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Nuove sanzioni Ue contro la Russia, slitta il sesto pacchetto: divisi anche sul petrolio di Mosca

L’Alto Rappresentante agli Affari Esteri dell’Ue Josep Borrell: «Manca l’unanimità per decidere sull’embargo o sulle tariffe sul petrolio russo»

Slittano i tempi per l’approvazione del sesto pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia. Tra le nuove misure è presente lo stop all’import del petrolio, anche se i tempi e le modalità per l’abbandono del greggio russo sono ancora in fase di discussione tra i leader degli Stati membri. Tra le opzioni in fase di discussione c’è il cosiddetto periodo di phasing out, di eliminazione graduale, così come è avvenuto per il carbone. Tra le nuove misure è previsto anche l’allungamento della lista delle banche russe escluse dal sistema Swift. Per mercoledì 27 aprile è prevista una riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri, ma secondo quanto riferito da fonti europee, i dossier con le nuove misure non sarà al centro dell’incontro. Malgrado ciò, la settimana sarà comunque dedicata ai colloqui e alle consultazioni sul sesto pacchetto tra la Commissione Ue e le diverse cancellerie europee.


Il nodo principale resta l’assenza di convergenza di vedute tra i vari Paesi sull’embargo del petrolio russo. Da un lato Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia in pressing per dire addio al petrolio sin da maggio. Dall’altro la Germania, ma anche l’Ungheria, che preferirebbero percorrere la via dell’abbandono graduale. C’è poi la proposta dal presidente Mario Draghi che più volte ha avanzato l’idea di porre un tetto massimo (price cap, ndr) al prezzo delle risorse come alternativa alle sanzioni. Così facendo, i clienti petroliferi nei Paesi dell’Unione europea sarebbero vincolati a pagare meno per il petrolio russo rispetto alle richieste di Mosca. Attualmente, la Russia è il più grande fornitore di petrolio d’Europa, essendo la fonte di poco più di un quarto delle importazioni di petrolio dell’Unione nel 2020, secondo i dati Eurostat.


Borrell: «Avremmo dovuto ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e dal gas russi molto prima»

L’Alto Rappresentante agli Affari Esteri dell’Unione Europea, Josep Borrell, in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, sulla questione dell’embargo sul petrolio russo, ha dichiarato: «Alcuni Stati membri hanno detto molto chiaramente che non sosterrebbero un embargo, o una tariffa punitiva sul petrolio o sul gas russo. Ciò significa che a questo punto non abbiamo ancora l’unanimità nell’Ue per decidere un embargo, o una tariffa. Di conseguenza, una proposta finale di embargo su petrolio e gas non è ancora pronta». Malgrado ciò, «tutti gli stati dell’Unione europea stanno lavorando per ridurre la loro dipendenza dal petrolio e dal gas russi – ha proseguito Borrell -. A un certo punto accadrà, e poi la Russia capirà dolorosamente che i ricavi del business del petrolio e del gas andranno persi». L’Alto rappresentante dell’Ue infine ha aggiunto: «Avremmo dovuto ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e dal gas russi molto prima, e le critiche in tal senso sono legittime e giuste».

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