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Import parallelo e triangolazione di marchi: così la Russia aggira le sanzioni dell’Occidente

Un decreto di Putin dà il via all’importazione nella Federazione di prodotti e marchi. Anche in assenza dell’autorizzazione del produttore

La Russia sta aggirando le sanzioni dell’Occidente per la guerra in Ucraina. E lo sta facendo attraverso una triangolazione di marchi e l’import parallelo. Grazie a un decreto firmato da Vladimir Putin il 28 giugno scorso. Con il quale la Russia ha dato il via all’importazione nella Federazione di centinaia di prodotti e di marchi. Anche in assenza di un’autorizzazione del produttore o del detentore della proprietà intellettuale. Il meccanismo, di cui parla oggi Il Sole 24 Ore, ha permesso il ritorno di iPhone e altri prodotti Apple nei negozi russi. La stessa cosa sta succedendo con Samsung. Mentre la Russia si prepara a un’invasione: quella dei marchi cinesi. Che copriranno per il 90% le richieste di mercato secondo un report di Marvel, uno dei distributori di elettronica più importanti della Russia.


L’aggiramento e l’uso degli intermediari

Le merci vengono messe regolarmente in circolazione nei paesi di origine. E poi importate in Russia. Anche attraverso la triangolazione con altri paesi che fanno da intermediari. Per le autorità russe in questo modo pur non avendo seguito i consueti canali di distribuzione saranno esentati da responsabilità civili o penali. Purché, sottolinea il ministero, non si tratti di merce contraffatta. Lo schema dell’import parallelo, che tra l’altro è autorizzata in paesi come Stati Uniti e Regno Unito, non riuscirà a coprire del tutto il fabbisogno di importazioni tecnologiche della Russia. Anche perché i tempi e i tragitti di consegna si amplieranno.


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