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Ue e G7 frenano gli Usa sull’Ucraina, domani colloqui con Rubio e Witkoff a Ginevra. Trump: «Il piano? Non è definitivo» – Il video

22 Novembre 2025 - 20:13 Alba Romano
I leader di 13 Paesi firmano una nota congiunta per chiedere modifiche al piano di pace con la Russia. E il leader Usa apre uno spriaglio

Le idee messe nero su bianco da Donald Trump per la pace in Ucraina possono ancora cambiare? È quanto ha lasciato intendere stasera lo stesso presidente Usa. Alla domanda dei giornalisti se il piano Usa in 28 punti fosse da considerarsi definitivo, Trump ha risposto con un secco «no». Resta immutabile invece l’obiettivo Usa, quello cioè di porre fine al conflitto «in un modo o nell’altro. Stiamo cercando di chiuderla. Dobbiamo farla finita». Spiragli pur flebili di trattativa dunque per l’Ucraina, che domani siederà al tavolo con gli Usa in Svizzera sui «possibili parametri del futuro piano di pace», come ha annunciato oggi il segretario del Consiglio di sicurezza di Kiev Rustem Umerov. A guidare la delegazione ucraina, il cui mandato è stato approvato oggi da Volodymyr Zelensky, sarò il suo braccio destro Andriy Yermak. Per gli Stati Uniti ci saranno invece il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff, mano principale dietro al documento presentato nei giorni scorsi. I colloqui si svolgeranno domenica a Ginevra. Fonti governative tedesche hanno precisato che al tavolo siederanno pure i consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Gran Bretagna e Germania. Fonti diplomatiche di Roma hanno però fatto sapere che alle consultazioni prenderà parte anche il consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, Fabrizio Saggio, che ha lasciato appositamente i lavori del G20 in corso a Johannesburg. «I nostri rappresentanti sanno come proteggere gli interessi nazionali dell’Ucraina e di cosa c’è bisogno esattamente per evitare che la Russia conduca una terza invasione», ha detto Zelensky oggi in un videomessaggio. Ieri aveva usato toni ben più drammatici, ammettendo che il Paese sarà costretto a scegliere nei prossimi giorni se perdere «la dignità o un alleato chiave, gli Usa».

L’ultimatum di Trump e l’intervento dei leader di Ue e G7

Dopo aver rotto gli indugi e formalizzato la proposta – preparata nelle scorse settimane dall’inviato Usa Steve Witkoff con il rappresentante russo Kirill Dmitriev – Donald Trump ieri ha dato a Kiev un vero e proprio ultimatum: dovrà dare risposta sull’accettazione del piano entro giovedì 27 novembre, giorno del Thanksgiving negli Usa. Una ghigliottina sulla testa dell’Ucraina, ma pure della sicurezza europea. A cercare di mantenere un equilibrio difficilissimo tra difesa di Kiev e alleanza con gli Usa di Trump sono infatti pure i leader europei e degli altri Paesi del G7. Dopo essersi riuniti oggi a margine del G20 a Johannesburg, in Sudafrica, i 13 leader hanno diffuso un comunicato congiunto che lascia trasparire tutte le preoccupazioni di queste ore: «Accogliamo con favore i continui sforzi degli Usa per portare la pace in Ucraina. La bozza iniziale del piano in 28 punti include elementi importanti che saranno essenziali per una pace giusta e duratura. Riteniamo pertanto che la bozza costituisca una base che richiederà ulteriore lavoro», si legge nel comunicato. Tradotto, andrà adeguatamente rivista per scongiurare la capitolazione di Kiev. Prosegue la nota in equilibrio sul burrone diplomatico-militare: «Siamo pronti a impegnarci per garantire che una pace futura sia sostenibile. Siamo chiari sul principio che i confini non devono essere modificati con la forza. Siamo inoltre preoccupati per le limitazioni proposte alle forze armate ucraine, che renderebbero l’Ucraina vulnerabile a futuri attacchi». Infine, la richiesta di un posto al tavolo di ogni trattativa che riguardi Kiev, oggi e domani. «Ribadiamo che l’attuazione degli elementi relativi all’Unione Europea e alla Nato richiederebbe il consenso rispettivamente dei membri dell’Ue e della Nato. Cogliamo l’occasione per sottolineare la forza del nostro continuo sostegno all’Ucraina. Nei prossimi giorni continueremo a coordinarci strettamente con l’Ucraina e gli Stati Uniti».

Il vertice straordinario Ue e la posizione di Meloni

La dichiarazione è co-firmata dal presidente francese Emmanuel Macron, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, dalla premier italiana Giorgia Meloni, del Regno Unito Keir Starmer, di Spagna Pedro Sánchez, dei Paesi Bassi (uscente) Dick Schoof, d’Irlanda Micheal Martin, del Canada Mark Carney, del Giappone Sanae Takaichi e della Norvegia Jonas Gahr Støre e dal presidente finlandese Alexander Stubb insieme col presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. A rendere l’idea dell’allarme nelle capitali europee, è poi arrivata anche la notizia della convocazione da parte di Costa di una riunione straordinaria dei leader dei 27 sull’Ucraina. Si terrà lunedì a margine del vertice tra l’Unione europea e l’Unione africana. «L’Italia è pronta a collaborare con i suoi partner europei e americani per raggiungere una pace giusta» in Ucraina, aveva sottolineato Meloni stamattina intervenendo alla prima sessione di lavoro del G20 a Johannesburg. A proposito del conflitto in corso tra Mosca e Kiev, la presidente del Consiglio ha parlato di «ingiustificata guerra di aggressione russa contro l’Ucraina». Per quanto riguarda il ruolo dell’Italia, Meloni ha ricordato che «sta già contribuendo in Medio Oriente a raggiungere un risultato fragile ma comunque molto importante» e intende fare la sua parte anche per porre fine al conflitto russo-ucraino.

Crosetto: «Piano duro e con alcuni punti inaccettabili»

Se Giorgia Meloni si mantiene cauta e prudente, lo stesso non si può dire per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che proprio nelle scorse ore ha criticato in modo ben più netto la proposta di pace di Trump. «Il piano proposto è a mio avviso molto duro nei confronti dell’Ucraina e contiene punti che penso non potranno mai essere accettati, ma lo considero il punto di inizio di una trattativa che tutti auspichiamo e per la quale tutti dobbiamo impegnarci senza tregua», scrive Crosetto sul suo profilo X. E aggiunge: «L’ho detto ieri e lo ribadisco oggi: Trump ci ha ormai fatto capire, con i dazi, con Gaza ed in molti altri scenari, quale sia la sua tattica: provoca, blandisce, forza, accarezza un giorno, schiaffeggia quello successivo».

Foto copertina: ANSA/Filippo Attili | La presidente del Consiglio Giorgia Meloni atterrata a Johannesburg alla vigilia del summit dei leader del G20

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