Hamas consegna altre 4 salme degli ostaggi, Israele chiude il valico di Rafah e taglia gli aiuti: «Finché non avremo tutti i corpi» – La diretta

All’indomani della storica firma della «Dichiarazione di Trump per la pace» a Sharm el-Sheikh la situazione in Medio Oriente sta ancora tentando di assestarsi su un qualche equilibrio. Dopo il lungo discorso di Donald Trump alla Knesset, il parlamento israeliano, e lo scambio di ostaggi e prigionieri, nei prossimi giorni dovrebbero prendere il via i negoziati per la seconda fase del piano proposto dalla Casa Bianca. Ma i dubbi e i punti non risolti – dal disarmo di Hamas alla soluzione a due Stati – sono molti.
Abu Mazen condanna le esecuzioni sommarie compiute da Hamas
L’ufficio di Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, ha condannato le esecuzioni sommarie e di massa compiute da Hamas e documentate a Gaza nei giorni scorsi. Nella dichiarazione si parla di «crimini efferati», che non hanno giustificazione e riflettono l’insistenza di Hamas nel governare attraverso la forza e il terrore. Il presidente dell’Anp dichiara, inoltre, che «queste violazioni devono essere fermate immediatamente» e che «il ripristino della legge e delle legittime istituzioni del popolo palestinese a Gaza è l’unico modo per porre fine allo stato di caos e ricostruire la fiducia nazionale».
Hamas ha consegnato altre 4 salme alla Croce Rossa
Quattro bare con le salme di altrettanti ostaggi deceduti sono state consegnate da Hamas a Israele. Lo annunciano in una nota congiunta l’Idf e lo Shin Bet. I mezzi degli operatori sono in viaggio verso le forze dell’Idf e dell’Isa nella Striscia di Gaza.
La Croce Rossa: «Una sfida enorme restituire i corpi degli ostaggi»
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha dichiarato che ci vorrà del tempo per consegnare i resti degli ostaggi uccisi durante la guerra, definendola una «sfida enorme» data la difficoltà di trovare corpi tra le macerie di Gaza. Lo riportano i media internazionali. «È una sfida ancora più grande del rilascio delle persone vive. È una sfida enorme», ha affermato il portavoce del Cicr, Christian Cardon, aggiungendo che potrebbero volerci giorni o settimane e che esiste la possibilità che non vengano mai ritrovate.
Trump: «Se Hamas non rinuncia alle armi, ci penseremo noi»
«Se Hamas non rinuncia alle armi, ci penseremo noi». Lo ha detto Donald Trump. «Lo faremo velocemente e forse con violenza», ha aggiunto il presidente Usa.
Trump in pressing su Hamas sulle salme degli ostaggi
Donald Trump chiede il ritorno delle salme degli ostaggi di Hamas. «Il lavoro non è terminato», ha scritto il presidente in un post su Truth. «La fase due inizi adesso per favore», ha aggiunto.
Israele: «Il valico di Rafah resterà chiuso oggi e domani»
Israele ha deciso di chiudere, da domani, 15 ottobre, il valico di Rafah, al confine sud della Striscia di Gaza con l’Egitto, e di ridurre il transito di aiuti umanitari fino a quando non avrà ricevuto da Hamas i corpi degli ostaggi deceduti. Lo riferisce l’emittente televisiva israeliana Channel 13, secondo cui, con l’attuazione di questa decisione, la leadership politica di Israele ha seguito le raccomandazioni degli apparati di sicurezza che consigliavano di imporre sanzioni al gruppo islamista palestinese Hamas in caso di mancato rispetto delle clausole dell’accordo per il cessate il fuoco.
Dopo il rilascio di 20 ostaggi vivi, Hamas avrebbe dovuto consegnare i corpi di 28 ostaggi, ma ne ha restituiti soltanto quattro. All’origine della mancata consegna di 24 salme vi sarebbe la difficoltà a trovarli a causa dei bombardamenti dei mesi scorsi, che Hamas aveva segnalato più volte. Una difficolta confermata anche dalla Croce Rossa.
Non è la prima volta che Israele utilizza la «politica» del blocco degli aiuti alla popolazione stremata. Diverse organizzazioni internazionali, dalla Caritas all’Unrwa, in questi mesi hanno accusato Israele di usare «la fame della popolazione come arma di guerra».
Famiglie degli ostaggi a Witkoff: «Fare di tutto per restituzione corpi»
Il Forum delle famiglie degli ostaggi israeliani ha scritto una lettera all’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medioriente Steve Witkoff, esortandolo a intervenire dopo che Hamas ha restituito solo quattro dei 28 corpi degli ostaggi deceduti che si ritiene si trovassero ancora Gaza. Le famiglie ringraziano Witkoff per il suo lavoro sull’accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi, ma aggiungono: «Ciò che temevamo ora sta accadendo davanti ai nostri occhi».
«Solo quattro corpi sono tornati a casa. Solo quattro famiglie potranno portare i loro cari alla dignitosa sepoltura che meritano e iniziare a trovare una conclusione. Com’è possibile? Come possiamo accettare che gli altri rimangano indietro?», affermano nella lettera. «Chiediamo di fare tutto il possibile e di non lasciare nulla di intentato nel chiedere ad Hamas di rispettare la sua parte dell’accordo e di riportare a casa tutti gli ostaggi rimasti», aggiungono. Lo riporta il Times of Israel.
Dalla Turchia nave di 900 tonnellate di aiuti
Una nave carica di 900 tonnellate di aiuti umanitari destinati alla popolazione civile della Striscia di Gaza sta prendendo il largo dal porto di Mersin, nel sud della Turchia. «La nave del bene», questo il nome della missione umanitaria voluta dal governo presidente turco Recep Tayyip Erdogan, specchio della solidarietà di un intero Paese, compatto nel sostenere la causa palestinese. In base a quanto reso noto la nave contiene beni di prima necessità e medicinali, non materiale da costruzione o container. A coordinare l’enorme opera di raccolta e carico della nave la protezione civile statale turca Afad; al varo è intervenuto il ministro degli Interni Ali Yerlikaya, fedelissimo di Erdogan. La nave è diretta al porto egiziano di El Arish e da lì verrà poi portata a Gaza attraverso il confine di Karim Abu Salem.
Egitto, selezionati 15 palestinesi per amministrare Gaza
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha dichiarato all’Associated Press prima del vertice di ieri che sono stati selezionati 15 tecnocrati palestinesi per amministrare Gaza nel dopoguerra. Ha affermato che i loro nomi sono già stati approvati da Israele. «Dobbiamo impiegarli per occuparsi della vita quotidiana della popolazione di Gaza, e il Consiglio di pace dovrebbe sostenere e supervisionare il flusso di finanziamenti e denaro che arriveranno per la ricostruzione di Gaza», ha affermato, riferendosi a un consiglio che governerebbe Gaza e sarebbe presieduto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Abdelatty ha precisato che il comitato di 15 membri è già stato approvato anche da tutte le fazioni palestinesi, compresa Hamas che «non ha alcun ruolo nel periodo di transizione. Si sono impegnati in tal senso. Ecco perché stanno lavorando a un comitato amministrativo palestinese da impiegare per prendersi cura della vita quotidiana della popolazione di Gaza».
Israele consegna alla Croce rossa salme 45 prigionieri palestinesi
La Croce rossa ha ricevuto dalle forze armate israeliane i corpi di 45 prigionieri palestinesi. Lo riferisce l’emittente panaraba satellitare di proprietà qatariota «Al Jazeera», citando fonti mediche. In Israele ci sono ancora centinaia di corpi, compresi quelli dei terroristi che presero parte al massacro di due anni fa, riferiscono i media.
Corce Rossa e Onu: «Aprire tutti i valichi»
Le Nazioni Unite e il Comitato Internazionale della Croce Rossa hanno chiesto «l’apertura di tutti i valichi di frontiera per Gaza, per consentire l’ingresso degli aiuti disperatamente necessari nel territorio palestinese devastato dalla guerra». È ciò che gli operatori umanitari, incluso il Cicr, hanno chiesto nelle ultime ore: garantire che, a causa dell’enorme necessità, «tutti i punti di ingresso possano essere aperti», ha dichiarato a Ginevra il portavoce della Croce Rossa Christian Cardon. Il portavoce dell’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, Jens Laerke, ha aggiunto: «Abbiamo bisogno che siano tutti aperti»
Ricostruzione di Gaza, Onu: «Pronti 70 miliardi»
La promessa di Trump di ricostruire la Striscia di Gaza è stata colta al volo da numerosi Paesi. A riferirlo è un funzionario del Programma dell’Onu per lo sviluppo, secondo cui gli Stati Uniti e i governi di altre nazioni arabe ed europee si sarebbero detti disponibili a contribuire al finanziamento dell’operazione, con un costo stimato di almeno 70 miliardi di dollari. «Abbiamo già ricevuto ottime indicazioni», ha dichiarato Jaco Cilliers.
Iniziano gli sgomberi a Gaza: «Distrutto l'80% degli edifici»
Sono iniziate le prime operazioni di sgombero nella Striscia di Gaza. Si procede però a rilento data la presenza di ordigni inesplosi e il continuo ritrovamento di corpi sepolti dalle rovine. Secondo l’Undp, il Programma dell’Onu per lo sviluppo, si conterebbero almeno 55 milioni di tonnellate di macerie. E circa l’80% degli edifici in tutta la Striscia sarebbe distrutto o danneggiato, percentuale che sale al 92% a Gaza City.
Idf identifica salme di due ostaggi, uno era musicista rapito al Nova Festival
Le prime salme degli ostaggi sono arrivate in Israele. Due sono già stati identificati: sarebbero il musicista Guy Iloz, rapito da Hamas al Nova Festival e morto per le ferite riportate in un ospedale, e lo studente nepalese Bipin Joshi. Altri due copri sarebbero in mano all’Idf ma non sarebbero ancora stati riconosciuti.
Israele ad Hamas: «Entro oggi la riconsegna dei corpi degli ostaggi»
Parte dell’accordo di mutuo scambio di prigionieri e ostaggi era anche la riconsegna da parte di Hamas dei corpi di circa 26 ostaggi morti nella Striscia di Gaza negli ultimi due anni. Il gruppo armato palestinese aveva chiesto dieci giorni per poter localizzare tutte le salme ma Tel Aviv vuole accelerare le operazioni. Avrebbe infatti fissato a oggi il termine ultimo per la restituzione dei cadaveri, essendo convinta che già ieri Hamas avesse in mano alcuni corpi ma si sia rifiutato di consegnarli.
Trump ammette: «Ricostruiremo Gaza. Due Stati? Alcuni ne vogliono uno solo»
Di rientro dall’Egitto in America, Donald Trump ne ha approfittato per improvvisare un botta e risposta con i giornalisti a bordo del suo Air Force One. «Stiamo parlano di ricostruire Gaza», ha assicurato. Si è poi soffermato sulla questione dei due Stati: «Non sto parlando di uno Stato unico, di uno Stato doppio o di due Stati. Molte persone apprezzano la soluzione di uno Stato unico. Alcune persone apprezzano la soluzione di due Stati. Vedremo». L’accordo firmato a Sharm el-Sheikh, come sottolinea il Guardian, sull’eventuale creazione di uno Stato palestinese è «estremamente vago», facendo riferimento solo alla continuazione di una «visone globale di pace, sicurezza e prosperità condivisa nella regione».
Sette palestinesi uccisi dall'Idf, sei colpiti da un aereo: «Non si erano fermati all'alt»
Nelle ultime ore sarebbero 7 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano, nonostante l’accordo di pace e lo scambio di prigionieri. A riferirlo sono i media palestinesi. Un uomo, Khalid Barbakh, sarebbe stato colpito dalle colpi di arma da fuoco di alcuni soldati dell’Idf mentre questi ispezionavano la sua abitazione, nel centro di Khan Younis. Altri sei sono invece stati uccisi da un aereo a Gaza City. Secondo Times of Israel, i tre si erano avvicinati a piedi a un manipolo di soldati varcando la «Linea Gialla» che demarca la zona che in base all’accordo di cessate il fuoco è rimasta temporaneamente in mano all’esercito israeliano. Non essendosi fermati all’«alt» dei militari, sono stati colpiti e uccisi. Secondo i media palestinesi, quel gruppetto di persone stava andando a ispezionare quanto rimaneva delle loro case nel quartiere di Shuja’iyya.
Israele ha liberato 55 operatori sanitari, erano tra i prigionieri rilasciati ieri
La liberazione dei 20 ostaggi israeliani, in cambio di circa 1.950 prigionieri palestinesi, è stato l’atto che ha aperto la giornata di lunedì 13 ottobre, poi conclusa con l’ufficialità dell’accordo. Secondo Al Jazeera, tra i palestinesi rilasciati ci sarebbero 55 operatori sanitari tra cui 24 infermieri, 7 medici e 2 paramedici. Almeno 44 di loro «sono stati rapiti dalle forze di occupazione israeliane dagli ospedali in cui lavoravano», sostiene Healthcare Workers Watch. Altri 115 operatori sarebbero ancora detenuti in Israele.
