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Telefonata Draghi-Putin, il presidente del Consiglio: «Non ho visto spiragli di pace. Ho chiesto a Mosca di sbloccare il grano» – Il video

Draghi ha parlato in una conferenza stampa di 15 minuti a Palazzo Chigi: «A breve sentirò anche Zelensky»

Mario Draghi ha chiamato Vladimir Putin. A darne notizia sono il Cremlino, citato dall’agenzia di stampa russa Tass, e Palazzo Chigi. «Lo scopo era chiedere se si potesse far qualcosa per sbloccare il grano che oggi è nei depositi in Ucraina», ha spiegato Draghi, «perché la crisi alimentare che si sta avvicinando e in alcuni paesi africani è già presente avrà proporzioni gigantesche e conseguenze umanitarie terribili». Nella conferenza stampa a margine della telefonata, Draghi ha dichiarato che sentirà a breve anche il leader di Kiev Volodymyr Zelensky: «A me interessa vedere se si riescono a sbloccare questi enormi quantitativi di grano nei porti del Mar Nero». Ma quando gli è stato chiesto se ha intravisto spiragli di pace, Mario Draghi è stato lapidario: ha risposto seccamente che «la risposta è no».


Putin: «Non interromperemo le forniture di gas all’Italia»

Il presidente russo ha confermato al presidente del Consiglio italiano che la Russia ha intenzione di garantire «una fornitura ininterrotta di gas all’Italia ai prezzi fissati nei contratti». Secondo il Cremlino, Putin ha anche dichiarato che Mosca è pronta ad aiutare a risolvere la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni, ribadendo che se i negoziati sono sospesi è colpa di Kiev. E ha aggiunto che «la situazione è peggiorata anche a causa delle restrizioni anti-russe imposte da Stati Uniti e Unione Europea». Putin ha poi dichiarato che i problemi sorti sul fronte alimentare sarebbero dovuti ai blocchi nel funzionamento delle catene di produzione e di logistica. Tra i temi affrontati c’è stato anche quello del fronte caldo del Donbass. Il presidente russo è poi entrato nei dettagli sul fronte della sicurezza marittima «compresa l’apertura quotidiana di corridoi umanitari per l’uscita di navi civili dai porti dell’Azov e del Mar Nero, che è ostacolata dall’Ucraina».

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Fonte del video in copertina: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev