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Da Ancona via alla campagna elettorale di Meloni: «Posso guidare il governo». E sul video di Piacenza: «Non ho ragione di scusarmi»

La leader di FdI è tornata anche sulla polemica relativa alle “devianze giovanili”: «Da piccola sono stata obesa e bullizzata, figuriamoci se posso considerare deviato chi è obeso»

«Non mi glorificate, è riservato a un altro». Giorgia Meloni, salendo sul palco di piazza Cavour ad Ancona, nelle Marche, davanti a una folla di sostenitori che la acclamano e la applaudono, inizia con una battuta la sua campagna elettorale, in vista delle elezioni del 25 settembre. Dopo essere stata accolta da scroscianti applausi al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, la leader di Fratelli d’Italia ha infatti deciso di iniziare il suo tour elettorale dal capoluogo delle Marche, nella regione guidata da Stefano Acquaroli, uno degli amministratori più vicini alla leader di FdI, e considerata una delle principali roccaforti del partito. Una decisione non casuale quella di iniziare dal capoluogo marchigiano, come spiegato anche da Meloni stessa sul palco. «Ho voluto cominciare questa campagna elettorale da qui per ricordare che a differenza di quello che si dice molto spesso nei salotti, nei talk, in certa stampa che parla solo a se stessa e cioè che Fratelli d’Italia non avrebbe una classe dirigente adeguata a governare la nazione – ha spiegato Meloni sul palco -. Noi abbiamo dimostrato in territori, come la Regione Marche, come la classe dirigente di Fratelli d’Italia sia perfettamente in grado di dare risposte che la sinistra non è stata in grado di dare per decenni».


Durate il comizio, durato circa un’ora, la leader di Fratelli d’Italia ha detto di non avere nulla di cui scusarsi per la pubblicazione sui suoi canali social del video della violenza sessuale ai danni di una donna 55enne avvenuta a Piacenza nei giorni scorsi: «Non ho nulla di cui scusarmi, il video di Piacenza l’ho preso da un giornale. Non ho parlato con questa persona, e non avrei pubblicato qualcosa che potesse farla riconoscere». E Meloni incalza: «I politici non fanno da cassa di risonanza: la cassa di risonanza ce l’hanno i media che fanno informazione. Io ho condiviso un video totalmente oscurato pubblicato da un quotidiano italiano (e io mi fido della stampa italiana), per commentare una notizia data non da me». La leader di FdI ha poi aggiunto: «Quando il Pd ha pubblicato senza oscurare le immagini della morte di Alika (l’ambulante ucciso durante un pestaggio in strada a Civitanova Marche, ndr), e la famiglia disse che per loro vedere quelle immagini era stato drammatico, perché allora il problema non è stato posto? Non ho ragione di scusarmi, ho espresso solidarietà».


Meloni: «Da piccola sono stata obesa e bullizzata, figuriamoci se posso considerare deviato chi è obeso»

Meloni è poi tornata sulla polemica, in particolare con il segretario del Pd Enrico Letta, relativa a un post sulle cosiddette devianze giovanili, spiegando: «Per devianze si intende quello che dicevo: abuso di sostanze stupefacenti, abuso di alcol, tutto il tema del bullismo, la microcriminalità, tutto il tema dei disturbi del comportamento alimentare, tema sentitissimo anche tra i nostri giovani». E ancora: «Quando ho detto disturbi del comportamento alimentare, “la Meloni dice che gli obesi sono dei deviati: figuratevi se io che sono stata obesa e sono stata anche bullizzata per questo da ragazzina posso considerare che l’obeso è un deviato. Però io voglio cercare di aiutare chi ha dei disturbi del comportamento alimentare ad affrontare questa materia. A me che cosa m’ha salvato? Mi ha salvato lo sport, perché lo sport salva un sacco di gente. Si può dire o non si può dire?»

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