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Garlasco, lo sfogo di Sempio: «Preoccupato per i miei genitori, non per l’indagine». Giovedì ai periti i reperti di casa Poggi per l’incidente probatorio

10 Giugno 2025 - 17:12 Cecilia Dardana
garlasco sempio
garlasco sempio
Si tratta del materiale da analizzare nell'incidente probatorio, che si terrà il 17 giugno. Servirà per svolgere degli accertamenti irripetibili
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Giovedì 12 giugno i periti nominati dal gip pavese Daniela Garlaschelli, ritireranno i reperti da analizzare nell’ambito dell’incidente probatorio disposto nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, che vede indagato Andrea Sempio, l’amico del fratello della ragazza, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Indagine che sta esplorando un pista alternativa a quella per cui Alberto Stasi ha quasi finito di espiare una pena a 16 anni di carcere.

Cosa succede giovedì 12 giugno

Denise Albani, genetista borsista presso il laboratorio di Genetica forense dell’Università Tor Vergata di Roma, e Domenico Marchigiani, perito dattiloscopico, si recheranno di mattina nella caserma dei Carabinieri di via Moscova e nel pomeriggio all’istituto di medicina legale di Pavia. All’operazione, atto preliminare agli accertamenti irripetibili che inizieranno il 17 giugno, parteciperanno anche i consulenti delle parti interessate al procedimento. Intanto, vanno avanti le indagini del nuovo filo di inchiesta. Proprio ieri, lunedì 9 giugno, i Ris sono tornati a casa della famiglia Poggi per ricostruire ex novo in 3D la scena del crimine. Nel frattempo, si ristudiano gli alibi di tutte le persone che frequentavano la casa. E proprio su questo interviene anche il padre di Andrea Sempio, che, intervistato dall’inviato di Chi l’ha visto?, ribadisce: «Mio figlio era a casa con me».

Le preoccupazioni di Sempio

Intanto Andrea Sempio, su cui si sono accesi i riflettori per la terza volta e che oggi è indagato, non si dice preoccupato per l’indagine in sé ma ma per i suoi genitori. Nonostante questo, e la pressione mediatica sul caso, Sempio sta, per quanto gli è possibile, cercando di vivere una vita normale con l’accortezza di stare lontano dalle telecamere e dai giornalisti.

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