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Il sottosegretario leghista Sasso: «Togliere le mascherine a scuola, fa troppo caldo». Speranza: «Non è una scelta politica»

16 Maggio 2022 - 18:12 Antonio Di Noto
Students are waiting to enter the school in Codogno, Italy, 14 September 2020. Codogno, the municipality in the province of Lodi, was the first in Italy to be declared a "red zone" due to the Coronavirus Covid19 pandemic
ANSA / MATTEO BAZZI
Il ministro ha risposto a Sasso, che ha chiesto che l'obbligo venga rimosso, soprattutto alla luce delle temperature «abbondantemente oltre i 30 gradi»
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Quelle sulle mascherine a scuola «sono valutazioni che deve fare la nostra comunità scientifica. Non sono mai state scelte politiche, sono scelte tecniche che vanno valutate in quanto tali». A dirlo è il ministro della Salute Roberto Speranza in risposta al sottosegretario all’Istruzione, il leghista Rossano Sasso, che ha dichiarato: «Tante famiglie ci sollecitano ad adottare una misura di buon senso per l’ultima parte dell’anno scolastico». L’appello, ha aggiunto, è dettato soprattutto dalla «brusca impennata delle temperature, che nel Mezzogiorno rende davvero difficile seguire le lezioni: oggi, in diversi centri, siamo abbondantemente oltre i 30 gradi».

Le parole di Salvini

Il sottosegretario leghista ha detto anche che «si potrebbe lasciare l’obbligo di indossare la mascherina solo quando ci si alza dal banco o si circola nei corridoi», perché «è ormai dimostrato che a scuola il rischio di contagio riguarda soprattutto le fasi di entrata e di uscita, non certo quando gli studenti sono seduti ognuno al proprio posto». A sostegno di Sasso erano arrivate anche le parole del segretario della Lega Matteo Salvini: «Più di 30 gradi in classe e obbligo di mascherina su bocca e naso per ore anche seduti al banco? Non ha senso, cambiamo questa regola inutilmente punitiva, lo meritano i bambini, lo chiedono genitori e insegnanti».

La proposta di Sasso ha incontrato il favore anche della Rete Nazionale Scuola in Presenza, che ha espresso «soddisfazione» per l’appello e ha fatto notare che «tutti i documenti pubblici sono sbilanciati verso il contenimento del contagio (alla ricerca di un velleitario rischio zero), mentre il problema ripercussioni è totalmente ignorato». La portavoce Maddalena Loy ha evidenziato che «le mascherine, soprattutto a scuola, sono state tolte ovunque tranne in Italia (alcuni Paesi non le hanno mai introdotte, altri le hanno chieste dai 12 anni: noi già dai 6 anni)».

L’obbligo delle mascherine a scuola

Le scuole, assieme ai mezzi pubblici, le strutture sportive al chiuso, i cinema e i teatri, sono rimaste tra i pochi luoghi in cui è vigore l’obbligo di mascherina, decaduto negli altri luoghi chiusi con il decreto entrato in vigore il primo maggio scorso.

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