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Quando Beppe Grillo incontrò Gianroberto e Davide Casaleggio: «La nostra prima proposta la rifiutò»

22 Gennaio 2024 - 06:04 Redazione
Beppe Grillo (L) poses with Davide Casaleggio (R) before the meeting in Alessandria, Italy, 14 April 2018. Beppe Grillo and Davide Casaleggio met after Beppe Grillo show in Alessandria.
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Il figlio del co-fondatore M5s parla del padre e del garante grillino
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Era il 2004. Davide e Gianroberto Casaleggio erano andati a uno show di Beppe Grillo a Livorno. Alla fine dello spettacolo l’incontro dietro le quinte. Vent’anni fa la Casaleggio Associati stava nascendo e l’altro socio forte era Luca Eleuteri. «Aveva un pubblico che era rimasto quello degli Anni ’90 e volevamo capire come la Rete avrebbe potuto rivoluzionare anche il mondo dello spettacolo, aprendo nuove platee», ricorda Davide. Ma l’allora comico non era poi così convinto: «Gli facemmo una prima proposta per curare il suo blog, che Grillo rifiutò. Noi allora rilanciammo, offrendoci di curare gratuitamente il blog in cambio di poter definire e curare con lui un nuovo show. E fu l’inizio». Davide parla oggi del padre e del Garante del M5s in un’intervista al Corriere della Sera.

La partecipazione dal basso di facciata

Nel frattempo, dice a Emanuele Buzzi, i rapporti con Grillo si sono raffreddati (eufemismo). Gianroberto è morto e con lui se ne è andata la creatura che i due avevano contribuito a costruire partendo da un blog e dai Meetup. Il Movimento si è staccato dalla Casaleggio Associati dopo tanti anni di contrasti sulla gestione. «Quello di mio padre e di Beppe non esiste più», ha detto tante volte. Mentre Giuseppe Conte vuole un partito del ‘900: non c’è più una partecipazione dal basso se non di facciata. Davide dice che tutto si è rovinato perché «la politica non giova agli affari». Intende dire che l’azienda ha perso soldi, molti soldi, per anni a causa dell’impegno con i grillini: «Il 2023 è stato un buon anno, il primo in assoluto dopo la fine dell’esperienza». Dell’azienda rivendica il ruolo pioneristico: «Noi abbiamo cercato di dare ai nostri clienti un contributo importante per comprendere l’utilizzo della Rete e nuovi modelli di business».

L’e-commerce, il mainstream, l’Ia

E ancora: «Abbiamo anticipato tendenze mainstream come le potenzialità dell’e-commerce e dei social media, abbiamo fatto il primo report sull’AI, l’Intelligenza Artificiale e il suo impatto sui modelli di business, nel 2017. Lo abbiamo fatto sempre in ottica divulgativa e per i nostri clienti. Ora a ripensarci, avrei dato vita a qualche start up in più, anche se da un anno abbiamo dato vita a Camelot, una benefit corporation che realizza voti e assemblee digitali per aziende, scuole e associazioni puntando non solo ai dividendi degli azionisti, ma soprattutto all’impatto sociale». Poi ricorda la prima ovazione ricevuta dal padre: «Mi ricordo quando nel 2007 al VDay a Bologna, davanti alla piazza piena disse: “Mi sembrava di aver scritto solo qualche post”. Sosteneva che se uno lavora con passione i frutti arrivano a prescindere, il risultato è la passione stessa».

Il ricordo

L’associazione SUM tornerà a ricordarlo anche quest’anno a Ivrea il 13 aprile. Ma Casaleggio è proiettato sul futuro prossimo: «L’AI è una novità destinata a rivoluzionare il mondo come la stampa o l’elettricità. Solo che queste due invenzioni hanno avuto decine di anni per diffondersi a livello sociale. L’AI invece può agire nell’Infrastruttura digitale già esistente e ha un impatto immediato. Serve un ripensamento globale, se uno Stato limita l’uso dell’AI le imprese si muoveranno fuori dai suoi confini».

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