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Daniele Nahum, il consigliere del Pd che si è fatto una «canna» davanti al Comune di Milano per protesta

Lo aveva annunciato e l’ha fatto. Un gesto di disobbedienza civile «perché sono contro il proibizionismo che riempie le galere e aiuta le mafie», ha detto

Lui è Daniele Nahum, 39 anni, consigliere comunale del Partito Democratico di Milano, che oggi 7 aprile si è accesso una “canna” davanti a Palazzo Marino per chiedere a gran voce la legalizzazione della cannabis, nello specifico la legge che consente la coltivazione di cannabis in casa per uso personale. Un’iniziativa che Nahum aveva già annunciato. Detto, fatto. Sui suoi social, infatti, ha pubblicato le foto della protesta e la frase: «Uno, due, tre, meglio legale». Un gesto di disobbedienza civile: «Sono 16 mila le persone in carcere per reati legati alla cannabis e la criminalità organizzata su questa sostanza ha un giro d’affari di 7 miliardi. Ho fatto questo gesto di obbedienza civile perché sono contro il proibizionismo che riempie le galere e aiuta le mafie».


Un gesto che non arriva oggi per caso. Qualche settimana fa, infatti, il Pd aveva presentato una mozione a Palazzo Marino, poi approvata, che di fatto ha impegnato la giunta di Beppe Sala a chiedere al Parlamento italiano l’approvazione di una legge sulla legalizzazione della cannabis (il referendum, invece, è stato bocciato dalla Corte costituzionale). Stamattina, dunque, il consigliere ha chiesto al suo partito e al segretario Enrico Letta di esporsi di più («più coraggio») sul tema della cannabis, di prendere una posizione forte e chiara. Dura la critica di Salvini che, sui social, pubblicando la notizia dell’appuntamento di oggi, ha scritto: «Le priorità del Pd. Consigliere comunale di Milano…». «Anziché condannare la strage di Bucha e Putin pensa al mio gesto ma tanti elettori del centrodestra sono favorevoli alla depenalizzazione», gli ha risposto il consigliere Nahum.


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