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Usa, la giornalista Jean Carroll denuncia Trump per violenza sessuale e diffamazione

I fatti isalirebbero a 27 anni fa. L’editorialista ha citato a giudizio l’ex presidente sulla base di una legge statale che consente alle vittime di stupro di fare causa anni dopo la violenza subita

La giornalista statunitense Jean Carroll ha denunciato l’ex presidente Donald Trump per diffamazione e violenza sessuale. L’editorialista di lunga data per la rivista Elle aveva accusato Trump di stupro tre anni fa e lo scorso settembre aveva annunciato la sua intenzione di citarlo a giudizio sulla base dell’Adult Survivors Act, ovvero una legge statale – entrata in vigore ieri, giovedì 24 novembre – che consente alle vittime di stupro di fare causa anni dopo la violenza subita. L’avvocato di Jean Carroll ha, così, depositato elettronicamente i documenti legali, dove ha chiesto un risarcimento – come scrive il Washington Post – nei confronti della sua assistita per «dolore e sofferenza, traumi psicologici, perdita della dignità e danni alla reputazione».


Il racconto

I fatti relativi alla denuncia risalirebbero a 27 anni fa quando Carroll avrebbe incrociato l’ex presidente degli Stati Uniti nel grande magazzino Bergdorf and Goodman sulla Fifth Avenue. Secondo il racconto della giornalista, Trump le avrebbe chiesto aiuto per trovare un regalo a una donna, invitandola a provarsi della lingerie in un camerino, quando la situazione precipitò. «Chiuse la porta del camerino e mi spinse contro la parete, colpendomi alla testa molto forte. Mise la bocca sulle mie labbra, e un attimo dopo, ancora vestito in abito da lavoro, camicia, giacca, cravatta e cappotto, si abbassò la cerniera dei pantaloni», aveva raccontato Jean Carroll tre anni fa.


Le denunce

Alla denuncia per la presunta violenza, Carroll ne ha aggiunta un’altra per diffamazione, dopo che l’ex presidente l’ha accusata di mentire quando ha reso pubbliche le sue accuse per la prima volta nel 2019. Trump avrebbe, infatti, definito le accuse di Carroll «una bufala e una menzogna» sul suo social network Truth. L’avvocato di Trump Alina Habba giovedì scorso ha dichiarato ai media statunitensi che, «pur rispettando e ammirando le persone che si fanno avanti, questo caso è purtroppo un abuso dello scopo di questa legge e corre il rischio di delegittimare la credibilità delle vittime reali».

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