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L’ultimo scontro Calenda-Fratoianni. Il leader di SI: «Impensabile riproporre l’agenda Draghi». Calenda al Pd: «C’è qualcosa di credibile?»

Durante un incontro a Marina di Pietrasanta, Fratoianni ha chiesto di tenere Draghi fuori dalla campagna elettorale: «Draghi, due giorni fa, ha detto che l’agenda Draghi non esiste. Siccome non è in campagna elettorale, consiglierei a tutti di non tirarlo per la giacchetta tutti i giorni»

Scontro a distanza tra Nicola Fratoianni e Carlo Calenda, dopo la rottura del patto di coalizione di Azione con i dem e i partiti della coalizione di centrosinistra. Il segretario di Sinistra Italiana, intervenendo alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, ha dichiarato: «Draghi, due giorni fa, ha detto che l’agenda Draghi non esiste. Siccome non è in campagna elettorale, consiglierei a tutti di non tirarlo per la giacchetta tutti i giorni». Il leader del del fronte rosso-ecologista ha poi sottolineato che «quell’agenda era il frutto di una mediazione fra la destra e chi non è di destra». E Fratoianni ha poi espresso perplessità: «Difficile pensare che l’agenda di un governo che li tiene insieme tutti e due sia la piattaforma per il futuro». In tutta risposta, su Twitter, il leader di Azione ha ripreso le dichiarazioni di Fratoianni, richiamando all’attenzione anche +Europa e il Partito Democratico, e ha commentato: «Ecco. Così sarebbe stata tutta la campagna elettorale». E Calenda ha infine rilanciato: «Esiste qualcosa di vagamente credibile in tutto ciò? Corrisponde a quanto abbiamo raccontato? Rifletteteci due minuti con calma».


Fratoianni sull’alleanza con il M5s

Quanto alla possibilità di riaprire a un’alleanza con il M5s, anche alla luce del dissenso interno espresso dai vertici della Segreteria nazionale di SI, Fratoianni ha risposto:«Non lo so, dobbiamo chiederlo a loro, io non cambio idea: penso che in una campagna elettorale che precipita, con una crisi di governo andata oltre le intenzioni dei protagonisti. E di frotte a una destra che parte in vantaggio, io dico che anche battere la destra è un programma». Al momento, però, l’opzione è stata rigettata sia da Conte, sia da Letta.


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