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Non ci sono prove? A smentire il sottosegretario Gemmato sui vaccini anti Covid-19 è un report dell’Istituto Superiore di Sanità

Non si può dire che Marcello Gemmato sia un No Vax, tuttavia ha fornito un “boost” all’area contraria ai vaccini ignorando le prove fornite dall’Iss

Nel corso della trasmissione di Rai2 “Restart“, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha messo in dubbio l’efficacia dei vaccini anti Covid-19 nell’affrontare la Pandemia Covid-19. Lo ha fatto contestando l’affermazione di Aldo Cazzullo «senza vaccini sarebbe stato magari peggio», facendo intendere che non vi siano prove a sostegno della stessa: «Questo lo dice lei, non abbiamo l’onere della prova inversa… Ma io non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini». Come vedremo, i dati ci sono e sono quelli forniti dall’Istituto Superiore di Sanità. C’è da dire che Marcello Gemmato, fin dal 2020, ha difeso la campagna vaccinale anti Covid-19. Lo ha fatto difendendo pubblicamente l’infermiera Claudia Alivernini attaccata dai No Vax. Lo ha fatto chiedendo all’Anci di snellire le procedure burocratiche per consentire a medici e farmacisti di somministrare i vaccini. Non mancano certamente le polemiche, come nel video del 2021 intitolato «Vaccinazioni e pensiero unico» dove sosteneva l’importanza della somministrazione ai soggetti fragili ponendo il dubbio quella sui più giovani. Nel gennaio 2022, Gemmato sosteneva la dose booster preferendo l’uso del vaccino Janssen. Elementi che non fanno di lui un No Vax come quelli assai noti negli ambienti, ma c’è da dire che la sua recente dichiarazione televisiva ha dato un boost all’area contraria ai vaccini.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità

L’intervento di Gemmato fa intendere che non ci siano prove che confermino l’efficacia dei vaccini nel corso della pandemia Covid-19. I dati ci sono, pubblicati ad esempio dall’Istituto Superiore di Sanità in un report annunciato nel comunicato stampa del 13 aprile 2022 dal titolo «Covid19: in Italia grazie a vaccini evitati 8 milioni di casi e 150mila morti»:

La campagna vaccinale contro il COVID-19 in Italia ha permesso di evitare circa 8 milioni di casi, oltre 500.000 ospedalizzazioni, oltre 55.000 ricoveri in terapia intensiva e circa 150.000 decessi. La stima, che si riferisce al periodo tra il 27 dicembre 2020, data di inizio della campagna vaccinale, e il 31 gennaio 2022, è riportata nel rapporto “Infezioni da SARS-CoV-2, ricoveri e decessi associati a COVID-19 direttamente evitati dalla vaccinazione” appena pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità.

L’obiettivo del rapporto pubblicato ad aprile, come riportato nello stesso, è quello di «stimare il numero di “eventi” (infezione sintomatica o asintomatica o ricovero in qualsiasi reparto o in terapia intensiva o decesso associati a SARS-CoV-2) evitati direttamente dalla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 da gennaio 2021 alla fine di gennaio 2022». L’analisi, seppur non esente da limiti, riporta la seguente conclusione:

In conclusione, in Italia, durante il 2021 e gennaio 2022, la vaccinazione anti Covid-19 ha permesso di ridurre significativamente l’impatto della pandemia in termini di morbilità e mortalità, permettendo un importante allontanamento dalle misure restrittive nella seconda metà dell’anno.

Il “boost” per le aree No Vax

Nel corso della trasmissione aveva dichiarato di non cadere «nella trappola» di schierarsi «a favore o contro i vaccini». Di fatto, l’intervento ha fornito un “boost” per le aree No Vax, le quali oggi si sentono rappresentate dall’esponente di Fratelli d’Italia. Nei canali Telegram contrari alla vaccinazione anti Covid-19 non mancano le condivisioni del video e gli elogi per le sue parole.

Bisognerà comprendere come il seguente messaggio, diffuso dall’ufficio del sottosegretario Gemmato a seguito delle polemiche sul suo intervento a Rai2, verrà accolto dagli stessi No Vax:

Sono stupefatto dalle strumentalizzazioni che l’opposizione sta montando in queste ultime ore in merito ad alcune mie dichiarazioni rilasciate ieri alla trasmissione Re Start di Rai 2. Ho sempre sostenuto la validità dei vaccini e la capacità che hanno di proteggere soprattutto i più fragili: come Sottosegretario alla Salute ed esponente di FdI voglio sgombrare il campo da interpretazioni faziose e ideologiche. L’attività parlamentare di questi anni testimonia in maniera limpida e coerente la posizione mia e di FdI. Siamo passati dall’emergenza alla convivenza con il virus anche grazie ai vaccini, adesso è tempo di guardare avanti.

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