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Le elezioni in Veneto e la doccia fredda per Giorgia Meloni, si riapre la partita per la Lombardia

24 Novembre 2025 - 18:54 Sofia Spagnoli
giorgia meloni alberto stefani
giorgia meloni alberto stefani
Stando alla seconda proiezione di SWG, la Lega raggiunge il 36,4%, mentre Fratelli d’Italia si attesta intorno al 17,5%.

Sembrava che l’appuntamento delle elezioni regionali in Veneto dovesse segnare il definitivo sorpasso di Fratelli d’Italia sulla Lega. Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, che riesce a imporre un candidato leghista ma senza riuscire a contenere il trauma per gli elettori dell’addio a Luca Zaia. Per il partito guidato da Giorgia Meloni molti avevano ipotizzato la conquista della terra del doge. Ma questo slancio non si è concretizzato: stando alla seconda proiezione di SWG sui risultati delle liste, la Lega (con Zaia capolista) raggiunge il 36,4%, mentre Fratelli d’Italia si attesta intorno al 17,5%.

I risultati alle europee del 2024

Alla luce dei risultati delle Europee del 2024, il sorpasso di Fratelli d’Italia in Veneto era stato dato per plausibile: in quell’occasione, sebbene si trattasse di elezioni con dinamiche diverse da quelle regionali, FdI aveva conquistato il 37,58%, mentre la Lega si era fermata al 13,15%. Ma anche alle politiche del 2022 il partito di Meloni aveva ottenuto risultati migliori rispetto alla Lega, con il 32,7% contro il 14,5% del Carroccio.

Il fattore Zaia c’è ancora

A incidere sul risultato del Carroccio è stato certamente il fattore Zaia, tutt’altro che tramontato, che anche dopo 15 anni gode di un ampio consenso tra i veneti. Per esempio, se si guardano i dati delle regionali in Veneto del 2020, la lista Zaia aveva ottenuto il 44,57% delle preferenze, mentre la Lega si era fermata al 16,92%. Questo dimostra che, già allora, una parte significativa degli elettori del Carroccio preferiva votare direttamente per il governatore piuttosto che per il partito. È evidente, quindi, che molti di questi elettori si siano convinti a sostenere la Lega in questa tornata elettorale.

Lombardia nel 2028 nelle trattative

E non è detto che la partita si chiuda qui: questo risultato potrebbe riaprire gli accordi pre-elettorali che i partiti di maggioranza avevano stilato prima della sfida in Veneto. Un punto su tutti: la Lombardia a Fratelli d’Italia. Durante le pre-trattative, la Lega di Salvini, per garantirsi la possibilità di scegliere il candidato in Veneto, era stata costretta a cedere a FdI il diritto di decidere il candidato lombardo del 2028. Una concessione che aveva subito provocato tensioni interne al Caroccio: a opporsi in prima linea il segretario regionale Alessandro Romeo. Oggi, alla luce dei risultati di FdI, è probabile che i lumbard non vogliano più rinunciare alla Lombardia. E il dossier potrebbe tornare presto sul tavolo.

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