parlando della Crimea e delle «pseudo Repubbliche» separatiste del Donbass. «Sono pronto a un dialogo, non alla capitolazione». Zelensky ha denunciato le “promesse” non mantenute dagli occidentali. «Stiamo ascoltando promesse da tredici giorni. Da tredici giorni ci è stato detto che avrebbero aiutato nei cieli, che ci sarebbero stati aerei, che ce li avrebbero consegnati», dice Zelensky in un video pubblicato su Telegram. «La responsabilità» di ciò che sta succedendo in Ucraina «ricade anche su coloro che non sono stati in grado di prendere una decisione in Occidente per 13 giorni. Su coloro che non hanno messo in sicurezza i cieli ucraini dagli assassini russi».

10.43 – Il ministero degli Esteri russo: «Russia e Usa tornino a coesistenza pacifica»

La Russia e gli Stati Uniti dovrebbero, dice il ministero degli Esteri russo, tornare al principio della coesistenza pacifica come hanno fatto durante la Guerra Fredda. Lo riporta Interfax.

10.25 – L’ex presidente Yanukovich scrive a Zelensky: «Fermati»

Arriva l’appello dell’ex presidente (filorusso) dell’Ucraina, Viktor Yanukovich. In una lettera diffusa dai media russi e riportata dal sito The Kyiv Independent, chiede all’attuale presidente ucraino Zelensky, di «mettere da parte l’orgoglio» e di fermare la guerra «a ogni costo. Voglio fare una richiesta, in modo presidenziale e anche un po’ paterno, a Zelensky», scrive Yanukovich, presidente dal 2010 al 2014 e che secondo le cronache starebbe preparando il suo ritorno a Kiev come risultato dell’invasione russa. «Volodymir, forse sogni di diventare un vero eroe, ma l’eroismo non è ostentazione, non è combattere fino all’ultimo ucraino».

9.59 – Ue: un eurobond per la guerra

L’agenzia di stampa Bloomberg scrive che l’Unione Europea si starebbe preparando a lanciare un’obbligazione su larga per finanziare le spese dell’energia e della difesa. Bloomberg cita fonti riservate secondo le quali i tecnici sono al lavoro per mettere a punto un piano da presentare dopo il prossimo summit di Versailles in programma per il 10-11 marzo. Ancora da decidere l’importo e la struttura dell’operazione. L’indiscrezione però fa calare lo spread. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi scende a 149,3 punti, con il rendimento annuo dei titoli decennali in calo di 2,2 punti all’1,56%, a fronte di un rialzo di 9,2 punti per i bund tedeschi, il cui rendimento torna positivo (+9,3 punti) e per i titoli francesi (+5,8 punti)

9.40 – I russi: corridoi in 5 città

Le forze armate russe hanno confermato di aver dichiarato un cessate il fuoco e di aver aperto i corridoi umanitari da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol a partire dalle 10, ora di Mosca (le 8 italiane). Lo riporta l’agenzia Interfax. «Per una evacuazione sicura dei civili da aeree popolate, viene dichiarato un cessate il fuoco e sono aperti corridoi umanitari da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv, e Mariupol dalle 10 di oggi», ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov. Intanto secondo le forze ucraine un bus necessario per le evacuazioni è stato colpito e tre persone sono rimaste ferite.

8.50 – Il corridoio di Sumy

Un corridoio umanitario per permettere l’evacuazione dei civili sarà aperto a breve nella città di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina. Lo ha fatto sapere la vice premier ucraina, Iryna Vereshchuk, precisando che il primo convoglio prenderà avvio alle 10 del mattino ora locale (le 9 in Italia) e verrà seguito dalla «popolazione locale con i propri mezzi». Il ministero della Difesa russa già ieri sera aveva annunciato l’imposizione di un ‘regime di silenzio’ (la formula usata da Mosca per descrivere un cessate il fuoco) dalle 10 del mattino ora di Mosca (le 8 in Italia) e l’apertura di corridoi umanitari a Kyiv, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol.

8.35 – Hrw: Mosca uccide i civili

Le forze russe hanno violato i loro obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale che impongono di non condurre attacchi indiscriminati o sproporzionati che danneggiano i civili. A scriverlo è l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (Hrw), dopo che otto civili sono stati uccisi durante il fine settimana mentre cercavano di fuggire. «Per diverse ore il 6 marzo 2022, le forze russe hanno bombardato un incrocio su una strada che centinaia di civili stavano usando per fuggire dall’avanzata dell’esercito russo nel nord dell’Ucraina verso Kiev», ha affermato l’organizzazione oggi. «Circa una dozzina di membri delle forze di sicurezza ucraine e almeno due veicoli militari si trovavano all’incrocio durante l’attacco» ma il numero dei civili in fuga era molto più importante, riporta l’organizzazione citando testimoni.

8.30 – La copertina del New Yorker per Zelensky

Il settimanale New Yorker ha deciso di dedicare la copertina dell’ultimo numero al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’illustrazione – dal titolo ‘Resilienza’ – mostra il leader di Kiev in mimetica, che sventola la bandiera ucraina, tra il fumo nero delle esplosioni, mentre guarda a occidente.

8.10 – Guerini: Putin fermi l’aggressione

«Putin fermi l’aggressione all’Ucraina. L’Italia contribuisce a rafforzare la deterrenza». Lo dice il ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che ha incontrato ieri a Budapest il suo omologo ungherese, Tibor Benkő. «L’invasione in corso da parte russa – aggiunge- ha ricevuto una risposta ferma e coesa da parte dell’intera comunità internazionale e l’Italia, nel condannare questo gravissimo attacco, continuerà a richiamare la necessità di promuovere ogni strumento diplomatico che contribuisca a fermare la crisi».

7.50 – Zelensky parla alla Camera dei Comuni inglese

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si rivolgerà oggi alle 16 ai parlamentari britannici con un discorso trasmesso nella Camera dei Comuni a Londra. 

7.35 – Ucraina: dieci miliardi di danni dall’invasione

Superano il valore di dieci miliardi di dollari i danni causati dall’invasione russa nel settore trasporti in Ucraina. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture di Kiev Oleksandr Kubrakov,che dalle pagine di Ukrayinska Pravda cita ponti, tratti di rete ferroviaria ed aeroporti colpiti. I danni potrebbero richiedere due anni di lavori per essere riparati, prosegue il ministro, che spiega di contare sull’aiuto internazionale per la ricostruzione.

6.20 – Russia pronta al Cessate il fuoco

La Russia ribadisce di essere pronta al cessate il fuoco per consentire i corridoi umanitari in Ucraina dalle ore 10 di Mosca (le ore 8 italiane) di oggi. Lo riferisce la Bbc citando media statali russi, che riportano dichiarazioni ufficiali del Ministero della Difesa. I cessate il fuoco locali interesseranno le città di Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv and Mariupol.

5.15 – L’assedio di Mariupol, cittadini senza elettricità e acqua

Nella città assediata di Mariupol i 200.000 residenti dal 2 marzo, cioè da quando i russi l’hanno circondata, non hanno accesso né ad acqua corrente, né alla corrente elettrica e sono al gelo senza riscaldamento: è quanto denuncia l’ong per i diritti umani Human Rights Watch. «I civili di Mariupol sono intrappolati in un incubo gelato e arido senza luce e vivono sotto la costante minaccia dei bombardamenti russi», dichiara in una nota Jonathan Pedneault, dirigente di Hrw. «Le forze russe e ucraine devono prendere i necessari provvedimenti per permettere ai civili di lasciare la città e di soddisfare i bisogni più elementari per coloro che restano». Il 6 marzo, denuncia Hrw, una cannonata russa ha colpito un ripetitore di telefonia mobile, rendendo il coordinamento dei soccorsi praticamente impossibile.

4.00 – Bombardamento a Sumy, bambini tra le vittime

Ci sarebbero bambini tra le vittime degli attacchi aerei sulla città ucraina di Sumy portati dai russi ieri sera. Lo afferma il capo dell’amministrazione militare regionale, Dmytro Zhyvytsky, in un video postato su Facebook. «Purtroppo ci sono bambini tra le vittime», ha detto, aggiungendo che nel bombardamento più di dieci persone sono rimaste uccise.

3.15 – Vitaly Gerasimov ucciso dagli ucraini

I servizi di intelligence ucraini affermano di aver ucciso a Kharkiv il generale russo Vitaly Gerasimov, vicecomandante della 41/ma Armata interforze russa, durante un combattimento a Kharkiv. La notizia, la cui veridicità non può essere verificata in modo indipendente, è rilanciata da vari social ucraini, compreso il Kyiv Independent su un tweet, in cui si dice che Gerasimov era stato decorato «per aver conquistato la Crimea». Se la notizia verrà confermata – intanto l’ha confermata l’agenzia investigativa Bellingcat e l’ha rilanciata, fra gli altri media, il Guardian – , si tratta del secondo generale russo ucciso dagli ucraini in una settimana. Alcuni giorni fa, infatti, gli stessi media russi hanno confermato l’uccisione in Ucraina del vicecomandante delle operazioni, il generale Andrei Sukhovetsky.

Il gen. Gerasimov, 45 anni, che era capo di stato maggiore della 41/ma Armata, ha partecipato alla Seconda guerra in Cecenia e alle operazioni militari russe in Siria, oltre che all’annessione della Crimea nel 2014. Il ministero della Difesa di Kiev – la cui sezione intelligence ha dato la notizia – ha affermato di aver anche intercettato spezzoni di conversazione in cui la morte del gen. Gerasimov veniva confermata da un ufficiale dell’Fsb, il servizio di sicurezza russo, e nella quale i due interlocutori lamentavano che le conversazioni criptate con il sistema ‘Era’ non funzionano in territorio ucraino.

2.12 – UK respinge gli ucraini

La Gran Bretagna ha deciso di respingere circa 300 cittadini ucraini che cercavano di raggiungere il Paese dal porto francese di Calais. Sono 589 i profughi arrivati dall’inizio dell’invasione russa a Calais, secondo quanto riferito dalle autorità prefettizie locali: di questi, 286 sono stati respinti dalla Gran Bretagna. Alcuni cittadini ucraini a Calais hanno raccontato alla BBC di aspettare da una settimana l’ottenimento di un visto secondo lo schema di ricongiungimento familiare previsto dalla Gran Bretagna. Sono 17.700 gli ucraini che hanno fatto richiesta di visto a Londra ma sono solo 300 quelli che finora lo hanno ottenuto. Ieri il premier britannico Boris Johnson ha affermato che la Gran Bretagna è «un Paese molto generoso» ma che vuole mantenere il controllo sugli arrivi.

2.00 – Colpito un impianto di medicina nucleare

L’Ucraina ha riferito all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che un impianto di ricerca nucleare che produce radioisotopi per scopi medici e industriali è stato danneggiato dai bombardamenti della Russia nella città di Kharkiv. Lo ha detto il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, sottolineando che i bombardamenti non hanno causato alcun aumento dei livelli di radiazioni nel sito. «Dobbiamo agire adesso per evitare un incidente nucleare in Ucraina che potrebbe avere gravi conseguenze per la salute e l’ambiente. Non possiamo permetterci di aspettare», ha tuttavia sottolineato Grossi.

1.00 – Il Pentagono: la Russia ha inviato gran parte delle truppe

Il Pentagono fa sapere che la Russia ha inviato gran parte delle truppe di cui dispone sul campo in Ucraina. Secondo il portavoce del Ministero della Difesa americano John Kirby, Mosca sta adesso cercando di reclutare anche combattenti stranieri, inclusi i siriani. Le forze russe «non hanno conseguito alcun reale progresso considerevole negli ultimi giorni», ha affermato Kirby, mentre il segretario alla Difesa Lloyd Austin ha annunciato l’invio di altri 500 militari americani in Europa «per rinforzare le capacita’ difensive e di dissuasione della Nato, specialmente sul versante orientale», in aggiunta ai 12 mila già presenti quest’anno in Europa.

00.15 – Esplosioni a Odessa

Diverse esplosioni sono state udite a Odessa nella notte. È quanto ha riferito il corrispondente della Bbc, spiegando che si tratterebbe dei sistemi di difesa ucraini che hanno abbattuto i missili russi in arrivo lanciati da una delle numerose navi da guerra situate al largo della costa della città portuale.

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