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Non era assenteismo, all’ex vigile che timbrava in mutande vanno 227mila euro dal Comune di Sanremo

13 Febbraio 2024 - 16:52 Redazione
Il fermo immagine tratto da un video diffuso il 22 ottobre 2015 dalla Guardia di Finanza mostra un assenteista del Comune di Sanremo mentre timbra il cartellino. Blitz della GdF al Comune di Sanremo nell'ambito di un'inchiesta per assenteismo, Sono 195 le persone indagate dalla procura di Imperia nell'indagine per assenteismo nel Comune di Sanremo. Di queste 35 sono agli arresti domiciliari, otto hanno l'obbligo di firma e 75 hanno ricevuto l'avviso di conclusione indagini. Dieci sono i funzionari. Tra gli indagati anche un vigile urbano. Per loro le accuse sono, a vario titolo, truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. ANSA/ GUARDIA DI FINANZA   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
Intento a timbrare il cartellino senza pantaloni, la sua immagine finì su tutti i giornali per dimostrare il presunto assenteismo dei dipendenti del comune di Sanremo. Ma in realtà l'agente della municipale, nel corso del processo, ha dimostrato tutt'altro
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Tutti si ricorderanno quella immagine. Un dipendente comunale, intento a passare il badge, senza pantaloni. La sua foto girò ovunque, scatto simbolo dell’operazione “Stachanov” della Guardia di Finanza, avvenuta nel 2015, che mise sotto accusa i dipendenti comunali di Sanremo, con l’ipotesi del reato di truffa ai danni dello Stato per assenteismo sul posto di lavoro e irregolare timbratura del cartellino. Per quella operazione l’ex agente della polizia municipale Alberto Muraglia venne licenziato. Ma oggi, dopo la revoca del licenziamento in Corte di Appello, non solo il Comune è stato condannato reintegrare il vigile sul posto di lavoro ma, in aggiunta, dovrà risarcirne i danni. Sanremo sborserà 227.443,36 euro al “vigile in mutande” in attesa della sentenza in Cassazione.

Il vigile in mutande sì, ma perché lavorava in anticipo

Nella lunga vicenda processuale secondo l’accusa Muraglia, dopo aver timbrato in mutande sarebbe poi tornato a casa a dormire invece di prendere servizio. Ma il suo legale, l’avvocato Alessandro Moroni, dimostrò invece che l’agente in realtà iniziava a lavorare addirittura in anticipo. Nominato custode del mercato ortofrutticolo di Sanremo, Muraglia si svegliava tutte le mattine alle 5.30 per aprire i cancelli del mercato e controllare che gli spazi fossero vuoti per i banchi degli ambulanti, poi andava a prendere servizio alle 6 in qualità di vigile urbano. Il compito di custode lo svolgeva per avere in cambio l’alloggio a titolo gratuito nello stabile del mercato, senza ricevere alcuna remunerazione in denaro. Per risarcire il vigile il Comune, che nel frattempo ha presentato ricorso per Cassazione, ha dovuto riconoscere un debito fuori bilancio, la cui approvazione è stata demandata al Consiglio comunale, che si riunirà venerdì prossimo.

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