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L’Ucraina e l’ipotesi Nato di fermare la controffensiva dopo Cherson: «Trattare è un regalo a Putin»

Podolyak: il cessate il fuoco per la Russia è una pausa tattica per rinforzarsi. Vale la pena un regalo del genere a Mosca?

C’è un’ipotesi che circola in ambienti Nato sulla guerra in Ucraina che prevede il cessate-il-fuoco dopo la riconquista di Cherson. Nei giorni scorsi si è parlato di pressioni della Casa Bianca su Kiev per una trattativa di pace. Ma l’Ucraina non sembra volerla. Il consigliere del presidente Zelensky Mikhailo Podolyak la rigetta completamente in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica. Nella quale spiega che «trattare con Putin vorrebbe dire arrendersi. E noi non gli faremo mai questo regalo». Podolyak spiega che «non sono in corso negoziati tra Russia e Paesi occidentali per l’Ucraina. I nostri partner aderiscono al principio del “nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina”. E poi nessuna delle parti sarebbe in grado di garantire l’attuazione degli accordi, senza il supporto del popolo ucraino». E questo perché «qualsiasi accordo con Putin comporterebbe la resa di territori e rafforzerebbe le altre autocrazie. Trattare con Putin è un biglietto di sola andata verso un mondo in cui il diritto internazionale non funziona più, in cui conta la forza e la forza sono le armi nucleari. E perché pagare un tale prezzo, se Putin non rinuncia all’idea di distruggerci? Il cessate il fuoco per la Russia è una pausa tattica per rinforzarsi. Vale la pena un regalo del genere a Mosca?». Il consigliere di Zelensky sostiene anche che il clima non influenzerà la capacità dell’Ucraina di condurre le ostilità. E risponde anche sull’espropriazione delle azioni dell’oligarca Kolomoisky: «Il presidente non ha alcuna relazione con lui o con altri uomini d’affari. È un mito creato dagli oppositori durante le elezioni del 2019. Fortune e influenze degli oligarchi sono solo diminuite».


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