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Gas, anche domani flussi ridotti dalla Russia. Il governo valuta lo stato di allerta: convocato il Comitato di emergenza

17 Giugno 2022 - 20:50 Maria Pia Mazza
epa09620434 A power plant was pictured at sunrise in Chisinau, Moldova, 04 December 2021. After Moldova's gas crisis in October, on 29 November 2021, Gazprom and MoldovaGaz extended their old gas supply contract, but Moldova get a significant increase of price, set in the agreement to nearly 400 Euro for thousand cubic meters. From 01 November 2021, citizens pay 11.08 Lei RM for 1 cubic meter of gas (aprox 55 eurocents compared to 21 eurocents they have paid early), resulting in sudden price increases for thermal heat, electricity and all product categories.  EPA/DUMITRU DORU
Il punto per valutare le possibili contromisure è previsto per la metà della prossima settimana
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Gazprom continua a ridurre i volumi di gas verso l’Europa. Eni, stamattina, ha comunicato che a fronte di una domanda giornaliera di circa 63 milioni di metri cubi avrebbe ricevuto solo il 50% di quanto richiesto. Il taglio dei flussi di gas verso l’Italia proseguirà anche domani, 18 giugno, si legge sulla piattaforma tecnica del Gme. Una situazione che inizia a destare preoccupazioni e davanti alla quale il governo non intende farsi trovare impreparato. Mentre il ministero della Transizione Ecologica continua a monitorare la situazione con il Comitato d’emergenza, nei prossimi giorni potrebbe decidere di alzare il livello di crisi del sistema gasiero nazionale dal livello di «preallarme» a quello di «allarme» (quello successivo sarebbe lo stato di emergenza). Una valutazione è attesa a metà settimana.

Lo stato di «allarme» non porterebbe con sé misure eccezionali, come razionamenti, tagli o tetti massimi di consumo. Qualora dovesse scattare il livello di allarme, il Ministero guidato dal ministro Roberto Cingolani potrebbe chiedere a Snam, il principale trasportatore di metano in Italia, di chiedere a industrie selezionate di ridurre deliberatamente i propri consumi. Inoltre, qualora dovesse scattare lo stato di allerta, è previsto l’aumento della produzione di energia nelle centrali elettriche a carbone e l’aumento dell’import di gas da altri fornitori, tra cui l’Algeria, grazie anche ai recenti accordi firmati con il Paese per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici.

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