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Draghi firma il Patto per Napoli: «I fondi per il Sud non possono essere sprecati» – Il video

I fondi arrivano dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, e servono ad aiutare i Comuni in difficoltà economiche

È avvenuto stamattina, martedì 29 marzo, l’incontro tra il premier Mario Draghi e il sindaco di Napoli Manfredi, in occasione della firma per il «Patto per Napoli». La misura, prevista nell’ultima Finanziaria per aiutare i comuni capoluogo delle Città metropolitane in gravi difficoltà economiche e finanziarie, nasce con l’obiettivo di risanare il disavanzo del capoluogo campano, che ammonta a quasi 5 miliardi: un rosso che il governo proverà a lenire grazie allo stanziamento di 1.3 miliardi di euro, erogati ogni anno per i prossimi vent’anni. Al meeting, svoltosi al Maschio Angioino, hanno preso parte anche il presidente della Campania De Luca e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Garofoli. Il Comune si è impegnato ad avviare una serie di misure in cambio dei fondi promessi: dalla lotta all’evasione fiscale all’aumento dell’addizionale Irpef dello 0.2%. Dovrà inoltre stanziare ogni anno risorse pari a circa un quarto di quelle statali. Il premier nel corso dell’incontro ha specificato che «i finanziamenti pubblici sono una condizione necessaria, non sufficiente, per il rilancio del Sud». A questo proposito i fondi del PNRR, che possono «migliorare la connettività di Napoli e di tutto il Sud», non devono essere «perduti o sprecati, come purtroppo è accaduto in passato ad altri, a molti, fondi europei».


Le manifestazioni in occasione dell’incontro

Il presidente del Consiglio è stato accolto da uno striscione, affisso davanti al luogo dell’incontro, dai disoccupati del movimento di lotta ‘Disoccupati 7 novembre’, recitante la frase: «No armi, sì lavoro, Draghi puos e sord! (posa i soldi, ndr)». Si sono verificate anche contro le decisioni di aumenti della spesa militare del governo ma anche rivendicazioni per casa e lavoro. I manifestanti hanno occupato la sede stradale in Piazza Municipio, fermando il traffico in entrambe le corsie.


La questione meridionale e gli investimenti per il Mezzogiorno

Il premier Draghi ha spiegato che «il Patto per Napoli coincide con il programma di investimenti più significativo nella storia recente del Mezzogiorno». Il presidente del Consiglio ha poi annunciato le intenzioni del Governo di rimettere i Comuni «al centro della prospettiva di sviluppo» dell’Italia, offrendo dunque loro la possibilità di essere «in condizione di poter programmare con maggiore serenità la crescita delle loro comunità». Ha poi chiarito che il piano ha l’obiettivo di «colmare i divari territoriali, ormai insopportabili. Il reddito pro capite del Mezzogiorno è infatti poco più della metà di quello del Centro-Nord e il tasso di disoccupazione è più del doppio». La “questione meridionale”, di cui Draghi riconosce l’esistenza, va secondo lui affrontata «con urgenza, determinazione, unità. Perché l’Italia tutta ha bisogno che Napoli e il Mezzogiorno siano un motore del Paese».

Non solo Napoli

Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto Garofoli ha annunciato che a breve verranno stanziati aiuti economici anche per «Torino, Palermo e Reggio Calabria, per intervenire su punti irrisolti». La sottoscrizione del Patto avvenuto oggi, ha aggiunto, segna «un momento di svolta nelle relazione finanziarie tra Stato e gli enti locali».

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