Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Ucraina, continua l’offensiva russa a Severodonetsk. Le imprese tedesche: no allo stop al gas di Mosca – Il live blog

Le notizie più importanti, mappe e approfondimenti a cura della redazione di Open

Nel 103esimo giorno della guerra in Ucraina gli Stati Uniti hanno avvertito 14 paesi che tre navi russe cariche di quello che viene definito come «grano ucraino rubato» sono dirette verso l’Africa. Ieri il presidente Zelensky ha visitato la città di Zaporizhzhia e ha incontrato gli sfollati di Mariupol, evacuati dalla città e dall’acciaieria Azovstal. Intanto ieri la Russia ha colpito Kiev con tre missili per la prima volta da più di un mese, mentre il presidente Vladimir Putin ha minacciato di colpire nuovi obiettivi se le nazioni dell’Occidente forniranno missili a lungo raggio a Kiev. L’Ucraina ha detto di aver ripreso il controllo di Severodonetsk, mentre l’operatore nucleare statale Energoatom ha accusato Mosca di aver lanciato missili vicino alla centrale di Mykolaiv.


13.15 – Mosca: «Se si daranno missili lanciarazzi a Kiev colpiremo il governo»

«La Russia potrebbe colpire infrastrutture ucraine e istituzioni del governo Kiev se all’Ucraina venissero consegnati lanciarazzi multipli a lungo raggio», ad annunciarlo è stato il capo della commissione Difesa della Duma.


12.00 – Colloquio Zelensky-Johnson: «Insieme per sbloccare i porti»

«Ho parlato con Boris Johnson. Abbiamo parlato della situazione al fronte». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky informa sul dialogo telefonico avuto con il primo ministro britannico. «Ho ricevuto la conferma di un nuovo pacchetto di sostegno alla difesa rafforzato per l’Ucraina», ha spiegato Zelensky, «si è sollevata la questione dell’intensificazione dei lavori sulle garanzie di sicurezza. Insieme alla Gran Bretagna stiamo cercando modi per evitare la crisi alimentare e sbloccare i porti».

11.30 – Media russi: accordo tra Mosca, Kiev e Ankara per il grano

Secondo quanto riferisce il quotidiano russo Izvestia ci sarebbe un accordo tra Mosca, Kiev e Ankara per far uscire il grano ucraino attraverso il porto di Odessa. Secondo la fonte di alto rango consultata dal giornale, lo schema preliminare sarà approvato tra l’8 e il 9 giugno durante la visita dei ministri russi degli Esteri e della Difesa in Turchia. Il piano prevederebbe l’intervento dei militari turchi per sminare l’area del porto e scortare le navi ucraine in acque neutrali, dove verrebbero prese in carico dalle navi russe e scortate sul Bosforo. 

Odessa

9.30 – Le imprese tedesche: no allo stop del gas russo

Il presidente della Confederazione delle associazioni datoriali tedesche ha messo in guardia il governo tedesco dall’imporre un embargo immediato sul gas russo, avvertendo che l’economia tedesca non è preparata a una simile mossa. Rainer Dulger si è unito a Georg Knill, presidente della Federazione dell’industria austriaca, nell’avvertire che un divieto affrettato di tutte le importazioni di gas russo potrebbe provocare un aumento dei prezzi, una flessione del settore manifatturiero e un blocco della produzione. L’Ue ha finora concordato un embargo sulle importazioni di carbone russo e un embargo parziale sulle importazioni di petrolio russo – ma, per ora, nessun embargo sul gas. Un embargo sul gas finirebbe solo per indebolire le economie tedesche e austriache, hanno sostenuto i due leader dell’industria, aggiungendo che un embargo sul gas potrebbe avere un impatto sui livelli di occupazione e persino sulle finanze “con cui rispettiamo i nostri obblighi internazionali”.

9.00 – Mosca: Kiev attacca il territorio russo

Il governatore della regione russa di Kursk, Roman Starovoit, ha riferito su Telegram che le forze ucraine hanno colpito con mortai la città di Tyotkino, causando solo danni materiali. Nello specifico, ha spiegato Starovoit, sono stati danneggiati un ponte, un edificio residenziale e una raffineria di zucchero. La regione di Kursk, al confine con l’Ucraina, denuncia spesso attacchi dell’artiglieria di Kiev.

8.30 – Esplosioni a Mykolaiv

Esplosioni sono state udite questa mattina a Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto su Telegram il sindaco, Alexander Senkevich, che ha invitato la popolazione ad andare nei rifugi. Lo riporta l’agenzia Unian. Questa mattina anche i residenti della vicina Cherson, già occupata dai russi, sono stati svegliati da esplosioni.

8.00 – Zelensky premia la Santa Sede

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ‘premiato’ con una onorificenza l’ambasciatore della Santa Sede a Kiev, il Nunzio apostolico monsignor Visvaldas Kulbokas. Il diplomatico vaticano – questo il motivo del riconoscimento – è tra i due ambasciatori che sono rimasti a Kiev anche nei giorni più duri dei bombardamenti. Lo riferisce l’ambasciatore ucraino presso la Santa sede Andrii Yurash.

7,30 – Continua l’offensiva russa su Severodonetsk

È ancora in corso l’assalto russo su Severodonetsk, nella regione di Lugansk, dove le forze armate di Mosca stanno lanciando colpi di mortaio e di artiglieria contro i soldati ucraini che difendono la città. Lo riferisce l’esercito ucraino, spiegando che nell’attacco russo sono anche state colpite le vicine città di Slovyansk, Lysychansk e Orikhove. Danneggiate, inoltre, infrastrutture nelle città di Metolkino, Borivske, Ustynivka e Toshkivka, secondo l’ultimo rapporto diffuso dallo stato maggiore delle forze armate ucraine. Le forze russe stanno anche bombardando le infrastrutture civili degli insediamenti di Chernihiv e Sumy, affermano i militari.

7.00 – 007 Uk: raid su Kiev per le armi dell’Occidente

L’intelligence britannica dice che i raid della Russia a Kiev servono a fermare le armi dall’Occidente. Mentre domenica 5 giugno le truppe russe hanno colpito con un raid missilistico la ferrovia a Kiev, «nel tentativo di interrompere la fornitura di materiale militare agli ucraini, il Donbass continua a essere teatro di pesanti combattimenti nella città di Severedonetsk e i russi continuano a spingere verso Sloviansk nel tentativo di accerchiare le forze ucraine», scrivono gli 007 Uk. Secondo i servizi segreti i russi «hanno probabilmente portato armi per la difesa aerea sull’Isola dei Serpenti, compresi i sistemi SA-15 e Sa-22. È probabile che queste armi siano state trasportate lì per assicurare la difesa aerea alle navi russe che operano intorno all’Isola dei Serpenti», si legge ancora nel bollettino. «L’attività della Russia sull’Isola dei Serpenti contribuisce al blocco della costa Ucraina e ostacola la ripresa del commercio marittimo, compresa l’esportazione del grano ucraino», concludono.

6.00 – La Casa Bianca: gli Usa con l’Italia per la pace

L’amministrazione Biden sostiene gli sforzi dei suoi alleati e partner, compresa l’Italia, per mettere fine alla guerra in Ucraina. Lo ha riferito all’agenzia di stampa Ansa un portavoce della Casa Bianca, rispondendo alla domanda su come il governo Usa considera la proposta italiana in quattro punti per il cessate il fuoco in Ucraina e per mettere fine al conflitto attraverso un accordo negoziato.

4.00 – Gli Usa: così la Russia ruba il grano dell’Ucraina

Gli Stati Uniti hanno avvertito 14 Paesi, in gran parte in Africa, che navi russe piene di quello che un cable del dipartimento di Stato americano definisce «grano ucraino rubato» potrebbero essere dirette verso di loro. Ora i paesi potranno decidere se beneficiare di possibili crimini di guerra e dare un dispiacere al potente alleato occidentale o rifiutare il grano a buon mercato in un periodo in cui il suo prezzo sta impennandosi e centinaia di migliaia di persone sono affamate. Lo scrive il New York Times.

Il cable diplomatico americano identifica per nome tre cargo russi sospettati di trasportare il grano. L’allarme lanciato da Washington rinforza le accuse del governo ucraino secondo cui Mosca ha rubato sino a 500 mila tonnellate del suo grano, per un valore di 100 milioni di dollari, trasferendolo nei porti in Crimea e poi caricandolo sulle navi.

2.00 – La Germania: sanzioni della Russia costeranno 5 miliardi

Il settimanale tedesco Welt am Sonntag scrive che le sanzioni della Russia contro Gazprom Germania e le sue sussidiarie potrebbero costare ai contribuenti e agli utenti tedeschi 5 miliardi di euro in più all’anno per pagare il gas sostitutivo. A maggio la Russia ha deciso di interrompere la fornitura a Gazprom Germania; da allora l’autorità di regolamentazione dell’energia tedesca Bundesnetzagentur ha dovuto acquistare gas sostitutivo sul mercato per adempiere ai contratti di fornitura con i servizi municipali e i fornitori regionali.

Welt am Sonntag riferisce che il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck stima che siano necessari 10 milioni di metri cubi in più al giorno, che attualmente costerebbero circa 3,5 miliardi di euro all’anno. Ulteriori costi derivano dal riempimento dell’impianto di stoccaggio del gas naturale di Rehden che Habeck ha ordinato mercoledì, ha affermato. Secondo il settimanale, i costi aggiuntivi verrebbero trasferiti ai fornitori di energia e ai clienti finali sotto forma di una tassa sul gas a partire da ottobre.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: