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L’atleta iraniana Elnaz Rekabi è agli arresti domiciliari per aver gareggiato senza il velo. Il post su instagram: «Grazie per il supporto»

Secondo una fonte della Bbc la scalatrice era stata minacciata dopo aver disobbedito alla legge islamica

«Ringrazio sinceramente tutti coloro che sono venuti in aeroporto ad accogliermi, vi voglio bene», così la scalatrice iraniana Elnaz Rekabi, che aveva gareggiato a Seul senza indossare il velo, ha scritto sui social dopo che è stata diffusa la notizia che sarebbe stata messa agli arresti domiciliari. Ad annunciare della custodia della 33enne è stata infatti una fonte informata informata dei fatti alla Bbc Persian, che ha spiegato come l’atleta sarebbe stata messa sotto pressione per fare una «confessione forzata» al suo rientro dai Campionati asiatici di arrampicata sportiva a Seul. La 33enne è diventata nota alle cronache di tutto il mondo per aver disobbedito alle legge islamica che in Iran prevede l’obbligo alle donne di indossare il velo anche all’estero quando lo si rappresenta in via ufficiale. Il video che aveva ripreso la sua arrampicata senza hijab fece per questo il giro del web, diventando ben presto simbolo di rivendicazione perché arrivava nel pieno delle proteste a Teheran per la 22enne uccisa, Mahsa Amini. Tornata in patria, la scalatrice è stata accolta all’aeroporto come un’eroina da una grande folla.


«È stata costretta a dire che le era caduto il velo»

Successivamente però Rekabi fece una dichiarazione precisando che il velo le era caduto «inavvertitamente». Un messaggio che la fonte della Bbc ha definito obbligato: «Le autorità hanno minacciato di sequestrare i beni della sua famiglia se non avesse rilasciato la dichiarazione», spiega. Infatti, la Federazione dell’alpinismo iraniana avrebbe minacciato di confiscare proprietà dell’atleta per un valore di quasi 350.000 dollari. La Bbc fa inoltre notare come la ragazza al suo rientro fosse vestita con una felpa con cappuccio e un cappellino da baseball nero. Gli stessi abiti con cui è stata vista il giorno seguente quando ha incontrato il ministero dello Sport iraniano. Questo elemento fa sorgere il sospetto che Rekabi in quel frangente non sia mai tornata a casa. Secondo quanto riporta la Bbc infatti la giovane sarebbe stata trattenuta in una stanza del Comitato olimpico nazionale iraniano da quando è tornata fino a quando a incontrato il ministro. Nel frattempo, Rekabi avrebbe dato un assegno di 35.000 dollari alla Federazione.


Il post su Instagram

Elnaz Rekabi a poche ore di distanza dalla notizia dei suoi arresti ha scritto un post sul suo profilo Instagram in cui ringrazia pubblicamente tutto il popolo dell’Iran, «atleti e non atleti», e il loro supporto nella comunità internazionale. E si è detta «infinitamente grata» per quello che ha conquistato fino ad oggi.

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