Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniScontriUcraina
ATTUALITÀBolletteGoverno MeloniPolitiche ambientaliSiccitàUltima Generazione

Ultima Generazione sfida il governo sul reato di imbrattamento: «Non ci spaventano: fanno a gara per punirci, ma ignorano siccità e bollette»

11 Aprile 2023 - 19:06 Redazione
A moment of the demonstrative action organized by Ultima Generazione (Last Generation) activists in the Barcaccia fountain at the Spanish Steps in Rome, Italy, 01 April 2023. Three Last Generation activists poured vegetable charcoal-based liquid into the basins of the fountain to denounce the fact that government policies are insufficient to contain global warming. ANSA/ VINCENZO LIVIERI
Il commento degli eco-attivisti alla proposta di una maxi-multa contro le loro azioni: «Se prendono provvedimenti del genere è perché si sentono minacciati»
Google Preferred Site

«Perché non mettono altrettanta solerzia nel togliere i finanziamenti pubblici alle compagnie che lucrano sul gas e non lo investono per creare nuovi posti di lavoro e rendere socialmente sostenibile la transizione energetica?». Non indietreggiano gli attivisti climatici di Ultima Generazione, divenuti celebri per le loro azioni dimostrative in cui imbrattano statue e opere d’arte. Al consiglio dei ministri di oggi si discuterà anche di un disegno di legge per punire i cosiddetti «eco-vandali». La bozza del documento prevede una maxi multa che va da 20mila a 60mila euro. «Sono da un lato molto triste e dall’altro molto contenta di questo nuovo ddl pensato per fermare il movimento eco-climatico», ha commentato Maria Letizia, attivista di Ultima Generazione. «È molto triste vedere che i partiti di governo stanno gareggiando tra loro per punire chi imbratta in modo temporaneo opere d’arte e monumenti anziché preoccuparsi di immigrazione, siccità, bollette», aggiunge la giovane attivista.

«La repressione non ci spaventa»

L’accusa di Ultima Generazione al governo è chiara: secondo gli attivisti, si preferisce criminalizzare chi protesta anziché prendere misure serie contro la crisi climatica. «Questo governo non vuole aprirsi al dialogo e non ha a cuore le famiglie, che pagheranno sempre più cara la frutta e il riso e tutto il cibo, in una estate che sarà torrida e arida e dura da superare», attacca Maria Letizia. Che poi si chiede: «Perché la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non accetta un tavolo di lavoro per affrontare in modo strutturale il problema dello stravolgimento del clima e della siccità? Lei non è Mosè, ma può salvare il suo popolo». Accanto alla rabbia, però, c’è anche un po’ di soddisfazione. «Se sentono di dover prendere provvedimenti del genere, è perché la disobbedienza civile sta funzionando e si sentono minacciati – spiega la giovane attivista -. La repressione è la prima risposta a ciò che non si vuole ascoltare. Noi siamo preparati alla repressione e non ci spaventa. Non possiamo fermarci, il clima non si ferma».

Credits foto: ANSA/ VINCENZO LIVIERI

Leggi anche: