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Covid, frena la discesa dei casi: in crescita in 22 province. Gimbe: «Mascherine ai seggi per evitare i focolai» – Il monitoraggio

I nuovi casi calano del 7,8%, così come le terapie intensive (-11,7%) e quelli ordinari (-15,2%). I decessi scendono del 28,3%

Frena la discesa dei nuovi casi di Coronavirus. Che invece sono in controtendenza in 22 province. Mentre diminuiscono le terapie intensive, i ricoveri ordinari e i decessi. Questo rileva il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe. I nuovi casi calano del 7,8%, così come le terapie intensive (-11,7%) e quelli ordinari (-15,2%). I decessi scendono del 28,3%. Rispetto alla precedente rilevazione un calo anche gli attualmente positivi (628.977 contro 679.394), le persone in isolamento domiciliare (624.416 contro 674.025), i ricoveri con sintomi (4.342 contro 5.121) e le terapie intensive (219 contro 248).


Il calo di morti e ricoverati

Il monitoraggio Gimbe evidenzia un lieve incremento percentuale dei nuovi contagi in Veneto (+1%) e Friuli-Venezia Giulia (+1,6%) e una riduzione in tutte le altre Regioni: dal -3% della Sicilia al -32,8% della Valle D’Aosta. Rispetto alla settimana precedente in 85 Province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -0,3% di Parma al -35,2% di Aosta). Salgono invece da 2 a 22 le province in cui si rileva un aumento (dal +0,4% di Messina, Padova e Roma al +20,2% di Enna), in 7 casi superiore al 10%. In nessuna provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti, attestandosi tra gli 86 casi per 100.000 abitanti di Bergamo e i 374 di Cagliari.


«Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione – prosegue il calo del numero dei posti letto occupati da pazienti Covid sia in terapia intensiva (-11,7%) che in area medica (-15,2%)». I posti letto occupati al 7 giugno sono 219 in area critica e 4.342 in area medica. Al 7 giugno il tasso nazionale di occupazione è del 6,7% in area medica (dal 3,5% del Veneto al 16% della Calabria) e del 2,4% in area critica (dallo 0% di Basilicata e Valle D’Aosta al 5,1% del Molise). «Continuano a diminuire gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media giornaliera settimanale di 15 ingressi al giorno rispetto ai 20 della settimana precedente».

Il caso mascherine

«In un contesto epidemiologico che conta ancora oltre 600 mila positivi, numero peraltro largamente sottostimato, tenendo conto delle incertezze sulla prevalenza della variante BA.5 oltre che del basso numero di anziani e fragili coperti con la quarta dose – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe -. È prudente continuare ad indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati, indipendentemente dalla decisione del governo di prolungarne l’uso sui mezzi di trasporto». Va in questa direzione la forte raccomandazione all’uso della mascherina: «È fondamentale ridurre al minimo la probabilità di focolai nei seggi, oltre che innalzare il livello di protezione per anziani e fragili, che devono avere la possibilità di esercitare il loro imprescindibile diritto di voto in condizioni di massima sicurezza».

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