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Draghi in Senato, Salvini: «No ad altre armi. Sia l’Italia a chiedere il cessate il fuoco»

Il leader leghista: «Aiutiamo quelli che scappano dalle bombe e dalle guerre vere, che non vanno confusi con chi la guerra ce la porta in Italia»

Dopo l’intervento del premier Mario Draghi che ha reso una informativa al Senato sulla situazione ucraina, in aula si sono affollati gli interventi. Tra i più attesi, Matteo Salvini che ha subito ringraziato Draghi per le parole «di pace, condivise da tutti. Chi continua a parlare solo di armi e guerra non fa il bene di nessuno, tantomeno dell’Italia: far cessare la guerra in Ucraina significa anche salvare molti posti di lavoro da noi». E ancora: «A chi rinnova l’invito a inviare altre armi e dice che al massimo gli operai italiani tireranno la cinghia, rispondo che io non ci sto». Poi le proposte del leader della Lega che vanno dall’intervento dell’Onu, assente, alle azioni che potrebbe fare il governo e quindi il premier Draghi: «Lei ha detto “sarebbe bello che Biden chiedesse a Putin lo sblocco dei porti ucraini per il trasporto del grano”, lo chieda lei. Si faccia lei tramite di questo piccolo grande gesto per scongiurare la catastrofe umanitaria».


Una catastrofe umanitaria che si somma, dice ancora Salvini, a quella che colpisce i profughi della guerra. Profughi, tiene a sottolineare, ben diversi da coloro che arrivano via mare in Italia: «Quelli che scappano dalle bombe e dalle guerre vere non vanno confusi con chi la guerra ce la porta in Italia». Tra le iniziative citate dal leader leghista l’idea che l’Italia, si faccia promotrice della richiesta di un cessate il fuoco di 48 ore con Francia, Germania e Santa sede, per avviare le trattative di pace. Ma in ogni caso, ha concluso l’esponente leghista, l’importante è che ad una tregua si arrivi in tempi brevi.


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