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Austerity, il piano per il risparmio idrico ed energetico nelle case oggi sul web: «Ma c’è il rischio razionamento»

Il decreto ministeriale in arrivo. Il governo Draghi chiederà di risparmiare sull’acqua corrente, di usare le lampadine al led e di tagliare il gas per la cucina. Ma c’è chi dice che non basterà

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani renderà pubblico oggi il piano di risparmio idrico ed energetico per ridurre i consumi nelle abitazioni. A farlo sapere è il Corriere della Sera, che precisa che il “Piano di risparmio gas relativo al settore civile, abitativo, residenziale, sia pubblico che privato” già illustrato nei giorni scorsi durante il consiglio dei ministri sarà pubblicato sul web. Il principio cardine: da ottobre, negli edifici pubblici e nei condomini, i termosifoni si accenderanno per un’ora e con un grado in meno. Ma ai cittadini il governo Draghi chiederà anche di risparmiare sull’acqua corrente, di usare le lampadine a led e di risparmiare il gas mentre si cucina. Grazie ai piccoli espedienti già illustrati dal premio Nobel Parisi e dallo chef Antonello Colonna.


Il decreto ministeriale

Il regolamento diventerà un decreto ministeriale. Ovvero un atto amministrativo emanato da un ministro nell’esercizio della sua funzione e nell’ambito delle materie di competenza del suo dicastero. Quello della Transizione Ecologica. E, come ha spiegato lo stesso Cingolani durante il Cdm, conterrà anche un “contatore” dei risparmi. Ovvero per ogni azione indicata nel vademecum sapremo quanti metri quadri di metano si potranno risparmiare. Con l’obiettivo (ambizioso) di arrivare a 5,5 miliardi. Pronta anche la campagna di sensibilizzazione per la sobrietà energetica. Per il piano per le aziende invece si attende il confronto con Confindustria. Con un occhio anche a quanto sta succedendo in Europa: il price cap potrebbe infatti costituire l’ultima goccia che fa traboccare il vaso di Putin.


A quel punto, con la chiusura definitiva di tutti i rubinetti verso l’Europa, il piano potrebbe non bastare. E secondo un esponente del governo citato dal quotidiano servirebbero direttamente i razionamenti. D’altro canto la battaglia per il price cap è nata su impulso italiano. Cingolani lo aveva proposto nell’ottobre 2021, ovvero dopo la prima fiammata dei prezzi dell’energia a causa dell’inflazione. Con lo scoppio della guerra in Ucraina il premier Draghi ha portato l’argomento all’attenzione dell’Unione Europea. E oggi, secondo le indiscrezioni, saranno proprio i meccanismi proposti dall’Italia a finire nel piano di von der Leyen e dell’Ue che verrà discusso dai ministri dell’energia europei il 9 settembre.

«Solo 45 giorni di scorte»

Intanto c’è chi fa i conti in tasca proprio al piano Cingolani. «Con gli stoccaggi e gli approvvigionamenti di gas attuali le aziende fornitrici non sono in grado di fornire il gas a tutti i propri clienti e riusciranno a coprire il fabbisogno energetico invernale per un periodo non superiore ai 45 giorni, dopo di che sarà il caos, con pesanti razionamenti, case gelate e stop alle attività per industrie e imprese», sostiene Assoutenti. Secondo la quale i depositi di gas coprono il 20% circa del fabbisogno annuale del nostro paese, e attualmente gli stoccaggi si sono fermati a all’82,56%, circa 15 miliardi di metri cubi a disposizione di famiglie e imprese. A fronte di consumi di gas che, nella stagione invernale, sfiorano i 400 milioni di metri cubi al giorno.

Il presidente dell’associazione Furio Truzzi invita il governo a «dire la verità e fare una vera operazione “glasnost” rendendo pubblico quanto gas le aziende hanno acquistato e a che prezzo, e dicendo chiaramente quale è la reale situazione del gas in Italia e le misure che intende adottare per far fronte all’emergenza». E questo perché nei prossimi giorni le aziende energetiche dovranno comunicare ad Arera le proprie disponibilità di gas: «Così scopriremo che molte di queste andranno verso il default. E non saranno in grado di erogare gas ai propri clienti anche a causa dei prezzi insostenibili dell’energia».

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