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Bene Gigi D’Alessio, Noyz Narcos e la coppia Venerus/Angelina. Che noia Paradiso, sempre uguale a se stesso – Le recensioni

30 Novembre 2025 - 15:01 Gabriele Fazio

Gigi D’Alessio – Nuje

Il nostro parere è che per un certo periodo pubblico e critica abbiano provato ad allontanare Gigi D’Alessio dal suo posto, imperatore assoluto del neomelodico, uno dei pochi ad essere riuscito a farlo digerire al pubblico mainstream. Naturalmente questo lo ha messo sotto i riflettori, in pasto ai radical chic più tormentati, che lo hanno definito (o perlomeno c’hanno provato) nella nostra storia del pop come un artista scarso, poco raffinato, da popolino ignorante. Questo perché in pochi si sono presi il disturbo di andarsi a scovare le origini del neomelodico, questa affascinante visione del pop, questa traduzione italiano-napoletano della canzonetta ultraromantica.

Re Gigi oggi, grazie allo sdoganamento totale del dialetto napoletano, può riabbracciare se stesso e lo fa con un disco che ci riporta ai suoi primi album. Nuje non è solo un disco puramente neomelodico, ma lo è soprattutto e fieramente. È un disco in cui la melodia, appunto, la fa da padrona, in cui D’Alessio si fa narratore di storie, intime, difficili, sempre chiare ed ispirate. La poetica non è altissima, non si resta freddati da complessi rondò di metafore e colpi di tacco, si punta tutto su energia, semplicità ed emozioni; ma si punta forte e si punta bene. Fondamentalmente dipende tutto dalla propria sensibilità, per dire, a noi Nun ciò può dicere c’è piaciuta assai e, al di là del titolo, oggettivamente di una retorica rabbrividente, anche Un selfie con la vita non ci è dispiaciuta. Bene anche l’esperimento world di Diamanti e oro, ma anche Cattiveria e gelosia e Rosa e lacrime.

In realtà tutti i singoli brani del disco sono quadrati e riuscitissimi, frutto di un istinto per la struttura davvero impressionante. Ok, It’s not my cup of tea, probabilmente non lo sarà mai per nessun palato particolarmente raffinato, non lo sarà per chi cerca qualcosa di spudoratamente innovativo, non lo sarà per chi caccia sonorità più elettroniche, arzigogolate, cool, ma la sensibilità di questi non vale più di quella di uno qualunque dei milioni di fan di Gigi D’Alessio. Artista onesto, professionista impeccabile. In definitiva: top di gamma.