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Scuola, è polemica sull’obbligo di mascherina. Salvini e Toti: «Regola inutile e punitiva»

Mentre all’estero si allentano gli ultimi obblighi, l’Italia rimane prudente. «Più di trenta gradi e obbligo di mascherina per ore anche se seduti al banco? Non ha senso»

Dopo il generale allentamento di norme anti Covid, gli istituti scolastici sono rimasti tra i pochi luoghi ancora soggetti a una delle principali restrizioni per combattere il virus. Sui banchi di scuola la mascherina va tenuta sempre, anche ora che le prime temperature quasi estive non rendono proprio facile la vita in classe di bambini e ragazzi. «Troppo caldo per la mascherina in classe. L’obbligo va abolito». Ad aprire la polemica per primo è il presidente della Liguria Giovanni Toti. «Presenteremo la proposta sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni», promette. Il leader della Lega Matteo Salvini va in pressing e rincara la dose: «Più di trenta gradi e obbligo di mascherina per ore anche se seduti al banco? Non ha senso. Cambiamo una regola inutilmente punitiva».


La scelta di mantenere l’obbligo di dispositivo in classe fino alla fine delle lezioni è stata presa lo scorso 1° maggio dal ministero della Salute sulla base di fattori di rischio considerati ancora troppo alti. Lo stesso ragionamento è stato fatto per i trasporti pubblici, dove la concentrazione di un alto numero di persone in un luogo chiuso avrebbe ancora potuto agevolare (in maniera temibile) la diffusione del virus. Ma ora, complici anche le temperature, alcuni esponenti del governo premono affinché la regola venga abolita. A rispondere alle richieste è stato però lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza: «Non sono valutazioni da affidare alla politica, a decidere sarà la scienza», chiarisce.


Bassetti: «Obbligo fuori dal tempo»

«L’Italia è l’ultimo e unico Paese in Ue ad avere ancora l’obbligo della mascherina a scuola. E’ anacronistico e fuori dal tempo». Ad avere le idee chiare sull’abolizione della mascherina in classe è anche il professor Matteo Bassetti. «E’ giusto portare avanti un obbligo quando siamo sicuri che ci sia una efficacia nel ridurre la trasmissione. Ma non è questo il caso», ha continuato l’esperto del San Martino di Genova. «Non è possibile stabilire se questi dispositivi di protezione abbiano effettivamente ridotto la trasmissione del virus. Lo dico perché non c’è nessuna evidenzia scientifica che lo abbia stabilito rispetto alla vaccinazione, al lavaggio delle mani o al distanziamento».

Andreoni: «Vanno ancora tenute. Non facciamo gli stessi errori»

«Capisco che mantenere la mascherina in classe è un sacrifico e un fastidio per i ragazzi ma durerà ancora poca più di un mese. Mollare proprio ora non vale la pena soprattutto perché la circolazione del virus è ancora alta e i decessi giornalieri superano quota 100. Non si scherza con questi numeri». L’invito di tenere il freno a mano tirato ancora per un po’ arriva dal primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Massimo Andreoni. «I giovani in questi ultimi mesi hanno giocato un ruolo nella trasmissione del virus, l’età media si è ridotta rispetto alle ondate precedenti», continua il professore, «quindi serve ancora molta cautela in questa fascia d’età. Aspettiamo a togliere la mascherina».

Secondo Andreoni «in questa pandemia sono stati commessi alcuni errori quando si è voluto prevenire, dando anche delle date, cosa sarebbe accaduto e cosa si sarebbe fatto. Ma in tutte le epidemie uno deve ragionare in funzione dei dati». E aggiunge: «Quando i dati lo permetteranno si faranno alcune scelte. Siamo già arrivati ad Omicron 5, la variabilità delle mutazioni di questo virus dovrebbe farci essere molto attenti nel non dargli terreno fertile per agire indisturbato».

Lo sguardo all’estero

La miccia della polemica non è stata accesa soltanto a causa delle alte temperature ormai arrivate. L’eco di quello che succede all’estero ha mobilitato alcuni esponenti del Paese che ora guardano alla Francia, per esempio, come modello da seguire. Nella giornata di ieri, 16 maggio, il governo di Macron ha deciso per l’abolizione delle mascherine sui mezzi pubblici. Senza contare la decisione presa in tutta Europa di eliminare il dispositivo anti Covid sia in aereo che negli aeroporti. Anche su quest’ultimo fronte l’Italia per ora rimane prudente, mantenendo l’obbligo di mascherina per gli aerei che arrivano dall’estero. Idem per i trasporti e infine per le scuole.

A questo proposito Toti si chiede ancora: «Come è possibile che gli studenti debbano indossarla in classe, anche mentre sono seduti distanziati nei banchi, e poi possano girare senza nei centri commerciali al chiuso, nell’ora dello shopping? Almeno nell’ultimo mese di lezioni, eliminiamo l’obbligo di mascherina a scuola». A sostenere la posizione anche il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso: «Il caldo e i dati dei positivi, in discesa renderebbero maturi i tempi per rivedere l’obbligo. Si potrebbe circoscriverlo solo al momento in cui ci si alza dal banco, si entra e si esce da scuola, le occasioni in cui si rischia maggiormente il contagio. La decisione finale spetta al ministro Speranza, che mi auguro si dimostri più in sintonia con il Paese reale».

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