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Van Gogh imbrattato, pugno duro della procura di Roma: indagate le attiviste del blitz. Rischiano fino a 5 anni – Il video

All’estero gli autori di azioni simili a quella di Ultima generazione a Roma sono stati tutti arrestati sul posto. In Olanda, chi ha partecipato all’azione dimostrativa contro La ragazza con l’orecchino di perla è stato condannato a un mese di carcere

La procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sull’attacco delle attiviste per l’ambiente di Ultima Generazione al Seminatore di Van Gogh in mostra a Palazzo Bonaparte che è stato imbrattato con una zuppa di verdura apparentemente senza subire danni, poiché protetta da una lastra di vetro. I pm romani contestano alle due attiviste che hanno partecipato al blitz i reati di deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici, accuse che in caso di condanna possono arrivare a cinque anni di reclusione. Ultima Generazione aveva definito l’accaduto «un grido disperato e scientificamente fondato, che non può intendersi come semplice vandalismo». Opposta la replica del ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano: «I reati contro i beni culturali sono puniti gravemente e gli autori sono perseguibili penalmente», aggiungendo che «attaccare l’arte è un atto ignobile che va fermamente condannato. La cultura, che è alla base della nostra identità, va difesa e protetta, non certo utilizzata come megafono per altre forme di protesta».


Le azioni legali contro gli attivisti esteri

L’attacco è il primo di questo tipo in Italia. A luglio due attivisti di Just Stop Oil si erano incollati al vetro protettivo della Primavera di Botticelli nella galleria degli Uffizi, a Firenze, senza però versarvi sopra nessuna sostanza. All’estero, però, sui quadri sono state tirate varie pietanze: zuppa di pomodoro contro i Girasoli di Van Gogh, a Londra; purè di patate su Il Pagliaio di Monet, a Potsdam, in Germania; e salsa di pomodoro contro la Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, all’Aia. In quest’ultimo caso, gli i pm olandesi erano intenzionati a punire gli attivisti con quattro mesi di reclusione, ma la giudice responsabile del caso ha deciso che un mese sarà sufficiente. Così da non scoraggiare proteste future. Le autorità tedesche, invece, hanno immediatamente arrestato gli attivisti che hanno attaccato il Pagliaio, su di loro pendono le accuse di danneggiamento e violazione di proprietà privata, ma al momento non ci sono notizie di un’incriminazione definitiva. Anche per le attiviste di Londra non si è svolto un processo ma le due ragazze sono state arrestate per «danno criminale e violazione di proprietà privata aggravata».


Video-copertina:  Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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