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Camera, inizia il dibattito tra i deputati per la fiducia al governo Meloni – La diretta

I lavori dell’Aula proseguono in attesa della votazione che si terrà questa sera, alle ore 19

Dopo che Giorgia Meloni è ritornata da Palazzo Madama – dove si era recata per consegnare il testo delle dichiarazioni programmatiche che farà domani, 26 ottobre – è ripresa la seduta di Montecitorio. I deputati hanno espresso la posizione personale e dei rispettivi gruppi riguardo al discorso fatto in Aula dal presidente del Consiglio. Riccardo Ricciardi, il primo a parlare del Movimento 5 stelle, ha annunciato l’opposizione del suo partito al governo Meloni: «La Resistenza ha costruito questa nazione e una menzione per quei giovani forse poteva farla – ha detto in un passaggio il vicepresidente del Movimento -. Avremo l’onestà intellettuale di fare davvero sempre il bene degli italiani in Italia e in Europa, ha concluso, in riferimento al voto contrario alla fiducia che esprimeranno i grillini. Dopo di lui, per il gruppo Lega, ha parlato Jacopo Morrone. Il deputato della maggioranza, tra le altre cose, ha sottolineato la necessità di tornare a riformare la Giustizia. Per il Partito democratico, ha preso la parola la capogruppo del Partito democratico: «Una donna presidente del Consiglio è un fatto storico, ne sono lieta. Coltivo però l’idea che il “tetto di cristallo” di cui lei ha parlato si chiuda per una politica del suo governo che già scorgiamo, con donne dedite solo a famiglia e figli. Speriamo di sbagliarci. Se questi timori dovessero concretizzarsi troverà in parlamento una opposizione fermissima». Nell’ordine, poi, sono intervenuti Lorenzo Cesa (Noi moderati), Riccardo Magi (+Europa), Wanda Ferro (Fratelli d’Italia).


Enrico Costa, deputato di Azione ed ex ministro per gli Affari regionali, ha chiarito che l’opposizione del suo gruppo sarà senza pregiudizi. Giorgio Mulè ha sottolineato nel suo intervento l’importanza del gruppo di Forza Italia, partito «fondatore del centrodestra» italiano. «Noi di Forza Italia, che di questo centrodestra siamo i fondatori e i continuatori grazie alla visione attualissima di Silvio Berlusconi, le diciamo con cristallina lealtà che sì, saremo convintamente al suo fianco, ma non presteremo mai il fianco all’accusa di tergiversare o di piegarci ai compromessi sui temi delle riforme. Il coraggio non ci difetta, è verissimo, giustissimo. Mi permetta di aggiungere una parola: osi e miri alla luna perché anche se sbaglieremo atterreremo sulle stelle e, mi creda, non sarà poco». Per l’alleanza Verdi-Sinistra, ha parlato Aboubakar Soumahoro: «Ricordatevi che la Costituzione ha dietro ogni articolo centinaia di giovani morti per la Resistenza. Per questo, al nostro Paese, serve una politica sia partigiana sia patriottica. L’Italia ha bisogno del patriottismo solidale, sociale, non individualista». In chiusura, Soumahoro ha voluto porre l’attenzione sui diritti dei migranti con questa frase: «Italiani si nasce, ma anche italiani si diventa. Non per questo si è meno italiani». A seguire, sono intervenuti Vannia Gava (Lega), Franco Manes (Misto), Pino Bicchielli (Noi moderati), Vittoria Baldino (M5s), Augusta Montaruli (Fdi), Arturo Scotto (Pd) e Catia Polidori (Fi).


Giulia Pastorella, del Terzo polo, ha assicurato che il suo gruppo non farà «un’opposizione a prescindere». Stefano Candiani, dopo di lei, ha assicurato che «il governo andrà avanti con equilibrio, senza fratture ideologiche e con il pragmatismo. Servono riforme vere». Tra le urgenze, il deputato leghista ha indicato le riforme della scuola, degli enti locali, lo sblocco dei cantieri. Marco Grimaldi, parlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra, ha incentrato il suo intervento sull’occupazione: «Nessuno dovrebbe lavorare per meno di 1.200 euro al mese», ha dichiarato, elencando tra le sue proposte anche quella di ridurre l’orario di lavoro mantenendo la parità salariale ed equiparare il congedo parentale a quello delle madri. Martina Semenzato (Noi moderati) Edmondo Cirielli (Fdi) e poi Federico Cafiero De Raho (M5s).

In aggiornamento

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